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Appello dei 300 intellettuali / Marcia per l’Europa / Comitato centrale / Campagna per la Federazione europea / Nel Mondo / Grandi Europei /Attività delle sezioni

“Se l’Europa vuole accrescere la sua capacità di agire, ristabilire la fiducia dei cittadini nelle sue istituzioni e rendere l’economia dell’eurozona più resiliente verso gli shock esterni, essa deve fare pieno uso del Trattato di Lisbona. Ma per andare oltre ha bisogno di riformare se stessa più profondamente”. Con queste parole inizia il comunicato stampa[1] con cui il Parlamento Europeo annuncia l’approvazione durante la sessione plenaria del 16 febbraio di tre importati rapporti a firma di Mercede Bresso e Elmar Brok (Presidente dell’Unione Europea dei federalisti) sul pieno uso dei trattati esistenti, Guy Verhoftadt sulla riforma delle istituzioni europee, Reimer Böge e Pervenche Berès sulla creazione di un bilancio ad hoc per l’eurozona.

Verona, 14 dicembre 2016

Preg.mo Signor

On. Paolo Gentiloni

Presidente del Consiglio dei Ministri Palazzo Chigi – Piazza Colonna, 370 00187 ROMA

 

Egregio Signor Presidente,

il Movimento Federalista Europeo ha vivamente apprezzato il risalto che Lei ha voluto dare alla dimensione europea nel discorso di presentazione alle Camere del Suo Governo, non solo ricordando la “straordinaria avventura” del processo di integrazione, ma anche sottolineando con forza il ruolo che l'Italia ha avuto e può ancora avere come Paese fondatore.

In particolare, i federalisti europei concordano sul fatto che il Consiglio europeo del 25 marzo 2017 non dovrà essere solo una celebrazione del 60° anniversario dei Trattati di Roma, ma “una scommessa per il futuro”. Come Le è certamente noto, la Commissione Affari costituzionali del Parlamento europeo ha recentemente approvato i due Rapporti Bresso – Brok e Verhofstadt. In essi sono chiaramente indicate sia le politiche che si possono attuare a Trattati invariati, sia le riforme istituzionali necessarie per avviare nuove politiche e per rendere più democratico e più efficiente il processo decisionale.

Anche alcuni governi sono del resto ben consapevoli dei gravi problemi sul tappeto ed hanno avanzato delle proposte che vanno nella giusta direzione, sia nel campo dell'unione economica e fiscale che in quello sempre più importante della politica estera, dell'immigrazione e della sicurezza. In ciò si è distinto sicuramente il precedente Esecutivo, di cui Lei era autorevole esponente come Ministro degli Affari esteri e proprio in tale veste ha sottoscritto con la Ministra Pinotti un importante documento sui problemi della difesa.

Per dare maggior forza a queste istanze e proposte e fare dell'appuntamento di Roma l'occasione per un vero rilancio dell'unificazione europea, le organizzazioni federaliste (Movimento Federalista Europeo, Movimento Europeo, Gioventù Federalista Europea) e le loro organizzazioni sovranazionali (EMI, JEF, UEF) intendono promuovere per sabato 25 marzo a Roma una grande manifestazione popolare, coinvolgendo tutte le forze politiche, economiche, sociali e culturali favorevoli all'unità europea.

RingraziandoLa per l'attenzione, non voglio lasciar passare l'occasione senza esprimerLe, Signor Presidente, i sentimenti più sinceri della mia stima ed i più fervidi auguri di buon lavoro.

Giorgio Anselmi

 

La netta vittoria del No nel referendum sulla riforma della Costituzione apre una fase di incertezza che potrebbe mettere in discussione l'appartenenza del nostro Paese all'Unione monetaria e, più in generale, la stessa partecipazione all'Unione europea. L'urgenza di far approvare da entrambe le Camere la legge di bilancio; il bisogno di avere quanto prima un governo che rassicuri insieme ai cittadini le istituzioni europee ed i nostri partner, anche in vista del Consiglio europeo previsto il prossimo 25 marzo per le celebrazioni del 60° anniversario dei Trattati di Roma; infine la necessità di approvare una legge elettorale per i due rami del Parlamento che assicuri la futura governabilità: questi sono i principali appuntamenti che ci aspettano nei prossimi giorni e mesi. Purtroppo è facile prevedere che, se la crisi non sarà governata, la speculazione internazionale si accanirà, nonostante lo scudo offerto dalla BCE, sul nostro debito pubblico ed ancor più sul nostro sistema bancario, mettendo a repentaglio i passi finora compiuti.

Dichiarazione del Movimento Federalista europeo

La schiacciante vittoria i Donald Trump alle presidenziali americane indica che su entrambe le sponde dell’Atlantico i movimenti populisti e nazionalisti prendono il potere e guadagnano consensi. Le loro ricette sono tanto semplici e simili da dar ragione ancora una volta a Tocqueville: “La storia è una galleria di quadri in cui ci sono ben pochi originali e molte copie.”

Odio per gli stranieri, insofferenza per le élites, disprezzo per i diritti civili e le minoranze, chiusura nella nazione o nella piccola patria, ricerca del capro espiatorio, protezionismo, complottismo sono alcuni tratti comuni di questi movimenti. Società impaurite, terrorizzate dalle migrazioni, incapaci di governare i processi messi in atto dalla globalizzazione e dalla rivoluzione tecnologica, prese nella morsa della disoccupazione, incattivite dalle scandalose differenze di reddito e di opportunità, non disposte ad accettare l'entrata sulla scena di altri popoli e continenti sono il terreno ideale per esperimenti politici che possono precipitare l'Europa ed il mondo nella catastrofe. Nel 1922 anche il fascismo italiano fu visto come un cigno nero, un prodotto “non da esportazione”. Sappiamo poi com'è finita.

Common JEF-UEF Statement on the 60th anniversary of the Treaty of Rome

Considering that the time has come for those who really care about Europe to make themselves heard, and show that they still make up the majority in this continent,

Declaring that the forthcoming 60th anniversary of the Treaty of Rome, which is to be marked in Rome on 25th March 2017, has become a watershed deadline in European politics, as it has been stressed by the disappointing results of the informal European summit in Bratislava,

Affirming that this anniversary will not be merely a celebration, but shall serve as an opportunity give voice to the need for a more political Europe, in terms of democratic institutions and the realisation of true continental policies,


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