Un autunno di decisioni s’annuncia per l’Europa. Troppi i fronti di crisi, che ora vanno affrontati con lo spirito di dover decidere, subito dopo le elezioni tedesche: la questione migratoria, con il superamento del regolamento di Dublino, l’imposizione delle quote stabilite ai Paesi ‘ribelli’ e l’avvio di un serio piano per l’Africa; la questione di una sovranità fiscale europea, con un bilancio autonomo per l’Eurozona, dotato di risorse proprie e gestito da un Ministro delle Finanze, sotto il controllo del Parlamento europeo; la questione di una difesa europea, con le prime forme di cooperazione strutturata permanente nel settore militare; la questione del terrorismo, con la condivisione dell’intelligence e delle prime strutture  operative per proteggere meglio i cittadini europei.

Tanti fronti di crisi, dunque, che vanno risolti. Per colmare questo enorme vuoto di potere che c’è oggi in Europa, un vuoto che frena lo sviluppo dell’economia europea e alimenta l’insicurezza tra i cittadini. Ma, soprattutto, che impedisce agli Europei di essere attori della politica mondiale e di poter indicare, con il conseguimento della Federazione europea, la via dell’unità politica e della pace agli altri popoli della Terra.


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Il dibattito politico sui temi europei di queste ultime settimane si è caratterizzato per alcune prese di posizione importanti da parte di Francia e Germania, e, in parallelo, per l'apertura di un confronto estremamente confuso in Italia.

Nell'intevista di oggi su La Repubblica il papa si schiera per l'Europa federale: "L'Europa deve assumere al più presto una struttura federale. O L'Europa diventa una comunità federale oppure non conterà più nulla nel mondo".

Signor Presidente,
le conclusioni del Consiglio europeo dei giorni scorsi, in particolare sul tema della sicurezza e della difesa europee, rappresentano una tappa significativa del percorso di rafforzamento della cooperazione all’interno dell’UE. L’avvio del Fondo europeo per la difesa...

"Chi si limita a vedere le cose a livello nazionale e non ha una visione del mondo sbaglia strada, di questo sono convinta." Con questa decisa scelta di campo la Cancelliera Merkel è andata ben oltre le pur significative affermazioni dei giorni precedenti: "E' finito per certi aspetti il tempo in cui potevamo fare pieno affidamento sugli altri. Per questo noi europei dobbiamo davvero riprendere in mano il nostro destino. Siamo noi a dover lottare per il nostro futuro."

Ancora una volta l'Europa, colpita e ferita nel modo più vile, piange le vittime innocenti della violenza terroristica.

La Francia è tornata. Eleggendo Macron, i cittadini francesi hanno scelto con chiarezza, ancora una volta, i valori della Repubblica, e, insieme, i valori dell’Europa. Hanno confermato che la marea del nazionalismo e del populismo si può ricacciare, e che alla paura si può opporre la forza della volontà di costruire un futuro migliore.


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