L’Italia non si salva senza l’Europa
L’Europa non si salva senza la Federazione europea

PER UN’ITALIA EUROPEA
IN UN’EUROPA FEDERALE

Campagna del MFE verso le elezioni europee del 2019

 

L’Europa sta vivendo momenti drammatici, assediata dall’ondata nazionalista che ormai apertamente sfida la sopravvivenza del modello dell’Unione europea. Da Trump a Salvini, dalla Russia all’Europa di Visegrad e ai governi sempre più nazionalisti e reazionari di molti paesi europei, è in atto un attacco deliberato alla democrazia e ai suoi valori universali. A chi lo persegue è chiarissimo che l’Unione europea rappresenta l’unico argine in grado di difendere il nostro sistema politico e sociale, così come è chiarissimo che Macron in Francia e Merkel in Germania sono gli unici baluardi rimasti contro la follia nazionalista, e i soli che possono salvare l’Europa - cosa che spiega perché vengono attaccati così duramente.

In questo scenario via via più drammatico si aggiunge il colpo inferto alla tenuta europea dall’elezione in Italia di partiti che hanno dato vita ad un governo dichiaratamente populista e sovranista. Nonostante all’interno del governo ci sia un minimo di dialettica, è sempre più evidente che l’Italia - paese fondatore e sin dalla nascita della CECA capofila del progetto di un’Europa federale - è diventata un partner che crea problemi in Europa, piuttosto che contribuire a risolverli, e ha spostato il peso della bilancia a favore di chi vuole indebolire o distruggere l’UE. Ormai, all’interno del Consiglio e del Consiglio europeo, è diventato predominante l’atteggiamento deliberatamente anti-europeo di molti governi. E’ questa la differenza radicale rispetto al passato: prima dell’avvento dei partiti nazionalisti, per quanto il sistema fosse farraginoso e inefficiente, e per quanto fosse contraddittorio sul piano della trasparenza e della effettiva democraticità, il Consiglio e il Consiglio europeo funzionavano quel minimo indispensabile per far vivere l’Unione grazie al fatto che tutti i membri, nonostante le diverse visioni e i diversi gradi di europeismo, concordavano sulla necessità di mantenere in vita il quadro europeo.

La lezione che bisogna trarne, pertanto, è che è ormai indilazionabile la necessità di cambiare il sistema in vigore. Con i meccanismi attuali, l’Unione europea è destinata a rimanere paralizzata e a farsi corrodere dall’interno dalle posizioni e dalle politiche sovraniste. Per evitare la fine dell’UE, bisogna innanzitutto aggirare il muro del diritto di veto e della necessità di trovare il consenso unanime; per questo torna centrale il tema delle integrazioni differenziate e della necessità di un’assunzione di responsabilità da parte di un’avanguardia di paesi per sbloccare l’impasse, come è già avvenuto altre volte in passato, sia con la CECA che con l’euro.

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Vi sono alcuni punti su cui è possibile far leva per suscitare il consenso e cercare di promuovere una riforma radicale dell’Unione europea. Questi sono, innanzitutto, il fatto che le ricette nazionaliste non possono funzionare (perché se possono mettere in ginocchio l’UE, mettono al tempo stesso in ginocchio anche gli Stati membri); il fatto che, nonostante tutto, i cittadini rimangono favorevoli all’idea di un’Europa unita, anche se vogliono che l’Unione europea diventi più efficace e più solidale; e la possibilità che la Francia e la Germania trovino un accordo per alcune riforme effettive - a partire in primo luogo dall’Eurozona, creando strumenti ad hoc innovativi, come un bilancio per gli investimenti e un fondo di stabilizzazione contro la disoccupazione - e accettino di assumersi la responsabilità di portare in ogni caso avanti il progetto di un primo embrione di unione politica, con i paesi che vorranno farne parte: per aprire la strada a tutti gli altri che vorranno poi unirsi in un secondo momento.

La nostra campagna, che intendiamo sviluppare di qui alle elezioni europee del maggio 2019, proprio basandoci su questi punti appena indicati, si costruirà attraverso la creazione a livello cittadino (e regionale, dove possibile, con la formula anche dell’Intergruppo) della Rete per un’Italia europea in un’Europa federale e attraverso il rapporto diretto con i cittadini, sia in piazza, sia tramite il lavoro con scuole, università e associazioni, utilizzando lo strumento del questionario. L’obiettivo è quello di portare al centro dell’azione di tutte forze europeiste l’importanza e il significato della battaglia per la riforma dell’Europa a partire dall’Eurozona, in modo che, in vista delle elezioni europee, le forze con un programma pro-europeo possano convergere su una piattaforma politica comune, creando un fronte accomunato da un progetto di riforma europea coraggioso e capace di rompere l’immobilismo ambiguo delle attuali famiglie politiche in seno al Parlamento europeo. Al tempo stesso dobbiamo cercare di orientare l’europeismo presente nella società rafforzandolo e indirizzandolo verso un progetto che ridia un senso e una speranza a chi non si lascia convincere dal discorso nazionalista e sovranista.

A seguire trovare tutto il materiale per conoscere il nostro programma e per partecipare con noi a questa campagna con cui vogliamo contribuire ad arginare l’avanzata del sovranismo e alla riorganizzazione delle forze politiche.

 

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