APPELLO AI PARTITI PRO-EUROPEI

CONTRO IL NAZIONALISMO, UNITI PER L’EUROPA

 

L’Europa è in pericolo. Le forze del nazionalismo e del populismo, che avanzano in molti paesi, vogliono usare le prossime elezioni europee per chiedere ai cittadini un mandato per smantellare l’Unione europea, indebolendone le istituzioni, rinazionalizzando parte delle politiche, minandone le regole e distruggendo la solidarietà. In questo modo il nazionalismo e il populismo mettono a rischio la stessa sopravvivenza dell’Unione, e impediscono qualsiasi progetto per costruire un’Europa più unita, nonostante questa sia l’unica garanzia di pace e di prosperità per gli Europei.

I partiti politici che credono nell’Europa devono saper reagire, opponendosi al disegno nazionalista. Per farlo, non basta difendere l’Unione europea che abbiamo. Per poter riguadagnare i cuori e le menti dei cittadini al progetto europeo, è necessario rilanciare la visione di un’Europa più unita, più democratica, più inclusiva e solidale e più forte nel mondo. A questo scopo, i partiti pro-europei devono impegnarsi: i) a condividere i principi fondamentali per il rilancio dell’Unione europea; ii) ad inserirli nei loro programmi; iii) a promuoverli insieme prima delle elezioni, e a lavorare insieme nel prossimo Parlamento europeo allo scopo di:

  • completare l’Unione economica e monetaria dotandola di poteri fiscali ed economici adeguati, incluso un proprio bilancio ad hoc, finanziato con risorse proprie e controllato democraticamente dal Parlamento europeo;
  • promuovere politiche sociali europee per controbilanciare le politiche di responsabilità finanziaria a livello nazionale e rafforzare nei cittadini il senso di appartenenza ad un’unica comunità;
  • avere una politica estera e di sicurezza e una difesa uniche, per promuovere gli interessi europei nell’attuale quadro internazionale, caratterizzata da forte instabilità;
  • affrontare I flussi migratori con politiche realmente europee, inclusa la gestione delle frontiere esterne dell’UE tramite una guardia costiera europea e l’affrontare la sfida di accogliere e integrare I migranti in Europa;
  • difendere Schengen e contrastare qualsiasi restrizione alla libertà di movimento all’interno dell’UE;
  • finanziare le politiche europee incrementando il budget comunitario grazie all’aumento delle risorse proprie, provenienti da tasse europee sulle transazioni finanziarie, sul digitale, sulle emissioni di CO2 o sulla plastica;
  • rafforzare il Mercato unico completando il mercato dei capitali, il mercato digitale, l’unione energetica e il mercato unico dei servizi;
  • modificare I Trattati dell’UE per riformare le istituzioni europee, rendendo la Commissione europea – in composizione ridotta – l’unico organo esecutivo dell’Unione; dando al Consiglio europeo un ruolo di guida politica ma privandolo del suo ruolo di esecutivo nel processo decisionale; abolendo il diritto di veto nel Consiglio e nel Consiglio europeo in qualsiasi materia; dando al Parlamento europeo il diritto di co- decisione in tutte le competenze dell’Unione europea;

preparare un progetto di Trattato per I Paesi che hanno la volontà di procedere, nel caso si rivelasse impossibile avanzare con l’accordo di tutti gli Stati membri.

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