E' disponibile online su   (clicca qui) e sul sito MFE in PDF (clicca qui) il nuovo numero de L'Unità europea. Il Direttore Antonio Longo ne accompagna l'uscita con questo breve pezzo di presentazione:

"I nodi hanno già aggrovigliato il pettine. La crisi della politica nazionale è sotto gli occhi anche dei ciechi. In Italia prosegue la frantumazione del sistema politico e dalla società emergono spinte corporative sempre più forti, cavalcate demagogicamente da una politica che oramai vive alla giornata. La Francia si prepara alle elezioni presidenziali con l’incubo di una vittoria lepenista, che può essere possibile solo grazie all’incoscienza o all’incapacità delle forze democratiche di scegliere l’alternativa europea, che pur è sul campo. La Germania s’illude di poter rimandare un’iniziativa europea, in attesa delle elezioni politiche autunnali. Tragico errore: i tempi delle scelte non sempre coincidono con gli interessi di parte. Occorre andar nel profondo delle cose e comprendere che, con Brexit e la presidenza Trump, il momento per l’Europa è ora! Per dire qual è il progetto per il suo futuro. L’occasione è il 25 marzo, una data spartiacque, che ci dirà se l’Europa vorrà riprendere il cammino di una ever closer union, un’unità sempre più stretta tra chi vuol andare avanti. Per garantire quei beni pubblici che i malconci stati nazionali non sono più in grado di assicurare ai propri cittadini: sicurezza, sviluppo e democrazia.  Una garanzia che sarà credibile solo se i Paesi dell’Eurozona si daranno le prime istituzioni sulla difesa e la fiscalità, nella prospettiva di un vero governo comune, quello federale. È quanto chiederanno le migliaia di cittadini che da tante città europee convergeranno a Roma in quel giorno per dire con forza “No alla divisione, alla conservazione nazionale e alla decadenza”, “Sì all’unità, al progresso e alla rinascita europea”. Se ci sarà uno shock popolare in tal senso la via sarà aperta per dare all’Europa non solo la speranza, ma soprattutto la forza. Per far emergere quel “solido stato internazionale” che gli uomini di Ventotene pensarono, non come un sogno, bensì come un progetto politico concreto del “nostro tempo”.  Quello della federazione europea."

 


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