Il 25 marzo 2017 passerà alla storia come l’inizio della fine della rassegnazione. Queste le parole del giornalista Beppe Severgnini alla trasmissione televisiva OTTO E MEZZO (La7) la sera dello stesso giorno, dopo aver partecipato alla Marcia per l’Europa. Circa diecimila persone, giovani e anziane, da tanti Paesi europei, giunti a Roma in pullman, treno, aereo, a proprie spese, hanno fatto capire a politici, osservatori e giornalisti che, attorno alla questione europea, il clima sta cambiando. Come dimostrano le vittorie dei candidati europeisti in Austria, in Olanda e  la straordinaria affermazione di Macron in Francia.

Abbiamo portato in piazza l’avanguardia del popolo europeo in formazione. Come diceva Altiero Spinelli  “sono le minoranze attive che sanno rappresentare ed esprimere gli interessi e i sentimenti latenti delle maggioranze.

Sono i primi segni di un “risorgimento europeo” contro la rassegnazione alla decadenza. Ci dicono che il progetto europeo non è morto, va difeso e rilanciato e il primo impegno tocca ai cittadini, partendo dalla difesa delle istituzioni europee e da ciò che si è conquistato in sessant’anni. Non dalla loro dissoluzione o dall’immaginifica idea di chi pensa di azzerare tutto per poi ricominciare daccapo.

Dopo il successo della nostra Marcia per l’Europa – cui è dedicata tanta parte di questo numero del giornale – dobbiamo andare avanti e chiedere che sia approvata “una road map per rilanciare e completare l’unione economica e politica”.

Niente sogni, solo un progetto chiaro e semplice, fatto di obiettivi e scadenze per i prossimi due anni, per giungere alle elezioni europee del 2019 con istituzioni e poteri che possano mettere in moto una reale battaglia politica europea attorno al potere di governare l’Europa.


Gli articoli del numero 2017/2 de L'unità Europea saranno disponibili online tra qualche giorno. 

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