Di fronte a molti parlamentari europei intervenuti per l’occasione, tra cui anche il Presidente Buzek, il 10 novembre 2010 è stato presentato ufficialmente al Parlamento europeo il Gruppo Spinelli. Nato nel dopo cena da una conversazione tra Guy Verhofstadt, Presidente del gruppo ALDE e convinto federalista, e Daniel Cohn-Bendit, Co-Presidente dei Verdi, il Gruppo Spinelli funzionerà come un network tra i parlamentari europei per promuovere azioni, riflessioni ed interventi dentro e fuori il Parlamento europeo con l'obiettivo di creare un’Europa federale.

«Organizzeremo due volte l’anno un Consiglio ombra per dar voce alla visione federalista sull’integrazione, metteremo in cantiere dei dibattiti federalisti e in generale ci schiereremo a favore degli interessi europei: il federalismo non sarà più un tabù. Non possiamo accettare un’Europa intergovernativa con il Consiglio europeo a scandire i tempi per l’integrazione», ha detto Verhofstadt. «La nostra missione è semplice: dovremmo mettere l’Europa al primo posto e difendere il metodo comunitario», ha aggiunto. Andrew Duff e Sergio Cofferati sono stati incaricati di copresiedere il gruppo.

«La nostra priorità sarà quella di migliorare la legittimità democratica dell’Unione, formando dal 2014 delle liste elettorali transnazionali per il Parlamento europeo», ha detto Duff, presidente dell’UEF e autore di un pamphlet sull'argomento che per l'occasione è stato distribuito ai parlamentari europei. Altri importanti temi sui quali il Gruppo e tutte le forze federaliste in Europa interverranno saranno il bilancio federale, un vero governo economico dell’Europa, un’effettiva Iniziativa dei cittadini europei, la difesa europea, programmi educativi e scolastici incentrati sull'Europa.

La prossima revisione dei Trattati offrirà una possibilità che gli spinelliani sono ansiosi di sfruttare per mettere sotto la lente ancora una volta i temi istituzionali. Gianni Pittella, Vice-Presidente del Parlamento europeo e membro del Gruppo Spinelli, è andato ancora più lontano, proponendo una Convenzione.

Una sfida che dovrà affrontare il neonato Gruppo sarà la comunicazione con il mondo esterno. Come ricordato dal presidente Buzek, le capitali nazionali sono ancora per molti versi le padrone dei Trattati. Il Gruppo dialogherà con i governi e i parlamenti nazionali, con la Commissione europea, con i cittadini, le organizzazioni non governative e i centri di ricerca che vogliono più Europa. «Dobbiamo eliminare la distanza con i nostri cittadini», ha raccomandato il parlamentare olandese Bas Eickhout, aggiungendo che «appartenere a una nazione che ha votato contro il Trattato è un’esperienza che non auguro a nessuno». «Dovremo essere spinelliani nella vita di ogni giorno e orgogliosi di essere federalisti!», ha concluso la parlamentare europea Sylvie Goulard. Alea iacta est.

 


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