L’Europa sta attraversando una fase più positiva rispetto al recente passato. Come ricorda il Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker nel suo discorso  del 13 settembre sullo Stato dell’Unione, “the wind is back in Europe's sails. We now have a window of opportunity.” (l’Europa ha di nuovo il vento a favore; in questo momento abbiamo di fronte a noi un’occasione). Ma, come prosegue lo stesso Juncker, “it will not stay open forever. Let us make the most of the momentum, catch the wind in our sails.” (non durerà per sempre. Cerchiamo di sfruttarla al meglio).

L’obiettivo dei federalisti nella nuova fase della Campagna per la federazione europea è quello di sfruttare le opportunità offerte dal nuovo clima favorevole per avviare le riforme indispensabili oggi all’Unione europea, preparando così il terreno per una riforma dei Trattati che porti alla creazione di istituzioni genuinamente federali.

 

La valutazione condivisa in questo momento in Europa è che si apra una possibilità di imprimere una svolta al processo di costruzione dell’unità politica. Bisogna ancora aspettare le elezioni tedesche, per capire come vorrà agire la Germania nei prossimi quattro anni e soprattutto come vorrà affrontare il problema del consolidamento dell’Unione europea; ma le preoccupazioni che vengono dalla Francia, in particolare per quanto riguarda l’eurozona, confermano che lo status quo non è più sostenibile, e che servono proposte concrete. L’approfondimento dell’integrazione economica e politica tra i paesi dell’area euro è oggi il tema cruciale. Per evitare che si perpetui il divario crescente tra paesi del Nord e paesi del Sud serve - oltre ad un forte impegno di questi ultimi per il risanamento finanziario e per le riforme strutturali necessarie oggi per la competitività - un vero governo europeo dell’economia, fondato non più sulla semplice cooperazione tra governi nazionali, ma dotato di risorse proprie (un vero bilancio ad hoc per l’eurozona) e di istituzioni di natura federale (quindi capaci di potere autonomo e legittimate democraticamente dal duplice controllo del Parlamento europeo e del Consiglio). La costruzione di questo primo nucleo di sovranità europea permetterà inoltre di rafforzare e far evolvere in senso federale la cooperazione nei campi della difesa, della politica estera, della gestione del problema migratorio e della sicurezza interna.

In questo quadro si colloca la nuova fase della campagna per la Federazione europea che il MFE ha lanciato per coinvolgere i cittadini e le forze politiche e sociali. Il ruolo dei governi nell’aprire la possibilità di riforme profonde nell’Unione europea è ancora determinante, ed è necessario agire per portarli su posizioni in linea con gli obiettivi federalisti; a questo scopo occorre creare un consenso e una pressione nel paese. Il MFE condivide con le altre sezioni federaliste in Europa la piattaforma politica (che quindi è europea) degli obiettivi istituzionali e politici, che vengono rivendicati anche nei confronti delle istituzioni dell’Unione europea, in primis il Parlamento europeo. In più in Italia è indispensabile che il paese prenda consapevolezza delle proprie responsabilità, per quanto riguarda sia il risanamento finanziario e le riforme (dato che il livello abnorme del debito nazionale è un problema per il paese, ma lo è anche per l’intera eurozona, così come lo è l’arretratezza di certe parti del sistema-paese), sia il ruolo federatore che può svolgere, per indirizzare in senso federale le proposte che verranno da Francia e Germania. 

I federalisti si accingono inoltre a varare a livello europeo la strategia per sostenere la ulteriore politicizzazione dell’elezione del Presidente della Commissione europea alle prossime elezioni europee (la procedura detta degli Spitzenkandidaten) e la nascita di liste transnazionali europee.

 

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