MOVIMENTO FEDERALISTA EUROPEO
Sezione italiana dell'Unione Europea dei Federalisti
e del World Federalist Movement

 

Il Comitato centrale del Movimento Federalista Europeo, riunito a Roma il 7 aprile 2018,

constata con preoccupazione

  • che la situazione mondiale va sempre più aggravandosi e che le istituzioni multilaterali non hanno il potere per controllare e tantomeno per governare la crescente conflittualità tra le grandi potenze, con conseguenze negative su tutti gli Stati e su tutti i continenti:
  • che le scelte protezionistiche degli Stati Uniti hanno avviato una spirale che mette in gioco la stessa sopravvivenza di un pur labile ordine economico mondiale, alimentando guerre commerciali, barriere tariffarie, ritorsioni e sanzioni;
  • che anche sul piano più propriamente militare sta aumentando l'irresponsabile diffusione di tecnologie distruttive, in particolare di quelle nucleari, senza considerare gli effetti inimmaginabili che potrebbe avere un'intelligenza artificiale non soggetta al controllo dell'umanità;
  • che i valori della democrazia e dello stato di diritto sono messi in discussione a favore di un modello autocratico che sta esercitando una crescente attrattiva anche nei Paesi liberal-democratici;

ritiene

  • che solamente un'Europa veramente sovrana, unita, democratica possa permettere agli europei sia di salvare il loro modello di civiltà, sia di contribuire alla creazione di un nuovo ordine mondiale, proponendosi come esempio per il mondo intero;
  • che l'attuale Unione europea, pur avendo dimostrato una certa capacità di reazione nei momenti di crisi, come nel caso dell'uscita del Regno Unito o delle politiche nazionaliste dell’attuale Amministrazione americana, non abbia gli strumenti, le procedure e le risorse per affrontare il nuovo difficile contesto mondiale:
  • che le recenti proposte della Commissione e del Parlamento europeo, pur rappresentando utili suggerimenti per migliorare la governance dell'UE, non siano in grado di superare i gravi ostacoli frapposti dal metodo intergovernativo, soprattutto in materia di bilancio;
  • che l'iniziativa franco-tedesca annunciata per il prossimo Consiglio europeo di giugno possa costituire un'occasione per il rilancio della costruzione europea, a patto che trovi il consenso di altri Stati, a cominciare dall'Italia e dalla Spagna;

ricorda

  • che un deragliamento dai binari europei esporrebbe il nostro Paese al duro arbitrio dei mercati internazionali, travolgendo anche il percorso dei partner europei;
  • che la messa in discussione dell'appartenenza all'Unione monetaria colpirebbe soprattutto quelle imprese che, grazie a scelte dolorose compiute durante la crisi, hanno saputo diventare competitive ed assicurare con le esportazioni la tenuta del sistema Italia;
  • che solo rimanendo un protagonista del processo europeo il nostro Paese può nutrire la speranza di poter avere un peso ed un ruolo in un mondo sempre più dominato da potenze e da compagini economiche di dimensioni continentali;
  • che anche lo sviluppo, la crescita, il lavoro, l’estensione del welfare per i più deboli non sono sostenibili nel solo quadro nazionale, ma devono essere parte di un disegno comune europeo;
  • che tra poco più di un anno le elezioni europee rappresenteranno un banco di prova determinante nel confronto tra federalisti e nazionalisti;

chiede

  • che il nuovo governo si costituisca sulla base di una chiara opzione europea;
  • che le forze politiche, in particolare quelle che hanno ottenuto i maggiori consensi, rinuncino alle ambiguità sulla loro collocazione europea e compiano delle scelte conseguenti sia nel precisare le linee programmatiche di governo sia in vista delle elezioni del prossimo anno;
  • che le forze economiche e sociali si adoperino per mantenere il nostro Paese ancorato alla prospettiva europea, la sola che può assicurargli un futuro e permettergli di superare i suoi non pochi ritardi.

 

 


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