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Il Comitato federale dell’UEF, riunito a Berlino il 21 aprile 2018, chiede con forza l’attuazione di un calendario di riforme ampie ed esaurienti in Europa.

L’Europa ha bisogno urgentemente di nuove iniziative. Il progetto politico europeo di pace e di integrazione è ancora minacciato dalle crisi multiple. Alcuni paesi dell’Unione Europea non si sono ancora ripresi dalla lunga crisi economica e finanziaria, e l’UE non è riuscita a gestire adeguatamente l’emergenza migratoria e il problema della sicurezza interna. Per la prima volta nella storia europea, uno Stato membro si accinge a lasciare la Comunità. Per di più, il processo di integrazione è messo a repentaglio dalla crescita in tutta l’Unione dei partiti populisti e anti-europei e, in alcuni degli Stati-membri, dalla violazione dei valori comuni e dei diritti fondamentali.

Allo stesso tempo, ci sono segnali positivi importanti sul futuro dell’Europa:

  • dopo la decisione della Brexit, gli altri 27 governi hanno unanimemente dichiarato a Bratislava di voler continuare il processo di integrazione europea;
  • il Presidente Macron è stato eletto sulla base di un programma dichiaratamente pro-europeo ed ha presentato proposte di riforma dell’UE di grande portata;
  • il Presidente della Commissione, Juncker, con il libro bianco sul futuro dell’Europa, ha aperto un nuovo dibattito sulle riforme e, nel suo discorso sullo stato dell’Unione del settembre 2017, ha elencato alcune concrete proposte di riforma;
  • in Germania, il nuovo governo di CDU/CSU e SPD, nel suo accordo di coalizione, ha dato la massima priorità al futuro dell’Europa.

Di qui alle prossime elezioni europee del maggio 2019, esiste pertanto una finestra di opportunità per attuare una serie di riforme decisive. L’UEF è profondamente convinta che solo con sistema di governo efficace, democratico e responsabile a livello europeo, l’Europa possa divenire sufficientemente forte da garantire il futuro dei cittadini europei per quanto riguarda sia la crescita, l’occupazione e il welfare, sia la sicurezza interna ed esterna.

L’UEF chiede pertanto:

  • che i governi tedesco e francese avanzino al più presto proposte comuni per affrontare i gravi difetti dell’attuale governance dell’Unione Europea, in particolare per quanto riguarda il completamento dell’unione monetaria, la questione migratoria, la necessità di una forte politica economica europea e del miglioramento della gestione dei problemi della sicurezza interna ed esterna. Fin dall’inizio, queste proposte dovrebbero essere comunicate ai governi degli altri Stati membri dell’UE. E’ particolarmente importante l’inclusione degli Stati membri più piccoli;
  • che, alla luce di queste proposte, le istituzioni nazionali ed europee siano invitate a promuovere, nel quadro dei Trattati esistenti, un maggior coordinamento tra i paesi dell’UE per gestire i flussi migratori e gli affari della sicurezza interna ed esterna e per promuovere piani economici per favorire crescita, sviluppo sostenibile ed occupazione. Un ulteriore importante obiettivo è quello di superare gli attuali accordi intergovernativi includendoli in un nuovo sistema legislativo più efficace e controllato democraticamente;
  • che le istituzioni nazionali ed europee siano invitate a lanciare una nuova fase di integrazione che vada al di là dei Trattati esistenti al fine di preservare le conquiste dell’Unione e di superare l’instabilità istituzionale creata dal referendum inglese. Questa nuova fase è necessaria per consolidare l’unione economica e monetaria trasformandola in una unione politica – consentendo di creare una vera sovranità europea, creando un sistema federale di livelli di governo coordinati ed indipendenti – e per superare gli attuali deficit di efficienza, di democrazia e di responsabilità;
  • che, parallelamente, in tutti gli Stati membri dell’UE si svolgano consultazioni della società civile ben strutturate ed organizzate, e assemblee cittadine sul futuro dell’Europa, precedute da un’informazione di base sui problemi europei.

L’UEF e le sue sezioni nazionali sono pronte a sostenere il processo di riforma e a svolgere un ruolo importante nell’organizzazione delle consultazioni dei cittadini e delle assemblee cittadine sul futuro dell’Europa. Nuove iniziative di riforma avranno successo solo se saranno sostenute dalle componenti filo-europee della società, dei partiti e dell’opinione pubblica, che diventino la forza trainante del processo di unificazione europea.

 
 


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