L'Unità Europea N. 2016/2 marzo-aprile

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Sommario:
Per una nuova narrazione / Costruire un governo federale europeo / Incontri del gruppo Spinelli a Roma / Le sfide / Ufficio del Dibattito Genova / Costi della non-Europa / Osservatorio sulla società europea / Osservatorio federalista / Comitato Centrale Roma / Attività delle Sezioni / In libreria

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C'è un modo concreto per contrastare la propaganda demagogica dei movimenti anti-europei e nazionalisti: mostrare i costi che noi cittadini sopportiamo per la mancanza dell’unità politica dell’Europa.

Possiamo fare le seguenti brevi considerazioni in merito alla specificità dell’epoca che stiamo vivendo, alle alternative possibili, al problema della sovranità ed alla responsabilità di agire in senso federalista.

L’accordo UE-Turchia è certamente discutibile, ma costituisce, in un’Unione Europea ancora a guida intergovernativa, l’unica soluzione politica disponibile.

Crisi finanziaria e crisi della sicurezza hanno messo in evidenza le debolezze della struttura istituzionale europea, frutto di settant’anni di compromessi.

La risposta del governo americano allo scoppio della bolla immobiliare e alla crisi dei mutui sub-prime è stata mmediata e consistente: rifinanziamento del sistema bancario e un New Deal per il rilancio dell’economia. La risposta in Europa è del tutto diversa.

L'Unione Europea attuale può sostenere un'economia della crescita fondata sull'innovazione, la ricerca e lo sviluppo? Purtroppo la risposta è negativa.

Inauguriamo con questo numero la nuova rubrica sui "costi della non-Europa" per dare più contenuti e forza comunicativa alla Campagna per la Federazione europea e per contrastare, con argomenti e idee, il nazionalismo, la xenofobia e l'anti-europeismo.

Molti governi europei, pur di mantenere il consenso interno, hanno seriamente preso in considerazione l'idea di sospendere gli accordi di libera circolazione, ma importanti think tanks, centri studi e la Commissione Europea hanno reso pubbliche stime che lasciano presagire conseguenze nefaste.

I fatti di Bruxelles del 22 Marzo 2016 hanno riportato al centro del dibattito europeo il tema della sicurezza. L’Unione Europea s’interroga su come affrontare il terrorismo, consapevole che quanto fatto finora non è stato sufficiente, ma scontando una strutturale difficoltà a collocare i temi nella loro giusta dimensione.

Critici verso l’Unione europea attuale, ma desiderosi di più Europa. Può essere letta solo in questo modo la fotografia dei cittadini europei scattata dal rapporto dell’Eurobarometro dell’autunno 2015.


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