Vertice dei Capi di Stato e di Governo,
L'Aja 1969

I federalisti si riuniscono davanti al Consiglio Europeo, Bruxelles 1976

Alberto Graziano, 26 anni, Pavia, finanziere

Essere cittadini europei non è solo uno status, ma una presa di consapevolezza di ciò che siamo in un mondo in evoluzione, che dal secondo dopoguerra ha visto sorgere un’identità unica nel suo genere. Per secoli ci siamo fatti la guerra per le nostre diversità, senza renderci conto che quelle erano la forza in grado di farci evolvere come individui grazie alla collaborazione e all'unione. “Uniti nella diversità” non dovrebbe essere solo uno slogan, ma un concetto su cui riflettere. Per quanto diversi siamo tutti esseri umani, molto più simili li uni agli altri di quanto vogliamo credere. È giunto il momento di prenderne atto e dare un nuovo corso alla storia, verso un’unione, fatta di persone.

Riccardo Campanini, 19 anni, Vidigulfo, studente universitario

Per i giovani l’ Europa rappresenta la possibilità di avere accesso a svariate opportunità sotto molti punti di vista; più in generale, essere cittadini europei è un grande privilegio per i valori sui quali l’ Unione Europea si basa; cioè pace ed unità, che essa garantisce all’Europa da ben 60 anni permettendo uno sviluppo sociale, tecnologico ed economico incredibile che prosegue tutt’oggi. E’ necessario che il progetto europeo continui ancora a lungo, si spera con risultati sempre migliori.

Federica Alini, 20 anni, Cava Manara, studentessa universitaria

Io credo nella Federazione Europea perché vuole unire ventotto stati esemplari ed eterogenei, accomunati dagli stessi valori fondamentali. È ora di trasformare queste nostre diversità in un motivo di orgoglio e di coesione: è ora di unirci per dare sostegno alla nostra opinione, ancora troppo debole nel confronto con le superpotenze. Io marcerò per l’Europa perché credo in un futuro migliore, di cui tutti noi dobbiamo essere artefici: un futuro in cui tutti ci sentiremo “cittadini del mondo”.

Paolo Filippi, 25 anni, Pavia, Studente universitario

Essere cittadini europei oggi vuol dire essere i rappresentanti di un modello di convivenza che si fonda sulla pace, sui diritti e sul multiculturalismo. Questo modello deve essere un punto di riferimento per tutto il mondo. Ma oggi, i nostri valori fondanti sono sotto attacco e le istituzioni europee, che dovrebbero difenderli, sono troppo deboli. Per questo, essere un federalista europeo oggi, vuol dire lottare per creare delle istituzioni europee forti in grado di difendere e diffondere i nostri valori.

Romina Savioni, 24 anni, Pavia, Studentessa universitaria

Battersi per la federazione europea significa battere la grancassa per un progetto di pace dopo aver battuto il naso sulle difficoltà del nostro tempo e sull'impossibilità di risolverle con gli antiquati mezzi che abbiamo;  significa battere il ferro finché è caldo nonostante spesso non si sappia dove battere il capo; significa battere i piedi per un futuro che sarà migliore solo se impareremo a occuparci del presente, ma per un giovane è anche scegliere di non dover battere la testa nel muro domani.

Federico Bonomi, 20 anni, Pavia, studente universitario

Essere cittadini europei è un privilegio. Significa essere parte di una comunità che unisce le nazioni, unica nella Storia, in pace e democrazia, ergendosi in difesa, in un mondo che sempre più li nega, dei valori di libertà e giustizia. Questa comunità, oggi, è istituita da un accordo tra gli stati europei. Battersi per la federazione europea è impegnarsi affinché essa sia costituita a partire da noi, cittadini dell'Europa, per affrontare, uniti, le grandi sfide che il futuro ci riserverà.

Andrea Apollonio, 21 anni, Locate di Triulzi, studente universitario

Battersi per la federazione europea significa battersi per una nuova idea di identità. L'identità europea non sarà un' identità esclusiva, chiusa, nazionale; al contrario, essa sarà l'identità transitoria di un popolo che desidera la pace, e che ha compreso che la pace è un affare globale.

Bàlint Gyévai, student in European studies (at IEE-ULB) in Brussels and the Secretary General of Stand Up for Europe.

Born in Budapest but living in Brussels for a couple of years, day after day I see the advantages of being European. It cannot make more sense than today for a 21 years old young man. Borders are today the left-overs of history and it is more than realistic to say that today a political project despite our conflictual past can be designed from Lisbon to Helsinki and from Dublin to La Valetta. There is a willingness to exchange with the others of our generation. We feel united more and more when facing the tremendous challenges of todays’ world. Only a Federal Europe can nowadays speak up for the benefits of its citizen and Youth. That’s why, since one year, I’m working on daily basis to try to change the situation in Europe. I spend my time informing young people, debating with them and promoting the Europe of citizens. That Europe that makes dreaming the young Erasmus, the one they experience during their exchanges abroad. For all this and even more as Secretary General of Stand Up for Europe today I take part to a better project for a better Europe. I have no doubt that it will be carried out by young people, on behalf of the Youth. It’s high time to make it happen all together. Stand Up for Europe! 

Jules Bejot, student in European studies (at IEE-ULB) in Brussels and responsible for the projects in the Board of Stand Up for Europe.

I believe in Europe because Europe is a beautiful project, putting humans and cultures at its core. As a European citizen, I am extremely grateful to enjoy such diversity in my everyday life. I am deeply convinced that the European Union is a project that belongs to its citizens: it is not a permanent state and each one of us must fight to protect and promote the European ideal as well as to improve its functioning. Regarding the future of Europe, Youth involvement is the key to success. Young generations need to engage it the defence of a certain idea of Europe: tolerance, humanity and unity. My personal involvement in Stand Up aims at fighting for improving the EU system.

Nicolas Hamon, student in Law at UCL (Louvain-la-Neuve in Belgium) and responsible for Students for Europe university societies in the Board of Stand Up for Europe.

 I believe in the European Union (and more largely Europe) is crucial, not only because of its aims but also because of the assets flowing from it. I do think that youth has a genuine role to play in shaping his future, our future. Some people from my generation (I am 23 years old) do not realize what they can accomplish through the EU and all the benefits brought to them thanks to this stupendous project. The more the time passes by, the more my understanding and my desire for a federal Europe takes place since I believe it is the key for our common future and the young generation must understand that. That is exactly what I am trying to do, as the youth coordinator at Stand Up for Europe.

Serena Preci , 20 anni, Cava Manara, studentessa universitaria.

Essere cittadino dell'Unione Europea significa innanzi tutto spostarsi senza essere guardati con diffidenza. Lo so, perché anche se parlo un italiano perfetto gli sguardi si incupiscono davanti al mio passaporto albanese. Sono originaria di un paese extracomunitario, ma il mio spirito non potrebbe essere più europeo. Gli Stati Uniti d'Europa non sono un miraggio e noi non siamo in mezzo ad un deserto, bensì abitiamo una terra fertile di idee, valori e cultura. In una realtà di continenti, una nazione non ha voce. Alziamoci come popolo europeo e sventoliamo fieri la bandiera di un'Europa unita ormai alle porte! 

Matteo Longo, 19 anni, Malnate, studente liceale

Sono nato nel 1998, nato quando l’Unione Europea si era già costituita, quando si procedeva all’adozione di una moneta unica europea. Sono cresciuto in Italia, in Europa, nel Mondo, con i racconti dei miei nonni sulla brutalità dell’esperienza della guerra, e con gli insegnamenti dei miei genitori sui valori che definiscono la nostra umanità, il nostro essere persone e cittadini. Oggi mi sento parte di un progetto: l’Unione Europea rappresenta una realtà storica di pace, uno spazio di libertà e democrazia, di possibilità e innovazione, ma che ancora non realizza al meglio le sue potenzialità. Per il futuro sogno un’Europa Federale, un sistema fondato sulla pluralità delle sue culture e delle sue prospettive, solidale, equo e giusto. Per il futuro voglio gli Stati Uniti d’Europa, la concretizzazione dei nostri principi. 

Simone Fissolo – 27 anni, Torino – Collaboratore parlamentare

Essere Europeo oggi significa sapere che il 25 marzo a Roma ci si può opporre a politiche sbagliate la cui responsabilità è europea e non più nazionale. Essere Europeo oggi significa poter opporsi a politiche europee e non più nazionali. Un passo in avanti nella coscienza di molti.

 

Riunione del Consiglio Europeo,
Bruxelles 1977

Dimostrazione per la federazione europea,
Milano 1985

 


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