L'Unità Europea N. 2017/1 gennaio-febbraio

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Sommario:
Appello dei 300 intellettuali / Il punto / Lavori del Comitato centrale / Campagna per la Federazione europea / Le idee / Marcia per l’Europa/ Nel Mondo / Grandi Europei /Attività delle sezioni / Il Faro di Ventotene / In Libreria
 

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Al World Economic Forum di Davos Xi Jinping ha opzionato il ruolo che l’Occidente ha abbandonato decenni fa: governare e guidare la globalizzazione.

Il rapporto tra Stati Uniti e Vecchio Continente si è trasformato nel corso del Novecento in un’alleanza for­midabile, l’approccio trumpiano di “America First” cambia radicalmente le carte in tavola e ci interpella direttamente.

Con la morte di Zygmunt Bauman (1925-2017), la cultura contemporanea perde una voce critica, che ha saputo unire all’analisi dei principali drammi del nostro tempo una costante tensione civile e politica verso un progetto di emancipazione umana.

"Dobbiamo evitare di diventare anche noi dei "barbari", torturatori come quelli che ci odiano. Il multiculturalismo è lo stato naturale di tutte le culture. La xenofobia, le pulsioni sull'identità tradizionale non sono destinate a durare. Una cultura che non cambia è una cultura morta" (da un’intervista a La Repubblica, dopo l’attentato di Nizza, luglio 2016)

Il Manifesto di Ventotene raccoglie l’eredità delle grandi rivoluzioni del passato, lette però alla luce della ‘rottura teorica’ introdotta dal federalismo, proiettando il pensiero sull’azione per la federazione europea. Da questo punto di vista è lecito affermare che esso rappresenta il “faro” del nostro pensiero, che ha alimentato la nostra azione: esso continua ad essere una “forza irradiante”.

Il Mulino ha pubblicato recentemente una raccolta di saggi di Tommaso Padoa-Schioppa.


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