L'Unità Europea N. 2017/3 maggio-giugno

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Sommario:
Editoriale / Il punto / Elezioni / Le sfide / Congresso MFE di Latina / Eventi / Attività delle sezioni / Osservatorio federalista / Il Faro di Ventotene / In libreria

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"Ciò che propongo è il varo di un bilancio dell'eurozona, tale da finanziare gli investimenti comuni, da aiutare le regioni maggiormente in difficoltà e dare una risposta alle diverse crisi."

Il nuovo clima politico che si è creato in Europa negli ultimi mesi ha aperto una nuova opportunità per i federalisti, che dobbiamo saper valutare e sfruttare lucidamente, riuscendo ad intervenire sui nodi e sui punti critici che possono ancora una volta bloccare la costruzione dell’unione politica federale.

La lettura del voto inglese non è semplice, specialmente dal punto di vista europeo, ma offre lo spunto per qualche riflessione.

Dopo le mobilitazioni di piazza per il  rilancio del processo di unificazione e gli ultimi successi elettorali del “fronte europeista” è il momento di delineare i terreni degli avanzamenti e di raccoglierne le sfide. Per l’Italia c’è una sfida in più: l’incapacità della sua classe dirigente di agire in maniera responsabile con continuità nel risanamento.

Estratto dalla relazione tenuta nella seconda Commissione del Congresso nazionale MFE di Latina del 28-30/4/2017.

L'Eurozona si è faticosamente avviata verso un percorso di crescita. In questo contesto assume particolare rilevanza il dibattito su quale ruolo diretto debbano avere le istituzioni europee nel promuovere la crescita del continente.

La storia dello scandaloso salvataggio della Banca Italiana di Sconto nel 1922 evoca le difficoltà in cui si trovano oggi alcune banche italiane.

La vittoria di  Emmanuel Macron e del suo movimento “République En Marche!” conferma la vittoria dell’Europa sulle forze nazional-populiste euroscettiche.

La lotta politica si colloca sempre entro un certo assetto istituzionale di potere, che la condiziona e che non è indifferente rispetto ai suoi esiti. Il Manifesto di Ventotene contiene una lezione importante sul rapporto tra livello della lotta politica e dello stato, che integra quella della linea di divisione tra progresso e conservazione, commentata nel numero 1/2017 del giornale.

I federalisti europei vogliono ricordarlo in quelle settimane dell’autunno 1989, quando – dando prova di tutta la necessaria lucidità e fermezza –, a fronte del collasso di una DDR senza ormai più ragione d’esistere, operò per una rapida riunificazione tedesca, unendo questa scelta a quella per una più stretta unità dell’Europa.


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