L'Unità Europea N. 2018/3 maggio-giugno

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L'Analisi e Il Punto / Comitato Centrale / Per un’Italia europea / Federalisti in piazza / Bilancio europeo / Istituzioni / Campagna MFE / Attività delle sezioni / Cultura / GFE

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L'Analisi e Il Punto / Comitato Centrale / Per un’Italia europea / Federalisti in piazza / Bilancio europeo / Istituzioni / Campagna MFE / Attività delle sezioni / Cultura / GFE
 

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Il Direttore Antonio Longo ne accompagna l'uscita con questo breve pezzo di presentazione.

Martedì 5 giugno è naufragato a Lussemburgo il tentativo del Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea di aggiornare il Regolamento di Dublino. Tutta la vicenda ci mostra la difficoltà di sciogliere il nodo migratorio dato l’attuale assetto istituzionale dell’Unione e l’assenza di poteri esecutivi veramente sovranazionali da parte della Commissione e del P.E. sia in materia di accoglienza e libertà di circolazione sia di politica estera orientata a governare i flussi.

Il Consiglio europeo del 28-29 giugno, che ha visto lo scontro tra i governi e si è concluso con un nulla di fatto, dimostra come il tabù della monolitica unicità del quadro comunitario paralizzi ogni possibilità di rafforzare l’Unione europea. L’unica possibilità di salvare il progetto europeo è quello di rilanciarlo, riunendo intorno a Francia e Germania, che hanno di recente siglato un primo accordo a Meseberg, un'avanguardia di Stati che realizzi una maggiore unità e un sistema più solido.

Il dibattito sull’Italia europea è necessario ed importante sotto due fondamentali punti di osservazione. Primo, perché consente di mettere in luce ciò che spetta al nostro Paese fare, eliminando gli alibi di una facile narrativa che scarica sull’Europa i ritardi e le arretratezze dello sviluppo. Secondo, perché dovrebbe mettere in luce le interconnessioni (ad esempio, nei settori produttivi e infrastrutturali) che occorre sviluppare per integrare maggiormente il nostro Paese nel mercato interno europeo. Pubblichiamo un primo intervento sulle proposte di Carlo Calenda e Massimo Bentivogli ed una riflessione sul rapporto tra M5S ed Europa.

Con un tempismo da tempesta perfetta, il 4 ottobre 2009 veniva fondato a Milano da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio il Movimento 5 Stelle.

L’IA abilita un numero pressoché infinito di altre innovazioniche promettono di rivoluzionare molti settori e di accelerare il progresso dell’umanità. È altrettanto chiaro, d’altro canto, che alcune di queste applicazioni possono avere implicazioni assai delicate e sollevano grandi interrogativi etici e politici, ai quali istituzioni create in un’altra epoca non sono in grado di rispondere.

I cambiamenti portati dalla nuova rivoluzione industriale stanno cambiando profondamente le aziende, il lavoro e la società e richiedono una piena integrazione nei processi di produzione globali.

L'Unione europea si fonda sul rispetto di alcuni valori fondamentali, quali la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti umani. In particolare, lo Stato di diritto implica il rispetto della separazione dei poteri e di conseguenza l'indipendenza della magistratura rispetto al potere esecutivo praticata in tutte le democrazie occidentali.

Il 2 maggio scorso la Commissione Europea, guidata da Jean-Claude Juncker, ha approvato la proposta di bilancio per il Quadro Finanziario Pluriennale 2021-2027. Le novità sono molte (alcune di rilievo) e, in parte, riprendono quelle avanzate dal Parlamento europeo, nella seduta plenaria di marzo, che chiedevano più risorse e più flessibilità per agire e affrontare efficacemente le sfide del nostro tempo. Il confronto è aperto e già il Consiglio Europeo di fine giugno è chiamato a dare risposte non più rinviabili.

La Commissione Europea si è data il compito di realizzare le riforme possibili nel quadro degli attuali Trattati e di giungere ad un accordo durante il Consiglio Europeo di Sibiu in Romania il 30 marzo 2019, all’indomani dell’uscita ufficiale del Regno Unito dall’Unione e in vista delle elezioni europee del maggio 2019.


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