L'Unità Europea N. 2018/6 novembre-dicembre

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Sommario:
In Memoria / Il Punto / Riunioni Istituzionali / Brexit e Mediterraneo / Italia ed Europa / Ambiente / Congresso UEF / Cultura / Economia / Osservatorio federalista / Attività delle sezioni / In libreria

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Antonio Megalizzi e Bartek Pedro Orent-Niedzielski erano cittadini di un’Europa che, con la loro azione quotidiana, intendevano costruire, per dar corpo e peso ai valori del progetto europeo.

"Bugie e illusionismo populista": il punto del Presindente del MFE, Giorgio Anselmi, sulle ultime vicende europee e italiane.

Anche se Brexit rappresenta plasticamente il fallimento dell’uscita dall’UE, questo non è sufficiente per spostare nuovamente il favore popolare dalla parte dell’integrazione. Ma l’adesione profonda del popolo europeo può essere recuperata con le prossime elezioni europee. In questo i partiti hanno una grande responsabilità.

La Conferenza per la Libia, tenutasi a Palermo il 12 e 13 novembre, ha mostrato all'opinione pubblica internazionale dinamiche e risultati che quest'ultima fatica a decifrare. Secondo alcuni si è trattato di un decisivo punto di svolta, secondo altri di un imbarazzante fallimento.

Nel dibattito sul futuro dell’Unione verso le elezioni europee 2019 emerge l’alternativa tra la costruzione di una sovranità europea o il declino e l’erosione dell’attuale UE, la cui resilienza non va però sottovalutata.

Intervista a Sandro Gozi, eletto all’unanimità Presidente dell’Unione Europea dei Federalisti nel XXVI Congresso che si è tenuto a Vienna il 23-25 novembre 2018.

Pubblichiamo di seguito l’intervento di Alberto Majocchi, promotore (assieme a Monica Frassoni e Marco Cappato) dell’Associazione per una carbon tax europea.

L’Unione Europea dovrebbe dar vita ad un’Agenzia per l’Ambiente e l’Energia, costituita secondo il modello della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA) del 1951, dotata di poteri sovranazionali e mezzi finanziari adeguati.

Tra gli impegni assunti dagli Stati membri dell’Unione europea vi è quello di garantire un più stretto coordinamento delle politiche economiche e una convergenza duratura dei risultati economici degli Stati membri.

Stefano Bartolini, dell'Istituto Universitario Europeo di Firenze, ritorna sul tema delle radici della crisi della democrazia a livello mondiale ed europeo, trattato nella riunione dell'Ufficio del Dibattito del MFE dell'ottobre scorso.


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