La riunione di sabato (10 giugno) del Comitato centrale dell'MFE, a cui hanno partecipato più di 70 militanti, è servita a fare il punto sul rilancio della nuova fase della Campagna per la Federazione europea.

Le relazioni introduttive del Presidente e del Segretario, e gli interventi durante il dibattito (che è stato ricco e articolato, con 24 interventi di militanti di diverse sezioni), hanno sottolineato la specificità della fase che attraversa l’Europa e cercato di mettere a fuoco le possibilità di azione del Movimento.

E’ indubbio che in questo momento si sta aprendo in Europa una possibilità di imprimere una svolta al processo di costruzione dell’unità politica. E’ una possibilità che nasce in reazione alla crisi profonda attraversata dal processo di integrazione negli ultimi due anni e alla crescita e alle vittorie conseguite dai movimenti populisti e sovranisti anti-europei; e anche all’elezione di Trump alla presidenza degli Stati Uniti e al conseguente radicale cambiamento nei rapporti transatlantici. E’ una reazione che ha spinto l’opinione pubblica pro-europea ad uscire dal silenzio e ha animato alcuni leader più coraggiosi di altri sotto questo profilo, come Macron in Francia. Indubbiamente, proprio la vittoria di quest’ultimo – che sembra accingersi, per la prima volta nella storia del paese, a guidare la Francia non evocando la grandeur nazionale, ma indicando nell’Europa il futuro, e difendendo un nuovo “sovranismo europeo” – è uno dei fattori determinanti a favore della possibilità del rilancio del progetto europeo, come conferma l’incontro positivo tra Macron e la Cancelliera Merkel all’indomani dell’elezione del Presidente francese.

In questo quadro si deve collocare la nuova fase della campagna del MFE, da coordinare con quella dell’UEF. Dal punto di vista generale, il compito dei federalisti è innanzitutto quello di evidenziare come, per imprimere una svolta all’Unione europea, sia necessario superare l’attuale assetto istituzionale in cui, nei settori chiave, è ancora determinante il sistema intergovernativo; e come quindi sia indispensabile preparare il terreno per una riforma dei Trattati. La campagna deve quindi porsi l’obiettivo di (contribuire a) creare le condizioni politiche perché, entro le prossime elezioni europee, maturi la possibilità di aprire una fase di rinnovamento degli assetti istituzionali europei. Sotto questo aspetto, il primo nodo da affrontare è quello che i governi più avanzati trovino l’accordo sul completamento dell’Unione monetaria, attraverso la creazione dell’unione economica e fiscale e nella prospettiva di dotare l’Eurozona di istituzioni genuinamente federali.

Il confronto su come poter agire ai vari livelli su tutte le forze europeiste – da quelle politiche all’associazionismo – si è sviluppato e arricchito nel corso del dibattito.
Per iniziare ad impostare il lavoro del Movimento – anche in vista della partecipazione a manifestazioni organizzate da forze europeiste, come quella di Forza Europa che si terrà il 17 giugno, in modo da essere presenti non solo con i nostri simboli, ma anche con la chiarezza delle nostre posizioni – è stato proposto e approvato il testo di un Manifesto “Per un’Europa federale”. Lo trovate in allegato, insieme alle Linee guida per la campagna, che sono state distribuite durante la riunione del CC.

Il Comitato centrale ha anche votato (trovate qui il quadro completo):

  • il  rinnovo della Direzione nazionale, incluso il nuovo Ufficio di Segreteria;
  • il Direttore dell’Unità europea;
  • la creazione della Commissione per la revisione dello Statuto;
  • la creazione del Gruppo di lavoro su L’Italia e l’Europa;
  • il Team comunicazione;
  • i membri cooptati del Comitato centrale.

Il Comitato centrale ha anche approvato le due nuove sezioni di Cosenza e di Varese, che si aggiungono alle sette già costituite dall'inizio dell'anno (Chieti, Isernia, Lanciano, Piacenza, Sulmona, Termoli, Urbino). E’ stato poi approvato il nuovo centro regionale dell’Abruzzo.

Infine la neo-eletta Direzione nazionale si è riunita per designare i membri MFE dell’Ufficio del Dibattito.

 


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