Signor Presidente, Onorevoli deputati del Parlamento europeo,

Sono trascorsi dieci anni da quando è esplosa la crisi e l'economia europea si sta finalmente riprendendo. La crescita economica ha per la prima volta superato quella degli USA e la disoccupazione è diminuita (…) il Piano Europeo di Investimenti Strategici (FEIS) ha messo in moto, in due anni, € 225 miliardi di investimenti con 270 progetti infrastrutturali e finanziamenti a favore di circa 445.000 PMI.

[…] L'anno scorso abbiamo visto tutti i 27 leader salire al Campidoglio, uno per uno, per rinnovare il loro solenne impegno reciproco e nei confronti della nostra Unione. Tutto questo mi induce ad affermare che l'Europa ha di nuovo i venti a favore. Abbiamo di fronte un'opportunità che non rimarrà aperta per sempre. Sfruttiamo al massimo questo slancio, catturiamo il vento nelle nostre vele. Per questo dobbiamo procedere in due modi.

Anzitutto dobbiamo mantenere la rotta fissata lo scorso anno. […] In secondo luogo dobbiamo fissare la rotta per il futuro. Per citare Mark Twain, tra qualche anno non saremo delusi delle cose che abbiamo fatto ma di quelle che non abbiamo fatto. Il momento è propizio per costruire un'Europa più unita, più forte e più democratica per il 2025.

SEGUIRE LA ROTTA: CINQUE PRIORITÀ A BREVE

Abbiamo deciso di completare un'Unione dell'energia, un'Unione della sicurezza, un'Unione dei mercati dei capitali, un'Unione bancaria e un mercato unico digitale. E indichiamo CINQUE priorità da perseguire per completare l’azione di governo entro maggio 2018.

  • Rafforzare l’agenda europea sul commercio internazionale. Dopo il Trattato con il Canada (CETA) e l’accordo con il Giappone, altri partner bussano alla nostra porta: Messico e Paesi dell’America Latina, Australia e Nuova Zelanda. Ma non siamo naif free traders, vogliamo anche proteggere i nostri interessi strategici. Propongo un nuovo schema europeo per selezionare gli investimenti
  • Più forza e competitività per il settore industriale (automobilistico, in particolare), che deve orientarsi verso la decarbonizzazione, digitalizzazione e innovazione. Propongo una Nuova politica strategica industriale
  • Rendere l’Europa leader nella lotta al cambiamento climatico. A breve ci saranno altre proposte per ridurre le emissioni di carbonio.
  • Proteggere gli Europei nell’era digitale, contro i cyber-attacchi. La Commissione sta lavorando alla creazione di un’Agenzia Europea per la Cybersicurezza.
  • Le migrazioni sono al centro dell’attenzione. Ora proteggiamo le frontiere esterne più efficacemente, 1700 persone della Guardia europea di confine e costiera affiancano le strutture militari e civili nazionali. Fronteggiamo meglio i flussi irregolari e abbiamo drasticamente ridotto i morti in mare. Lo scorso anno abbiamo risistemato e dato asilo a 720.000 rifugiati. L’Europa non è fortezza, resta il continente della solidarietà. Presentiamo un Piano per l’Africa, con un primo fondo di € 2,7 miliardi, tratti dal bilancio europeo, mentre gli Stati hanno contribuito per soli 150 milioni.

[…] Questa mattina ho inviato al Presidente del Parlamento europeo e al Primo ministro dell'Estonia una lettera d'intenti (cfr. riquadro a parte) in cui espongo le priorità per dicembre 2018.

SPIEGARE LE VELE

 […] È giunto il momento di fissare la rotta per il futuro. A marzo la Commissione ha presentato il Libro bianco sul futuro dell'Europa, che illustra cinque scenari su ciò che potrebbe diventare l'Europa nel 2025. Questi scenari sono stati discussi, sono stati esaminati e in parte smontati (…) Il futuro dell'Europa non può essere deciso per decreto. Dev'essere frutto di un dibattito democratico e di un ampio consenso. Questo Parlamento vi ha contribuito attivamente con tre ambiziose risoluzioni sul futuro dell'Europa, ai cui relatori rivolgo un ringraziamento particolare (il chiaro riferimento è ai Rapporti Bresso-Brok, Verhofstadt e  Böge-Berès – cfr. nr. 6/2016 del nostro giornale)[…]

È giunto il momento di trarre le prime conclusioni dal dibattito. Il momento di passare dalla riflessione all'azione. Dalle discussioni alle decisioni.  Oggi vorrei presentarvi la mia visione: il mio personale “sesto scenario”, se volete.  Questo scenario affonda le radici in decenni di esperienza diretta. […].Nella buona come nella cattiva sorte, non ho mai smesso di amare l'Europa. […] Amo l'Europa perché l'Europa e l'Unione europea hanno conquistato qualcosa di unico in questo mondo sfibrato: la pace interna e la pace esterna; la prosperità per molti, se non ancora per tutti. […]

UN'UNIONE DI VALORI

I nostri valori sono la nostra bussola. Per me l'Europa è più di un semplice mercato unico. È ben più del denaro, più dell'euro. È da sempre una questione di valori. Proprio per questo nel mio sesto scenario vi sono tre fondamenti, tre principi inamovibili: la libertà, l'uguaglianza e lo Stato di diritto.

L'Europa è, prima di ogni altra cosa, un'Unione di libertà. […] In secondo luogo l'Europa deve essere un'Unione tra pari, un'Unione delle uguaglianze. Uguaglianza tra i suoi membri, grandi o piccoli, tra est e ovest, nord e sud. […] In un'Unione delle uguaglianze non possiamo permetterci lavoratori di seconda classe. Chi fa lo stesso lavoro nello stesso posto ha diritto alla stessa paga. […] È assurdo avere un'autorità bancaria che sovrintende alle norme bancarie, ma non un'autorità del lavoro comune, garante dell'equità nel nostro mercato unico. La creeremo noi questa autorità. […]

In terzo luogo in Europa la forza della legge ha sostituito la legge del più forte. Stato di diritto significa che la legge e la giustizia sono esercitate da una magistratura indipendente. Accettare e rispettare una sentenza definitiva vuol dire essere parte di un'Unione fondata sullo Stato di diritto. I nostri Stati membri hanno attribuito la competenza definitiva alla Corte di giustizia europea e tutti devono rispettare le sentenze della Corte. Compromettere tale principio, o compromettere l'indipendenza dei giudici nazionali, significa spogliare i cittadini dei loro diritti fondamentali. Lo Stato di diritto non è opzionale nell'Unione europea, è un obbligo.

UN'UNIONE PIÙ UNITA

Quando si discute del futuro, so per esperienza che nuovi trattati e nuove istituzioni non sono le risposte che vuole la gente. Sono solo mezzi per raggiungere uno scopo. Possono significare qualcosa per noi, qui a Strasburgo o a Bruxelles. Non significano molto per tutti gli altri. Le riforme mi interessano soltanto se portano a una maggiore efficienza nella nostra Unione europea. Invece di limitarci a invocare modifiche dei trattati - che sono comunque inevitabili – dobbiamo innanzitutto cambiare la mentalità dell'“io vinco se tu perdi”. […]

Un'Unione più unita deve anche diventare più inclusiva. Se vogliamo proteggere le nostre frontiere esterne allora dobbiamo aprire immediatamente alla Bulgaria e alla Romania lo spazio Schengen. Dobbiamo anche permettere alla Croazia di diventare un membro Schengen a pieno titolo, non appena saranno soddisfatti tutti i criteri. Se vogliamo che unisca il nostro continente anziché dividerlo, l'euro deve diventare qualcosa di più di una moneta di un gruppo selezionato di paesi. L'euro è destinato ad essere la moneta unica dell'Unione europea nel suo complesso (…) Gli Stati membri che vogliono adottare l'euro devono poterlo fare. Propongo perciò di istituire uno strumento di adesione all'euro che offra assistenza tecnica e anche finanziaria.

Se vogliamo che le banche operino in base alle stesse norme e sotto la stessa vigilanza nell'intero continente, dobbiamo incoraggiare tutti gli Stati membri ad aderire all'Unione bancaria (…) che può funzionare soltanto se la riduzione dei rischi e la condivisione dei rischi procedono di pari passo. […] Un sistema comune di assicurazione dei depositi sarà possibile solo quando a livello nazionale avranno tutti fatto i propri compiti.

E se vogliamo evitare la frammentazione sociale e il dumping sociale in Europa, gli Stati membri devono approvare il pilastro europeo dei diritti sociali, al più tardi al vertice di Göteborg a novembre. I sistemi sociali nazionali rimarranno diversi e separati ancora a lungo, ma dobbiamo almeno concordare un'Unione delle norme sociali europee in cui vi sia una visione comune di cosa è giusto sul piano sociale nel nostro mercato unico. […]

Se vogliamo che nel nostro vicinato regni maggiore stabilità, dobbiamo anche mantenere prospettive di allargamento credibili per i Balcani occidentali. È chiaro che non ci saranno altri allargamenti durante il mandato di questa Commissione e di questo Parlamento. Non ci sono candidati pronti. Ciò esclude l'adesione della Turchia all'UE nel prossimo futuro. Da qualche tempo la Turchia si sta allontanando a grandi passi dall'Unione europea. I giornalisti devono poter stare in sala stampa, non in prigione. Il loro posto è là dove regna la libera espressione. […]

UN'UNIONE PIÙ FORTE

Voglio che la nostra Unione sia più forte e per questo abbiamo bisogno di un mercato unico più forte (…) in cui le decisioni in sede di Consiglio siano prese sempre più spesso e facilmente a maggioranza qualificata, con il coinvolgimento paritario del Parlamento europeo. Per farlo non serve modificare i trattati. Gli attuali trattati prevedono clausole “passerella” che permettono di passare dall'unanimità al voto a maggioranza qualificata in determinati casi. Sono anche fortemente favorevole al passaggio al voto a maggioranza qualificata per le decisioni relative alla base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società, all'IVA, alla tassazione equa dell'industria digitale e all'imposta sulle transazioni finanziarie.

L'Europa deve poter agire in maniera più rapida e decisa, e questo vale anche per l'Unione economica e monetaria. Ora abbiamo il Meccanismo Europeo di Stabilità che ritengo debba gradualmente assurgere a Fondo monetario europeo e debba essere saldamente ancorato alle norme e alle competenze dell'Unione europea. La Commissione presenterà proposte concrete in dicembre.

Abbiamo bisogno di un ministro europeo dell'Economia e delle finanze, che promuova e sostenga le riforme strutturali negli Stati membri, che coordini tutti gli strumenti finanziari che l'UE può attivare se uno Stato è in recessione o è colpito da una grave crisi. Non sto chiedendo questa nuova funzione tanto per parlare. Sto chiedendo efficienza. Le funzioni di ministro dell'Economia e delle finanze dovrebbero spettare al Commissario per gli affari economici e finanziari, idealmente anche vicepresidente, che dovrebbe anche presiedere l'Eurogruppo. Il ministro dell'Economia e delle finanze dovrà rispondere del suo operato al Parlamento europeo. Non abbiamo bisogno di strutture parallele. Né abbiamo bisogno di un bilancio per la zona euro; quel che serve è una forte linea di bilancio nel bilancio dell'UE. Non sono nemmeno favorevole all'idea di un parlamento separato per la zona euro. Il parlamento della zona euro è questo Parlamento europeo.

L'Unione europea deve essere più forte anche nella lotta contro il terrorismo. Abbiamo compiuto progressi, ma non abbiamo ancora gli strumenti per agire rapidamente in caso di minacce terroristiche transfrontaliere. Per questi motivi chiedo che sia istituita un'unità di intelligence europea che faccia in modo che i dati relativi al terrorismo e ai combattenti stranieri siano automaticamente condivisi tra i servizi di intelligence e con la polizia. Ritengo quanto mai opportuno incaricare la nuova Procura europea di perseguire i reati di terrorismo transfrontaliero.

Voglio che la nostra Unione diventi un attore globale più forte. Per aver maggior peso nel mondo, dobbiamo riuscire a prendere decisioni di politica estera più rapide. Perciò voglio che gli Stati membri esaminino quali decisioni di politica estera possono passare dal voto all'unanimità a quello a maggioranza qualificata. Il trattato già lo prevede[…] E voglio anche che dedichiamo più impegno alle questioni della difesa. È in vista un nuovo Fondo europeo per la difesa, così come una cooperazione strutturata permanente nel settore della difesa. Ci occorre una vera e propria Unione europea della difesa entro il 2025. Ne abbiamo bisogno.

UN'UNIONE PIÙ DEMOCRATICA

La nostra Unione deve fare un balzo democratico in avanti. Vorrei che i partiti politici europei iniziassero la campagna per le prossime elezioni europee molto prima che in passato. Troppo spesso le elezioni europee non sono state altro che la somma di campagne elettorali nazionali. La democrazia europea merita di più. […] Nutro una certa simpatia per l'idea delle liste transnazionali alle elezioni europee, ma so perfettamente che molti di voi non saranno d'accordo. […] Credo anche che nei prossimi mesi dovremmo coinvolgere maggiormente i parlamenti nazionali e la società civile a livello nazionale, regionale e locale nei lavori sul futuro dell'Europa. […] Per questo motivo sostengo l'idea del Presidente Macron di organizzare nel 2018 convenzioni democratiche in tutta l'Europa.

[…] Se vogliamo rafforzare la democrazia europea non possiamo proprio invertire il piccolo progresso democratico avviato con la creazione dei candidati capolista: i cosiddetti “Spitzenkandidaten”. Un'esperienza da ripetere. L'Europa funzionerebbe meglio se unissimo le cariche di Presidente del Consiglio europeo e di Presidente della Commissione europea. […] L'Europa sarebbe più facile da capire se ci fosse uno solo il capitano della nave…che rifletterebbe meglio la vera natura dell'Unione europea quale Unione di Stati e Unione di cittadini.

LA NOSTRA TABELLA DI MARCIA

 […] Stamattina ho inviato al Presidente Tajani, al Presidente Tusk e ai titolari delle Presidenze di turno del Consiglio di qui al marzo 2019 una tabella di marcia che delinea le tappe del nostro percorso a partire da adesso. Un elemento importante è costituito dai piani di bilancio che la Commissione presenterà nel maggio 2018. Anche in questo caso abbiamo la scelta: o perseguiamo le ambizioni dell'Unione europea nello stretto quadro del bilancio attuale, oppure ne aumentiamo le capacità di bilancio in modo che possa realizzare meglio le sue ambizioni. Io sono per la seconda ipotesi.

[…] nel maggio 2019 gli europei hanno un appuntamento con la democrazia. Devono potersi recare alle urne con una visione chiara di come si svilupperà l'Unione europea nei prossimi anni. Perciò chiedo al Presidente Tusk e alla Romania, il paese che assicurerà la Presidenza nel primo semestre del 2019, di organizzare un vertice speciale in Romania il 30 marzo 2019. […] Dovrebbe essere questo il momento per riunirci e prendere le decisioni necessarie per un'Europa più unita, più forte e più democratica. […]

 CONCLUSIONE

Onorevoli deputati,

l'Europa non è stata creata per restare ferma. Non deve stare ferma mai. Helmut Kohl e Jacques Delors, che ho avuto l'onore di conoscere, mi hanno insegnato che l'Europa va avanti soltanto quando è ardita. Mercato unico, Schengen e moneta unica erano tutte idee bocciate come irrealizzabili prima di verificarsi. Eppure oggi questi tre ambiziosi progetti sono parte della nostra realtà di tutti i giorni. […]

Dobbiamo completare i lavori della casa europea finché splende il sole. Perché quando appariranno all'orizzonte le prossime nuvole - e prima o poi appariranno - sarà troppo tardi. Allora leviamo l'ancora. Abbandoniamo i porti sicuri. E catturiamo il vento nelle nostre vele.

 

Il testo integrale può esser letto su https://ec.europa.eu/commission/state-union-2017_it

 

LETTERA D’INTENTI DELLA COMMISSIONE PER IL 2018

  1. Rilancio dell'occupazione, della crescita e degli investimenti, combinando l’uso dei Fondi strutturali e di investimento europei con EFSI (il Piano Juncker) e con il “Pacchetto economia circolare”; in questo senso, necessaria sarà la realizzazione di riforme strutturali.
  2. Proseguimento del progetto del mercato unico digitale (14 proposte legislative), con possibili ulteriori sviluppi nell'ambito della cybersicurezza e dell'economia dei dati;
  3. Adozione di politiche climatiche uniformi ai dettami dell'accordo di Parigi (in tema di trasporti particolarmente) e riflessione sull'unione energetica.
  4. Rilancio del mercato interno, da rendere più equo e profondo promuovendo innovazione e competizione, “pacchetto equità fiscale” (spazio unico per IVA e base imponibile comune per l’imposta sulle società), tassazione dei proventi dell'economia digitale; approfondimento dei legami tra stati con l'istituzione di un'Unione dei mercati e dei capitali, sostenuta dalla creazione di un'autorità unica di vigilanza sui capitali; direttive sul mercato del lavoro (distacchi, parità di retribuzione, sicurezza sociale, ecc.)
  5. Trasformazione del Meccanismo europeo di solidarietà in un Fondo monetario europeo e proposta di istituzione di una “linea di bilancio per la zona euro” all’interno del bilancio dell’Ue, con funzione di stabilizzazione, di assistenza alle riforme strutturali e di convergenza; completamento dell’Unione bancaria con il Fondo unico di risoluzione; pilastro europei dei diritti sociali.
  6. Gestione della globalizzazione secondo i dettami della sostenibilità, trasparenza e reciprocità nei trattati commerciali da istituire; un quadro di controllo per gli investimenti esteri nella UE.
  7. Adozione di nuove soluzioni per contrastare il crimine organizzato e la radicalizzazione terroristica; emanazione di leggi che consentano l'interoperabilità tra sistemi informativi dell'UE.
  8. Riforma del sistema europeo d'asilo e del sistema di Dublino; ulteriore promozione di vie d’accesso legali; ingresso di Bulgaria e Romania in Schengen.
  9. Proseguimento nella formazione del Fondo europeo di difesa, con strumenti finanziari appropriati; strategia per l’ingresso nell’Ue di Serbia e Montenegro.
  10. Revisione dell’Ice; proposta per consolidamento e trasparenza dei partiti politici europei; proseguimento del Corpo europeo di solidarietà.

 

 


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