Nello scorso mese di marzo, mentre gli italiani si apprestano a votare per le elezioni legislative, prima ancora di conoscerne l’esito e le trattative che sarebbero sfociate in un’alleanza di governo Lega-M5S, l’Euro-barometro rivelava che la situazione in Italia era più complessa di quanto poteva lasciar intravedere un probabile riflusso nazionale[1]. Secondo i dati dell’Euro-barometro 2018, rispetto ad altri cittadini europei (i francesi per esempio), gli italiani vogliono una politica europea comune più concreta e più forte, in particolare in materia di politiche estere e commerciali, tematiche che si affermano sempre di più tra quelle sentite come federative e che la Commissione cerca di portare avanti.

Decisione europea e coscienza del ruolo delle istituzioni

A tal riguardo, un’inchiesta del barometro europeo sulla fine del roaming dal 15 giugno 2017 all’interno dell’UE mette in risalto[2] la distanza che esiste tra la politica pubblica europea e la mancanza d’informazione dei cittadini di tutti gli Stati-membri europei. Anche se la legislazione su questa materia appare sempre di poco rilievo in confronto a temi molto mediatici (ad esempio, immigrazione, lavoro, debito pubblico e via di seguito), ciononostante essa consente di far crescere concretamente il sentimento di appartenenza europeo e non a mettere sempre in discussione l’esistenza stessa dell’UE, come tutte le discussioni perditempo sui vari ---exit.

I risultati dell’inchiesta dimostrano che gli italiani sono informati dell’effettiva abolizione del roaming internazionale solo se ne fanno esperienza diretta. Aldilà del giudizio positivo o negativo su questo provvedimento europeo, gli intervistati hanno risposto alla domanda:
Are you aware that since 15June 2017 European Union residents can use their mobile phones while travelling in the European Union and pay the same as they would at home?” in base alla loro personale esperienza. Il 37% delle persone intervistate ha dichiarato di non essere informato di tal provvedimento. Questa percentuale si abbassa (19%) se invece a rispondere sono coloro che hanno avuto l’occasione di viaggiare in Europa negli ultimi dodici mesi.
L’analisi di questi dati sul roaming internazionale diventa ancora più interessante se si confrontano le posizioni italiane e francesi. Partendo dagli attuali e rispettivi governi, si potrebbe affermare che l’Italia sia diventata euroscettica e che invece la Francia manifesti un atteggiamento eurofilo. Eppure, questa dicotomia è molto meno tangibile se s’interrogano direttamente i loro cittadini. Sebbene quasi la metà degli italiani e dei francesi abbia risposto di non saper dell’abolizione del roaming internazionale (rispettivamente 45% e 47%), gli italiani sono molto più coscienti dei francesi (81% contro 72%) dell’importanza e dell’impatto di questa decisione sulla loro vita quotidiana.

Una gioventù oltre gli stereotipi

Inoltre, i dati dell’Eurobarometro del marzo scorso sul punto specifico della cittadinanza europea svelano che in Italia esiste una differenza generazionale significativa tra i cittadini per quanto riguarda il sentimento d’appartenenza all’Unione europea. Mentre la Francia si trova nella media europea circa il sentimento di appartenenza espresso dai suoi cittadini (55%) e l’Italia invece al di sotto (48%), l’analisi dei dati, in base alla classe d’età, dimostra che gli italiani dai 15-24 anni sono molto più legati all’Unione europea (71%) e all’Europa (72%) dei loro connazionali più anziani (dai 55 anni, 36% e 39%) e rispetto alla società francese che è più omogenea (52% e 58% dei 14-24 anni). Un’altra inchiesta realizzata dall’Eurobarometro l’aprile scorso sulle questioni educative (European Education Area[3]) conferma che la maggior parte dei giovani italiani apprezzano di fare un’esperienza in un paese dell’Unione europea (78%), invece solo 39% dei giovani francesi esprimono un giudizio favorevole a tal riguardo. I giovani italiani considerano positivamente il soggiorno in un’università o una scuola di un altro paese europeo per l’importanza degli scambi culturali (69%) e per la creazione di collaborazioni su progetti innovativi (71%). Generalmente l’esperienza all’estero è vista anche come un’occasione per imparare una lingua straniera ed è quanto crede l’87% dei giovani italiani contro il 76% dei coetanei transalpini.

Un Barometro per una primavera europea

Questi dati provano che aldilà delle ipotetiche questioni sull’uscita dall’Unione europea, quest’ultima resta una realtà concreta per le nuove generazioni. Dal 2010, l’Eurobarometro conferma che gli italiani hanno più fiducia verso l’istituzione europea (36%, nel 2018) che verso il parlamento e il governo italiano (rispettivamente 15% e 18%), dove invece la fiducia espressa dai francesi si ferma al 34%[4]. Ai tempi delle prime elezioni del Parlamento europeo nel 1979, gli italiani erano i più favorevoli a queste elezioni al suffragio universale diretto[5]. Anche se la partecipazione alle elezioni europee continua a diminuire in Italia dal 1979, passando da 85% al 57% nel 2014, resta comunque superiore alla maggioranza dei paesi europei, come in Francia, dove la percentuale di partecipazione alle elezioni nel 2014 era al 42%[6]. Detto questo, non ci si sorprende se alla domanda sulle date delle prossime elezioni europee, il 54% degli italiani ha risposto correttamente rappresentando una larga maggioranza rispetto alla media europea che si ferma al 41% dei cittadini intervistati[7].

La considerazione generale che si può fare è che le nuove generazioni italiane sono probabilmente più europeiste di quanto non si possa credere. E che occorre lavorare proprio sui giovani per rovesciare il clima di sfiducia o di scetticismo che pervade ancora la società italiana. In vista delle elezioni europee nella prossima primavera.


[1] Eurobarometer Standard89 - Marzo 2018 [http://ec.europa.eu/commfrontoffice/publicopinion/index.cfm/Survey/getSurveyDetail/instruments/STANDARD/surveyKy/2180]

[2] Eurobarometer Flash 468 – Maggio 2018 [http://ec.europa.eu/commfrontoffice/publicopinion/index.cfm/Survey/getSurveyDetail/instruments/FLASH/surveyKy/2192]

[3] Eurobarometer Flash 466 – Aprile 2018 [http://ec.europa.eu/commfrontoffice/publicopinion/index.cfm/Survey/getSurveyDetail/instruments/FLASH/surveyKy/2186]

[4] QA14 «  I would like to ask you a question about how much trust you have in certain institutions. For each of the following institutions, please tell me if you tend to trust or tend not to trust it. », da Eb 73 –Maggio 2010 ad Eb 89 – Marzo 2018

[5] Eurobarometer 11 – Maggio 1979 Annex 2

[6] http://www.europarl.europa.eu/elections2014-results/fr/turnout.html

[7] Parlemeter 2018 – Settembre 2018 [http://www.europarl.europa.eu/at-your-service/it/be-heard/eurobarometer/parlemeter-2018-taking-up-the-challenge]

 


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