Alla propaganda e alle fake news di nazionalisti e sovranisti, che pensano di chiudere gli Europei nella grettezza del cortile di casa, illudendoli di difenderli così dal Mondo, si risponde efficacemente chiedendo che l’UE faccia ciò che, già oggi, può fare e dandole più forza politica per realizzare ciò che ancora non riesce a fare.

Circa 2 milioni di cittadini hanno presentato proposte concrete al Congresso degli Europei il 23 Marzo scorso (cfr. articolo a lato). È un segnale politicamente importantissimo, perché mostra che i cittadini vogliono partecipare alla costruzione europea, se si offre loro l’occasione per farlo. Ed è anche la concretizzazione di un vecchio slogan federalista (fare l’Europa dipende anche da te).

Queste proposte possono e devono essere inquadrate in battaglie politiche generali che il prossimo Parlamento europeo dovrà affrontare, se vorrà tradurre questo impulso che viene dalla società in azione capace di dar vita ad un potere federale europeo nell’economia e nella politica estera e di sicurezza.

Il Manifesto dei federalisti europei in Italia, lanciato il 26 aprile da MFE-GFE e Movimento Europeo in Italia (cfr. testo integrale su http://www.mfe.it/site/index.php/cosa-facciamo/notizie/4266-manifesto-dei-federalisti-europei-in-italia) indica le aree ed i contenuti delle battaglie per la prossima legislatura europea. In estrema sintesi:

  • Bilancio: un bilancio quinquennale di legislatura, basato su risorse proprie (tassazione di multinazionali, prodotti digitali, transazioni finanziarie, emissioni di carbonio e uso della plastica), il completamento dell’Unione bancaria, un bilancio per l’Eurozona.
  • Lavoro e welfare: sradicare la povertà, ridurre le diseguaglianze fra generazioni e aree regionali, creare strumenti di welfare europeo attraverso un piano e un mercato unico europeo del lavoro, nel quadro di un social compact che riporti il lavoro al posto centrale nell’UE.
  • Politica estera e di sicurezza: la cooperazione strutturata permanente (PESCO), deve evolvere verso un’Unione europea della difesa e sicurezza, con investimenti comuni nella ricerca per l’industria della difesa e introducendo il voto a maggioranza su queste materie sia nel Parlamento sia nel Consiglio.
  • Economia: una politica industriale, tecnologica, scientifica, agricola e di coesione territoriale per una trasformazione ecologica dell’economia e progressivamente indipendente dalle energie fossili, con una tassa sul carbonio e investimenti verso energie sostenibili, con misure per ridurre al minimo i rifiuti di plastica e governando i processi di digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale.
  • Immigrazione: una politica europea comune con soluzioni globali; un'autorità europea di gestione delle frontiere; canali di accesso regolari e responsabilità condivisa tra paesi membri; un sistema europeo di asilo; la definizione di modalità legali per la migrazione economica; efficaci politiche di integrazione per gli immigrati; risorse europee adeguate per finanziare i suddetti strumenti.
  • Poteri: la Commissione europea, con un minor numero di membri, dovrà diventare il solo organo esecutivo dell’Unione; il Consiglio europeo dovrà conservare unicamente un ruolo d’indirizzo generale; dovrà essere abolito il diritto di veto nel Consiglio e nel Consiglio europeo; al Parlamento europeo dovrà essere garantito il diritto di co-decisione con il Consiglio in tutte le aree di competenza dell’UE.

 

 


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