Segnaliamo brevemente quei fatti di rilievo che nascono dall’azione delle Istituzioni Europee e che producono risultati significativi per la vita dei cittadini europei e per la democrazia europea. Presentiamo 10 decisioni prese dai nostri rappresentanti nel Parlamento europeo che hanno eliminato, in questi anni, le barriere cambiando in meglio la nostra vita quotidiana.

10 decisioni che ci hanno cambiato la vita (spesso senza saperlo)

  1. Fine del roaming selvaggio. Consente di usare il cellulare durante una permanenza temporanea in Europa agli stessi costi nazionali (cfr. scheda a parte)
  2. Iban &C.  Bonifici, addebiti e pagamenti tramite carta sono stati standardizzati in tutti i Paesi (area SEPA) con l'obiettivo di renderli più veloci e meno costosi.
  3. Difesa della privacy.Milioni di dati sensibili che ci identificano (genetici, sulla nostra salute, sulle relazioni sociali, sulla nostra situazione economica, finanziaria e giudiziaria) ora hanno una maggiore tutela.
  4. E-commerce senza frontiere. Acquistare online in un altro Paese Ue agli stessi prezzi applicati sul territorio nazionale.
  5. Progetto Erasmus. Un semestre di studio in un altro Paese europeo, con un assegno tra i 150 e 250 euro al mese, esenti da tasse universitarie nell'università di arrivo. Nel 2014 il programma è diventato Erasmus + che comprende anche un programma di master e dottorato e la possibilità di uno scambio anche per neo imprenditori e liberi professionisti.
  6. Il marchio Ce. Significa che quel prodotto è conforme a tutte le disposizioni europee, dalla sua progettazione alla fabbricazione, fino alla messa sul mercato e allo smaltimento. Il marchio tutela la nostra salute e dal rischio di contraffazione.
  7. Il numero di emergenza 112. Un numero unico da comporre in tutta la UE in caso di emergenza (polizia, ambulanza, vigili del fuoco ecc.) sia su rete fissa che mobile
  8. PNR. Ogni volta che viaggiamo in aereo veniamo “tracciati” con un codice di prenotazione che potranno essere consultati in tempo reale dalle autorità di tutti i Paesi europei. Una misura decisa per prevenire il rischio di terrorismo.
  9. Tessera sanitaria europea. La si trova sul retro della nostra tessera sanitaria nazionale (cfr. scheda a parte)
  10. Pagamenti più puntuali. Le amministrazioni pubbliche devono pagare merci e servizi acquistati entro 30 /max. 60 giorni, idem per le imprese, salvo accordi diversi.

Finanziamenti per ambiente e clima nell’UE

Il 13 marzo 2019 la Commissione europea ha accolto con favore l'accordo provvisorio raggiunto dal Parlamento europeo e dal Consiglio sul programma LIFE nell'ambito del prossimo bilancio dell'UE per il periodo 2021-2027.

Avviato nel 1992, il programma LIFE per l'ambiente e l'azione per il clima è una delle punte di diamante dell'attività dell'UE di finanziamento a favore dell'ambiente e del clima. Ha finanziato oltre 4600 progetti, mobilitando quasi 10 miliardi di euro ed elargendo oltre 4,3 miliardi di euro per la tutela dell'ambiente e l'azione per il clima.

L'attuale programma LIFE, dotato di 3,4 miliardi di euro, è iniziato nel 2014 e si concluderà nel 2020. LIFE è uno dei programmi di finanziamento dell'UE per i quali la Commissione ha proposto il maggiore aumento proporzionale per il periodo 2021-2027. Per rendere il finanziamento a favore del clima una voce di spesa ancora più consistente, la Commissione ha inoltre proposto che almeno il 25% della spesa UE di tutti i programmi dell'Unione sia destinato al conseguimento degli obiettivi climatici.

Gli elementi principali del nuovo programma LIFE sono: a) la prosecuzione del sostegno alla transizione verso l'economia circolare e la maggiore mitigazione dei cambiamenti climatici (preservazione e miglioramento della qualità dell'aria e dell'acqua nell'UE); b) un maggiore accento sul sostegno alla transizione verso l'energia pulita in particolare nei settori e nelle regioni europee che sono in ritardo; c) sostegno della tutela della natura e della biodiversità con programmi di finanziamento nei settori quali l'agricoltura e lo sviluppo rurale; ciò rende LIFE uno degli strumenti che dovrebbe contribuire al raggiungimento degli obiettivi climatici dell’UE e a mirare all'impatto climatico zero entro il 2050.

L'accordo provvisorio deve ora essere formalmente approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio.

Joshua Giovanni Honeycutt

La Tessera Sanitaria Europea

Anche se l’Unione Europea non possiede ancora tutte le caratteristiche di una federazione compiuta, alcuni dei suoi elementi presentano già una natura federale a tutti gli effetti. Oltre la moneta unica, ci sono altri obiettivi raggiunti, che incidono sulla vita di tutti i giorni degli Europei e che ci consentono di percepire direttamente l'esistenza di una comunità politica europea in divenire. Ad esempio, la TEAM: Tessera europea di assicurazione malattia, che è spesso data per scontata, in realtà rappresenta un fatto inedito e di straordinaria importanza.

Entrata in vigore il 1° novembre 2004, essa permette di usufruire dell’assistenza sanitaria gratuita in tutti gli stati membri UE. Comunemente chiamata tessera sanitaria nazionale o Carta regionale dei servizi è rilasciata a tutte le persone iscritte e a carico del Servizio sanitario nazionale e rappresenta, a tutti gli effetti, un passaporto per usufruire di tutte le cure mediche necessarie, non solamente quelle urgenti, in tutta l’Unione Europea. Inoltre, nel caso in cui, in uno stato membro diverso dal proprio Stato di residenza, non sia possibile usare la TEAM o sia richiesto il pagamento della prestazione medica, sarà possibile ottenerne il rimborso, presentando le ricevute e l’eventuale documentazione sanitaria all’ASL di appartenenza.

Tale meccanismo rientra perfettamente tra i diritti che caratterizzano la cittadinanza europea, rappresentando, in definitiva, non solamente una forma di tutela, ma un vero e proprio esempio di un elemento federale europeo applicato.

Vittorio Quartetti

Roam like at home - Viaggiare sentendosi a casa

Dal 15 giugno 2017 il regolamento UE n.920 approvato dal Parlamento e Consiglio permette ai cittadini europei di muoversi in tutto il territorio UE (Regno Unito incluso) e comunicare con il proprio smartphone agli stessi costi nazionali.

Il consumatore che viaggia per lavoro o per piacere in Europa è consapevole dei vantaggi immediati che reca un cambiamento del genere. La famosa “caccia al wifii” nei centri commerciali e nei Mc Donald’s non sarà più necessaria poichè si userà il telefono allo stesso modo in cui si usa nel proprio paese. 

Questo significa meno preoccupazioni, meno fogli svolazzanti, meno costi fissi di offerte speciali e meno costi effettivi ricaduti sul consumatore che prima, insieme ai suoi concittadini comunitari, doveva sopportare un costo aggiuntivo di otto miliardi e mezzo di euro.

Facciamo un esempio: se un numero inglese (0044) chiama un numero italiano (0039) paga secondo la normale tariffa di chiamata internazionale. Se un numero inglese (0044) chiama invece un altro numero inglese (0044) mentre uno dei due è situato in uno stato dell'UE pagherà secondo il suo piano tariffario vigente nel suo paese, dopo aver ricevuto un messaggio dal proprio operatore di ciò che l’operatore offre in quel paese.

Ovviamente i nostri operatori telefonici terranno monitorati i nostri viaggi, in modo da verificare eventuali abusi della direttiva in caso di stazionamento permanente in un altro Paese UE diverso da quello di residenza. Una cosa, però, è certa: questo beneficio è un passo avanti dal punto di vista personale e della costruzione di uno spazio comune europeo: il cittadino europeo si sente a casa anche fuori dai propri confini nazionali, si sente libero di consultare applicazioni fondamentali come google maps, tradurre frasi o cartelli, prendere i mezzi pubblici, pagare servizi tramite una app e, in generale, fare quell’insieme di azioni quotidiane digitali che fino a qualche anno fa semplificavano la vita solo all’interno del proprio paese. Un passo avanti per i viaggiatori europei. Un passo avanti per i lavoratori europei. Un passo avanti per i cittadini europei.

Lilia Alpa

Copyright: un voto che rafforza politicamente il Parlamento

Il 26 marzo 2019 il Parlamento Europeo ha approvato con 348 voti a favore, 274 contrari e 36 astenuti le nuove norme europee in materia di diritti d'autore. Il 15 aprile il Consiglio (dei Ministri), l’organo legislativo che rappresenta gli Stati, ha approvato la riforma, con il voto a favore di 19 Paesi, inclusi Francia e Germania, mentre hanno votato contro Italia, Finlandia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia e Svezia; si sono astenuti Belgio, Estonia e Slovenia.

Si è concluso così il processo legislativo: il copywright è legge europea. Ora la direttiva dovrà essere recepita nei rispettivi ordinamenti nazionali.

La direttiva intende garantire che diritti e obblighi del diritto d'autore (musicisti, interpreti e sceneggiatori, nonché editori di notizie e giornalisti) riconosciuti fino ad oggi nei settori tradizionali si applichino anche sul web. YouTube, Facebook e Google News sono alcuni dei nomi di gestori online che saranno più direttamente interessati da questa legislazione. La direttiva si impegna inoltre a garantire che Internet rimanga uno spazio di libera espressione, nonostante questo ultimo aspetto sia stato duramente messo in discussione dagli esponenti più critici.

Proprio nel Parlamento europeo, la casa dei cittadini europei, il dibattito tra favorevoli e contrari si è  accesso e sviluppato in modo compiuto. In questa sede i parlamentari europei, svincolandosi da logiche di partito o di appartenenza nazionale, hanno dato vita ad un confronto politico europeo argomentando e prendendo una decisione su ciò che loro ritenevano fosse l'interesse generale reale europeo. Rispetto alle tradizionali dinamiche consociative o intergovernative, che nel passato hanno caratterizzato i processi decisionali europei, ci troviamo di fronte ad un fatto nuovo. In questo caso, abbiamo visto emergere una maggioranza politica europea nata dalla politicizzazione del dibattito parlamentare europeo.

Questo fatto inedito rappresenta un precedente importante nella costruzione di una comunità politica europea compiuta dove la dialettica parlamentare e il voto a maggioranza valorizzano l'interesse comune europeo prima dell'interesse particolare di partito o del singolo interesse nazionale.

Luca Bonofiglio

 

 


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