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| Uscire dalla palude istituzionale europea: fare la federazione nella confederazione |
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| Scritto da Junius |
| Domenica 04 Dicembre 2011 16:32 |
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La politica è prigioniera di quell’Europa a due velocità che essa stessa ha contribuito a creare. E lo ha fatto nel tentativo di conservare la sovranità a livello nazionale, e di rinviare sine die la realizzazione della federazione europea. Per questo è così difficile oggi uscire dalla crisi del debito sovrano. Una crisi che ha posto sul tappeto i problemi del governo della fiscalità e del bilancio dell’Eurozona in quanto tale, e della legittimità democratica sovranazionale di un simile governo. La soluzione di questi problemi passa oggi attraverso il dibattito sulla necessità o meno di cambiare il Trattato esistente. Il Trattato costituisce al tempo stesso: il vincolo istituzionale con il quale gli europei si erano illusi di poter governare se stessi e le crisi nell’era della globalizzazione; l’alibi per giustificare la loro impotenza nel far fronte alla situazione d’emergenza di fronte alla quale ci troviamo. I termini della questione, già noti da quando si diede vita alla moneta europea, incombono ormai su governi, istituzioni e partiti. Essi sono stati ben messi in luce in diversi commenti ed editoriali, e recentemente anche dall’editoriale di Ferdinando Riccardi su l’Agence europe del 2 dicembre (L'Europe à deux vitesses est-elle devenue incontournable ?). Essi possono essere così riassunti.
3. Sia la Francia sia la Germania non riescono ad uscire dal groviglio di contraddizioni e difficoltà oggettive che paesi come la Gran Bretagna e la Polonia, per diversi motivi ed interessi, continuano a porre sul tappeto. “A l'Elysée, come hanno scritto Arnaud Leparmentier, e Philippe Ricard su Le Monde, “M. Cameron se serait montré plus intéressé par un accord au sein de la seule zone euro, sur le modèle de l'espace Schengen, dont ne fait pas partie le Royaume-Uni, afin de ne pas être contraint de repasser devant son Parlement, ou d'avoir à organiser un référendum” (Britanniques et Polonais s'inquiètent de la mise en place d'une Europe à deux vitesses, 3/12/11)”. Ma in questa prospettiva, prosegue l’articolo di Le Monde, “le premier ministre britannique s'effraie d'être marginalisé face une zone euro plus intégrée, et susceptible, selon lui, de pousser les feux de la régulation financière contre les intérêts de la City de Londres. Incohérence ? M. Cameron réclame à la fois de nouvelles dérogations et un droit de regard sur certaines décisions de la zone euro”. Per questo Sarkozy, scrivono gli editorialisti di Le Monde, sarebbe sempre più “ouvert à l'hypothèse d'une nouvelle mouture de traité à dix-sept, même s'il soutient officiellement Mme Merkel en vue d'une révision à vingt-sept. "En réalité, Paris et Berlin travaillent sur les deux options, c'est la seule chance d'avoir un compromis à vingt-sept, en menaçant le Royaume-Uni de marginalisation", dit un haut fonctionnaire européen”. 4. In questa situazione è vero che la Cancelliera Merkel appare “plus réservée que M. Sarkozy sur un noyau dur à dix-sept : elle entend préserver les institutions communautaires, donner un rôle à la Cour de justice pour punir les Etats peu vertueux, et veut ménager les intérêts des candidats à l'euro, les voisins de l'Allemagne”. Ma deve a sua volta fare i conti con il suo vicino orientale. Per questo, emblematicamente, mentre il Presidente Sarkozy si occupava del fronte britannico, la Cancelliera Merkel si incontrava con il Presidente polacco Tusk, che a sua volta reclama un ruolo per la Polonia nel definire le nuove eventuali regole dell’Eurozona, senza tuttavia farne ancora parte. Ma il governo polacco, non avendo soluzioni nuove da proporre “préfère une révision des traités à vingt-sept, dont l'un des objectifs serait de placer la Commission européenne au coeur du gouvernement économique”. In questo quadro c’è da aspettarsi un impulso innovativo da parte dei partiti politici? La risposta è no quando si considerano le posizioni finora espresse al Parlamento europeo dai rappresentanti delle principali famiglie politiche. Il dibattito svoltosi al Parlamento europeo il 30 novembre non ha fatto altro che confermare lo stato confusionale – ammantato di retorica – in cui si trovano le grandi famiglie politiche e l’assenza di proposte concrete per sciogliere il nodo dell’Europa a due velocità. Queste posizioni sono così riassumibili:
Cosa occorrerebbe fare per uscire da questa palude? Innanzitutto bisogna considerare come il fatto che sia nel campo dei governi sia in quello dei partiti è difficile trovare la lucidità, la coerenza, la credibilità politica, la possibilità di mobilitare le opinioni pubbliche che sarebbero necessarie per costruire quelle solide istituzioni democratiche e federali indispensabili per governare la fiscalità, il bilancio, l’economia oltre alla moneta nell’Eurozona, non significa affatto che la situazione non possa cambiare, anche repentinamente, proprio sulla spinta della crisi e a seguito della maturazione della volontà politica in un certo numero di forze politiche e di governi. In questo senso i federalisti possono svolgere un importante ruolo agendo ai diversi livelli per promuovere e diffondere la presa di coscienza che bisogna realizzare una federazione a partire dall’Eurozona nell’Unione-confederazione e che, per questo, bisogna mettersi nell’ottica di elaborare un nuovo Trattato per l’Eurozona coinvolgendo i cittadini, e lasciando ad un momento successivo la soluzione del problema di regolare i rapporti tra la nuova entità e le altre istituzioni (come del resto è sempre avvenuto nei momenti di avanzamento nel processo di unificazione europea). In questo processo, le forze politiche ed il governo italiani possono certamente giocare un ruolo d’avanguardia e d’impulso rispetto alle altre forze politiche e agli altri governi. Ma per farlo dovrebbero far proprio quanto il Movimento Federalista Europeo va loro proponendo. E cioè, “che di fronte al rischio del fallimento del progetto europeo e della disgregazione dell’UE, che avrebbero conseguenze catastrofiche sia per l’Europa sia per l’Italia, la sola alternativa è quella di procedere verso
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| Ultimo aggiornamento Domenica 04 Dicembre 2011 17:05 |





