La Francia è tornata. Eleggendo Macron, i cittadini francesi hanno scelto con chiarezza, ancora una volta, i valori della Repubblica, e, insieme, i valori dell’Europa. Hanno confermato che la marea del nazionalismo e del populismo si può ricacciare, e che alla paura si può opporre la forza della volontà di costruire un futuro migliore.

Si è concluso oggi a Latina il XXVIII Congresso nazionale del Movimento federalista europeo, che ha discusso ed elaborato le posizioni politiche che indirizzeranno l'azione del Movimento nei prossimi due anni. Partendo dallo slogan "Verso un'Unione federale, del popolo europeo, con il popolo europeo, per il popolo europeo. Per la pace, lo sviluppo, la giustizia sociale".

Seguono il comunicato stampa emesso dalla Segreteria del Movimento federalista europeo e i documenti approvati dal Congresso.

La giornata di sabato 25 marzo, con la celebrazione del 60° anniversario dei Trattati di Roma e con lo straordinario successo della Marcia per l’Europa, la manifestazione pro-europea che il Movimento Federalista ha organizzato insieme con la nostra organizzazione europea, l’UEF, deve diventare una giornata di svolta per chiunque abbia a cuore il successo del grandioso progetto di unificazione dell’Europa.

Dottor Paolo Vacca
Segretario generale
Unione Federalisti Europei UEF
Square de Meeus, 25
1000 Brussels (BE)

 

In occasione del sessantesimo anniversario della firma dei trattati di Roma, desidero esprimere a lei, agli organizzatori e ai partecipanti alla "Marcia per l'Europa" apprezzamento per l'iniziativa.

Il percorso dii costruzione dell'Europa unita, cantiere permanente, ci chiede , di fronte alle formidabili sfide del nostro tempo, di riaffermare con convinzione, nei fatti, la perdurante attualità del progetto europeo, rafforzando la coesione interna dell'Unione sulla base di quell'insieme di valori e principi che costituiscono il nostro più prezioso patrimonio comune: democrazia, libertà, solidarietà e integrazione.

Preservarlo e trasmetterlo alle generazioni intatto ed accresciuto è dovere comune di tutti gli europei.

Per tale ragione abbiamo bisogno di maggiore integrazione e di un'accresciuta capacità di esprimerci, anche al livello internazionale, attraverso una sola voce.

Nel formulare i migliori auguri per il pieno successo della "Macia pe l'Europa", colgo l'occasione per inviare a tutti voi i miei più cordiali saluti.

 

Sergio Mattarella

 

Si sta costituendo in Europa un fronte di europei che non intendono dar credito alle sirene nazionalistiche e si oppongono a chi vorrebbe tornare a dividere l'Europa. Il 60° anniversario della nascita della Comunità economica europea si sta caricando di forti aspettative politiche e sta assumendo un carattere fortemente simbolico. Il Movimento federalista europeo sta organizzando insieme ad un ampio arco di forze federaliste ed europeiste una manifestazione e una serie di iniziative a Roma per far si che questo anniversario diventi l'occasione per chiedere un forte rilancio del processo di integrazione europea.

“Se l’Europa vuole accrescere la sua capacità di agire, ristabilire la fiducia dei cittadini nelle sue istituzioni e rendere l’economia dell’eurozona più resiliente verso gli shock esterni, essa deve fare pieno uso del Trattato di Lisbona. Ma per andare oltre ha bisogno di riformare se stessa più profondamente”. Con queste parole inizia il comunicato stampa[1] con cui il Parlamento Europeo annuncia l’approvazione durante la sessione plenaria del 16 febbraio di tre importati rapporti a firma di Mercede Bresso e Elmar Brok (Presidente dell’Unione Europea dei federalisti) sul pieno uso dei trattati esistenti, Guy Verhoftadt sulla riforma delle istituzioni europee, Reimer Böge e Pervenche Berès sulla creazione di un bilancio ad hoc per l’eurozona.

Verona, 14 dicembre 2016

Preg.mo Signor

On. Paolo Gentiloni

Presidente del Consiglio dei Ministri Palazzo Chigi – Piazza Colonna, 370 00187 ROMA

 

Egregio Signor Presidente,

il Movimento Federalista Europeo ha vivamente apprezzato il risalto che Lei ha voluto dare alla dimensione europea nel discorso di presentazione alle Camere del Suo Governo, non solo ricordando la “straordinaria avventura” del processo di integrazione, ma anche sottolineando con forza il ruolo che l'Italia ha avuto e può ancora avere come Paese fondatore.

In particolare, i federalisti europei concordano sul fatto che il Consiglio europeo del 25 marzo 2017 non dovrà essere solo una celebrazione del 60° anniversario dei Trattati di Roma, ma “una scommessa per il futuro”. Come Le è certamente noto, la Commissione Affari costituzionali del Parlamento europeo ha recentemente approvato i due Rapporti Bresso – Brok e Verhofstadt. In essi sono chiaramente indicate sia le politiche che si possono attuare a Trattati invariati, sia le riforme istituzionali necessarie per avviare nuove politiche e per rendere più democratico e più efficiente il processo decisionale.

Anche alcuni governi sono del resto ben consapevoli dei gravi problemi sul tappeto ed hanno avanzato delle proposte che vanno nella giusta direzione, sia nel campo dell'unione economica e fiscale che in quello sempre più importante della politica estera, dell'immigrazione e della sicurezza. In ciò si è distinto sicuramente il precedente Esecutivo, di cui Lei era autorevole esponente come Ministro degli Affari esteri e proprio in tale veste ha sottoscritto con la Ministra Pinotti un importante documento sui problemi della difesa.

Per dare maggior forza a queste istanze e proposte e fare dell'appuntamento di Roma l'occasione per un vero rilancio dell'unificazione europea, le organizzazioni federaliste (Movimento Federalista Europeo, Movimento Europeo, Gioventù Federalista Europea) e le loro organizzazioni sovranazionali (EMI, JEF, UEF) intendono promuovere per sabato 25 marzo a Roma una grande manifestazione popolare, coinvolgendo tutte le forze politiche, economiche, sociali e culturali favorevoli all'unità europea.

RingraziandoLa per l'attenzione, non voglio lasciar passare l'occasione senza esprimerLe, Signor Presidente, i sentimenti più sinceri della mia stima ed i più fervidi auguri di buon lavoro.

Giorgio Anselmi

 


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