Ancora una volta il Consiglio europeo decide di non decidere

Quanto può ancora sopravvivere l’Europa, prigioniera di questa eterna impasse?

 

Il Consiglio europeo che si è svolto nei giorni scorsi ha offerto ancora una volta ai cittadini e al mondo uno spettacolo desolante di disunione e di opposti nazionalismi.
Nonostante le aspettative che hanno preceduto il vertice, i risultati raggiunti non riescono a nascondere lo stallo in cui è bloccata l’Unione europea.

Il vero cambiamento

Le due forze politiche che hanno vinto le elezioni del 4 marzo hanno dato legittimamente vita ad un governo. Il Presidente del Consiglio, nel chiedere la fiducia del Parlamento, ha sottolineato che il nuovo esecutivo si propone come il “governo del cambiamento”. In buona sostanza, vi sono due modi di concepire tale cambiamento.

Il comunicato rilasciato il 19 giugno al termine dell’incontro bilaterale svoltosi a Meseberg, in Germania, tra la Cancelliera Merkel e il Presidente Macron finalizza la posizione comune raggiunta dai due Paesi dopo settimane di negoziati intensi. Al Consiglio europeo del 28 giugno Francia e Germania si presenteranno dunque con un accordo ormai solido su una serie di temi. Tra questi la difesa e la politica estera, in cui concordano su una maggiore cooperazione, sull’introduzione quando si ritiene utile del voto a maggioranza nel Consiglio, insieme ad alcuni temi cari alla Francia come lo sviluppo di una cultura strategica comune attraverso l’istituzione di European Intervention Initiative; ma soprattutto il pacchetto sulla politica migratoria, sul completamento dell’Unione bancaria e sulla riforma dell’Eurozona, con l’avvio di un budget separato per i Paesi dell’area Euro. Saranno soprattutto questi ultimi temi ad essere al centro dell’incontro europeo di fine mese, perché una risposta efficace europea, solidale e in grado di tranquillizzare i cittadini sul tema dell’immigrazione, e un cambio di passo nell’Unione economica e monetaria, sono i due temi cui è maggiormente legato il futuro dell’Unione europea.

Si è concluso dopo quasi tre mesi l’iter per la formazione del nuovo governo e in Italia si è aperta una nuova stagione politica Per la prima volta, in un paese fondatore dell’Unione europea sono in carica forze che fanno riferimento al sovranismo nazionale, ossia rivendicano il fatto che l’interesse di ciascun Paese si difende contro quello degli altri partner, in un confronto in cui si misurano i rapporti di forza. Sappiamo che non è il solo caso. Vi sono altri Paesi in Europa in cui hanno vinto forze di questo tipo, e soprattutto negli Stati Uniti il Presidente Trump condivide questi orientamenti; ma con la conquista del potere in Italia, il fenomeno compie un ulteriore salto di qualità.


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