La politica è prigioniera di quell’Europa a due velocità che essa stessa ha contribuito a creare. E lo ha fatto nel tentativo di conservare la sovranità a livello nazionale, e di rinviare sine die la realizzazione della federazione europea. Per questo è così difficile oggi uscire dalla crisi del debito sovrano. Una crisi che ha posto sul tappeto i problemi del governo della fiscalità e del bilancio dell’Eurozona in quanto tale, e della legittimità democratica sovranazionale di un simile governo. La soluzione di questi problemi passa oggi attraverso il dibattito sulla necessità o meno di cambiare il Trattato esistente.

Signor Presidente,

in vista delle importanti scadenze nazionali ed europee di fronte alle quali si trova l’Italia, il Movimento federalista europeo (MFE) si permette di sottoporre alla Sua attenzione il fatto che, di fronte al rischio del fallimento del progetto europeo e della disgregazione dell’UE, che avrebbero conseguenze catastrofiche sia per l’Europa sia per l’Italia, la sola alternativa è quella di procedere verso

  • l'istituzionalizzazione di un'Europa che proceda a due velocità, con l’avvio di riforme che assicurino la coesistenza tra i paesi che hanno adottato e/o adotteranno l’euro e quelli che hanno scelto e/o sceglieranno di mantenere la propria moneta nazionale;
  • la realizzazione di un'unione federale tra i paesi dell’Eurozona, incominciando a creare un governo dell’economia tra i paesi dell’euro, dotato di poteri reali e legittimato democraticamente e pertanto in grado di fare prevalere gli interessi generali e gli obiettivi di lungo periodo.

Sen. Mario Monti

Palazzo Chigi

00187 ROMA

Il Movimento Federalista Europeo nell'esprimere le più vive congratulazioni a Lei e al nuovo Governo, auspica che l'Italia possa riprendere sotto la Sua guida il ruolo di iniziativa nella costruzione dell'unità politica europea, che nel nostro paese ha avuto tra i suoi ispiratori figure storiche come Spinelli, Einaudi e De Gasperi.

 

Nel momento in cui il Governo si prepara al difficile compito di risanare le finanze pubbliche, il MFE sottolinea che questo obiettivo non può essere pienamente conseguito senza un piano di sviluppo sostenibile e che questo piano deve avere dimensioni europee ed essere finanziato da risorse proprie pari ad almeno il 2% del PIL dell'UE.

Lucio Levi Presidente del Movimento Federalista Europeo

 

FEDERAL UNION NOW!

 

I fondamenti dell’unione e della solidarietà tra europei sono in pericolo. Il futuro dell’Europa è in bilico. La politica deve trovare gli strumenti adeguati per agire subito.

Tutti i tentativi di affrontare la crisi con gli strumenti e le istituzioni normali sono falliti. Senza un grande progetto europeo per far ripartire su scala continentale lo sviluppo e la crescita i sacrifici a livello nazionale necessari per far fronte alla crisi del debito non riusciranno a riguadagnare la fiducia dei mercati e del resto del mondo. Né è possibile continuare ad eludere il nodo della legittimità democratica e perpetuare una situazione in cui alcuni governi e parlamenti nazionali sono chiamati a decidere per gli altri paesi e questi, una volta sottoscritte le decisioni, le rimettono in discussione privandole di qualsiasi credibilità, efficacia e tempestività.

Per affrontare la crisi serve più democrazia a livello europeo: una federazione europea a partire dai paesi dell’Eurogruppo!

 

L’ennesimo tracollo delle borse dimostra ancora una volta due scomode verità. La prima è che la crisi è lungi dall’essere risolta. Senza un grande progetto europeo che unisca al risanamento e all’austerità un piano per l'occupazione e lo sviluppo economico a lungo termine non ci sono margini di manovra per ristabilire la credibilità della zona euro.

La seconda verità è che misure efficaci non potranno mai essere adottate ed implementate senza sciogliere il nodo della legittimità democratica (a tutti i livelli) delle decisioni che vengono prese. I provvedimenti necessari a livello europeo per affrontare la crisi non possono continuare ad essere imposti da alcuni governi e parlamenti nazionali sugli altri Paesi (delineando, di fatto,una situazione in cui alcune democrazie sono più "importanti" di altre) né, una volta presi, questi possono continuare ad essere messi in discussione da decisioni di carattere nazionale o populista.

E’ urgente una nuova e decisa iniziativa politica che parta dai Paesi dell’Eurogruppo e che getti la basi per la creazione della federazione europea attraverso un metodo democratico costituente, per mostrare ai cittadini europei e al resto del mondo che il rilancio del progetto politico europeo è possibile e, con esso, che esiste la volontà di governare democraticamente e a livello sovranazionale l’uscita dalla crisi.

Federico Butti - Presidente Gioventù federalista europea

Simone Vannuccini - Segretario generale Gioventù federalista europea

 


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