Volantino Federal Union Now!Il 21 Giugno si è svolto un incontro in video-conferenza dagli uffici del Parlamento europeo di Berlino e di Milano tra una rappresentanza nazionale  dell'Europa Union Deutschland, guidata da Sylvia-Yvonne Kaufmann e rappresentanti della JEF-Germania, ed una del Movimento federalista europeo e della Gioventù federalista europea, guidata da Massimo Malcovati.

Si tratta di una prima iniziativa promossa dalle segreterie nazionali dell'EUD e del MFE per affermare la volontà comune dei federalisti europei attivi in Germania ed Italia di promuovere una nuova fase di azioni e riflessioni comuni in questa momento cruciale della battaglia per la federazione europea.

Dalla gravissima crisi economica e finanziaria che investe oggi l'Europa, nel quadro della crisi mondiale, non si esce soltanto con misure di austerità.

Lo sforzo per abbattere il debito nei vari paesi va sostenuto. Ma, in assenza di adeguate iniziative europee per lo sviluppo, la recessione economica già in atto è destinata ad aggravarsi e a rendere insostenibile il debito pubblico, provocando l'erosione dei redditi, la disoccupazione di massa, la rottura della coesione sociale. Nessun paese europeo può pensare di salvarsi da solo se non si impegna a percorrere insieme a tutti gli altri questa strada. Con un'economia integrata a livello europeo e con una moneta unica, i piani nazionali sono totalmente inadeguati a stimolare lo sviluppo. Di fronte alla crescente consapevolezza nella classe politica, nelle forze sindacali, nell’opinione pubblica, nei movimenti della società civile dell’urgenza di promuovere un New Deal europeo, i governi hanno timidamente incominciato ad affrontare questi temi il 23 maggio in vista del Consiglio europeo di fine giugno.

CRISI GRECA E DELL’EURO:

RENDERE IRREVERSIBILE L’UNIFICAZIONE POLITICA DELL’EUROPA O PERIRE

 

La crisi in Grecia ha fatto un nuovo passo verso il baratro, e con essa la crisi dell’eurozona. Se non interverrà un fatto radicalmente nuovo sarà impossibile impedire il fallimento di Atene e, di conseguenza, l’implosione della moneta unica e della stessa Unione europea. Le conseguenze sarebbero drammatiche non solo sul piano economico e politico in Europa, ma anche per le ripercussioni sull'ordine economico-monetario e politico-strategico mondiale.

I fatti sono evidenti. La società greca non è più in grado di sopportare i provvedimenti necessari per cercare di arrestare la corsa rovinosa verso la bancarotta. Nel contesto attuale, che non lascia prevedere credibili prospettive di crescita e di solidarietà politica, questi provvedimenti non funzionano, pesano sempre di più solo sulla parte già più penalizzata della popolazione, e inevitabilmente vengono vissuti come imposti dall’esterno (la Germania, la BCE, l’Unione europea, il FMI). La drammaticità della situazione a sua volta alimenta disperazione e irrazionalità, insieme alla ricerca di capri espiatori. In queste condizioni qualsiasi scelta irrazionale diventa possibile, anzi, probabile, e si innesca un meccanismo di cui si può perdere il controllo. Per questo, il ritorno alla dracma, che l'80% dei cittadini greci non vuole, è diventato possibile, nonostante tutti sappiano che le conseguenze sarebbero così catastrofiche da dover essere assolutamente scongiurate

 

E’ giunto il momento di riconoscere che l'Unione europea è arrivata ad un vicolo cieco.

24 April 2012

Dear Sirs,

In view of the meetings the AFCO will hold to draw up a report on 'Constitutional problems of multi-tier governance in the European Union', the European Federalist Movement  (MFE), the Italian section of the UEF (Union of European Federalists), appeals to you to take the lead in drafting a comprehensive plan to re-launch the European federation project.


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