In una lettera comune indirizzata ai Ministri dell'Interno e per le Politiche europee, firmata dal Presidente del CIME, Pier Virgilio Dastoli e dal Segretario nazionale del Movimento Federalista Europeo, Franco Spoltore, si esprime stupore e preoccupazione per la lentezza con la quale l’Italia sta approntando la legge nazionale di recepimento del Regolamento istitutivo dell'Iniziativa dei Cittadini Europei,

Onorevole,

 

il dibattito e le mozioni sulla politica europea approvate dal Parlamento costituiscono un segnale importantissimo nei confronti dei nostri partner europei e dimostrano che la coscienza del legame che unisce il destino dell’Italia a quello dell’Eurozona e del mercato unico europeo è forte e diffusa tra le forze politiche del paese; e che l’Italia è pronta a svolgere un ruolo propulsivo in vista del rafforzamento delle capacità di governo in campo economico e politico del quadro europeo.

Roma, 14-1-12

Sabato 14 gennaio 2012 alla Sala Capranica a Roma le forze politiche, sindacali e della società civile  si sono trovate a discutere insieme nel corso della “Convenzione sul ruolo dell’Italia per rilanciare l’obiettivo della Federazione europea” organizzata dal Movimento Federalista Europeo e dalla Gioventù Federalista Europea. Il tema della Convenzione, rilanciato con forza dal messaggio inviato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Presidente del MFE Lucio Levi, è stato quello della prospettiva della Federazione Europea come via d’uscita dalla crisi economica, finanziaria e sociale che attanaglia l’Italia. Sono giunti anche messaggi dal Ministro Passera, Presidente del Consiglio della regione Lazio Abbruzzese, il Presidente della Provincia di Roma Zingaretti, il Presidente della Provincia di Ferrara Zappaterra, il Sindaco di Milano Pisapia.

Eurozona e Unione EuropeaComunicato stampa

 

La rottura tra i paesi dell’Eurozona e la Gran Bretagna maturata al Vertice di Bruxelles dell’8-9 dicembre, sancisce non solo la necessità di differenziare il processo di unificazione europea, ma anche quella di rilanciare il progetto di unione politica su basi federali. La decisione di procedere a meno di ventisette non risolve infatti il problema di creare un governo democratico della moneta e dell’economia nell’Eurozona, cioè di un governo che sia capace d’agire a livello sovranazionale europeo e in campo internazionale. Per questo l’intesa di procedere sulla strada di una più stretta unione economica e fiscale tra la maggior parte dei paesi dell'Unione europea e di elaborare un nuovo Trattato entro il mese di marzo 2012 devono essere subito inquadrati in un chiaro progetto politico per:

La politica è prigioniera di quell’Europa a due velocità che essa stessa ha contribuito a creare. E lo ha fatto nel tentativo di conservare la sovranità a livello nazionale, e di rinviare sine die la realizzazione della federazione europea. Per questo è così difficile oggi uscire dalla crisi del debito sovrano. Una crisi che ha posto sul tappeto i problemi del governo della fiscalità e del bilancio dell’Eurozona in quanto tale, e della legittimità democratica sovranazionale di un simile governo. La soluzione di questi problemi passa oggi attraverso il dibattito sulla necessità o meno di cambiare il Trattato esistente.


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