AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

On. Silvio Berlusconi

Signor Presidente,

 

non basta constatare che l’euro è una moneta debole in quanto è senza Stato e quindi senza governo. Bisognerebbe finalmente anche dire che cosa il governo e la classe politica italiani intendono fare per promuovere, a partire dall’Eurozona, la realizzazione della federazione europea, come da più parti ormai si invoca, nella più ampia confederazione dell’Unione europea.

 

In un servizio giornalistico, con tanto di mappe esplicative, il New York Times fa un quadro aggiornato dell’interconnessione dei debiti tra le varie economie mondiali ed europee che vale la pena tenere presente (http://www.nytimes.com/imagepages/2011/10/22/opinion/20111023_DATAPOINTS.html?ref=sunday-review).

Il NYT aveva già fatto un articolo analogo l’anno scorso, con particolare riferimento all’Europa (http://www.nytimes.com/interactive/2010/05/02/weekinreview/02marsh.html)

Entrambe le mappe spiegano bene perché i paesi dell’Eurozona dovrebbero unirsi di più tra loro sul piano politico, fiscale e del bilancio e anche perché il resto del mondo è così preoccupato di questa loro debolezza. Fa riflettere il fatto che mentre la Cancelliera Merkel ed il Presidente Sarkozy hanno chiesto insistentemente al governo italiano di far seguire alle parole i fatti, il Presidente Obama ed il premier cinese Wen Jibao abbiano oggi chiesto la stessa cosa agli europei.

 

 

 

In un inserto di Le Monde del 22 Ottobre dedicato all’azione di Angela Merkel, intitolato “Così forte, così debole: un paradosso di nome Merkel”, a cura di Arnaud Leparmentier, la decisione del Cancelliere Kohl di procedere all’unificazione tedesca fu presa nell’autunno del 1989 in meno di tre settimane. Angela Merkel non sembra avere la stessa capacità, e probabilmente neanche la stessa possibilità di decidere, viste le difficoltà che incontra in questi giorni il governo tedesco ad ottenere il via libera da parte del Bundestag per poter negoziare a livello europeo la natura ed i compiti del fondo europeo salva Stati. Il problema è che in certi momenti cruciali della storia, come sottolinea Leparmentier nel suo articolo citando una frase attribuita all’allora numero uno sovietico Gorbaciov rivolta al suo omologo della Germania Orientale Honecker, “Celui qui arrive trop tarde est puni par la vie”.

 

 

Il problema della riforma istituzionale e di un nuovo trattato per salvare l’euro e rafforzare politicamente, fiscalmente ed economicamente l’Eurozona è ormai all’ordine del giorno. Ma i pareri su come e con quali strumenti realizzare questi obiettivi sono diversi (istituzioni europee, governi nazionali e partiti hanno opinioni diverse in proposito). Per esempio, in occasione di una conferenza organizzata da Friends of Europe, il Presidente della Commissione europea José Manuel Durão Barroso ha dichiarato che un cambiamento dei trattati non rappresenta « une solution à nos problèmes actuels ». Ed ha così proseguito: « Nous pouvons être plus ambitieux en matière d'accroissement de la force de frappe de nos instruments sans modifier le traité. Nous pouvons stimuler la croissance sans modifier le traité » (Agence Europe 13-10-11). Tuttavia subito dopo ha riconosciuto che per esempio la creazione di eurobonds, che lui auspica, richiederebbe una modifica dell’intera struttura istituzionale dell’Europa. Invece, che ci sia bisogno di un nuovo Trattato sembrano ormai convinti CDU, SPD, FDP e Verdi in Germania (A Lasting Solution to the Crisis? German Politicians Call for Changes to EU Treaties

INIZIATIVA FRANCO-TEDESCA: IL GOVERNO ITALIANO PARTE CON IL PIEDE SBAGLIATO

 

Di fronte alle prospettive di un ulteriore aggravarsi della crisi che, come ha ammonito il Presidente della BCE Jean Claude Trichet di fronte al Parlamento europeo, ormai intacca la credibilità del sistema bancario dei principali paesi europei, la Francia e la Germania hanno annunciato il 9 ottobre di voler proporre entro fine mese delle soluzioni definitive sul piano finanziario ed istituzionale. Queste proposte non sono state ancora rese pubbliche ma, come hanno detto la Cancelliera Merkel ed il Presidente Sarkozy durante la loro conferenza stampa congiunta, esse sono state trasmesse agli altri governi nazionali per poter poi essere ufficialmente presentate, discusse ed eventualmente adottate in occasione del prossimo Consiglio europeo (che forse non a caso è stato rinviato di una settimana).


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