In seguito alle recenti dichiarazioni rilasciate da François Hollande, in base alle quali il candidato socialista alle elezioni presidenziali francesi rinuncia all'idea di rinegoaziare il Trattato sul fiscal compact, e propone di affiancarlo ad un piano di sviluppo europeo, il MFE gli ha inviato il seguente telegramma:

Federazione Europea Subito - Roma 2012AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Sen. Mario Monti

16 Marzo 2012

Signor Presidente,

il Movimento Federalista Europeo ha apprezzato l'azione del Governo per risanare le finanze pubbliche e riconquistare la fiducia dei mercati. Ritiene tuttavia che questa azione non sia sufficiente se il Governo non promuoverà contemporaneamente in seno all'Eurozona l'immediata attivazione di un Piano europeo di sviluppo ecologicamente e socialmente sostenibile, finanziato con risorse proprie e un aumento significativo del bilancio europeo con imposte europee (come quella sulle transazioni finanziarie e quella sull'emissione di CO2) e con l'emissione di euro-obbligazioni per investimenti (euro project bonds).

Ritiene inoltre necessario che l'Italia, insieme ad altri paesi, e in primo luogo alla Gemania, promuova concreti progetti e iniziative per affrontare e risolvere la grave crisi di legittimità democratica che ha allontanato i cittadini dalle istituzioni europee.

A seguito dell'invio al Parlamento europeo di una prima tranche di 700 firme raccolte in diverse occasioni dal MFE di Milano, il Presidente Schulz ha risposto al Segretario di Sezione Paolo Lorenzetti di aver inoltrato, come richiesto, l'Appello per la Federazione europea alla competente commissione petizioni, ringraziando il MFE per "il costante contributo che reca al dibattito sull'approfondimento dell'integrazione europea".

Tra le adesioni all'appello inviate si segnalano quelle di: Gabriele Albertini, Emanuela Baio, Mario Baldassarri, Anna Catasta, Luigi Cavalli Sforza, Arturo Colombo, Renata Colorni, Ugo Draetta, Antonio Duva, Emanuele Fiano, Claudio Magris, Maurizio Martina, Alberto Martinelli, Maurizio Mottini, Giancarlo Pagliarini, Manfredi Palmeri, Antonio Panzeri, Giacomo Properzj, Ettore Rotelli, Carlo Secchi, Vera Squarcialupi, Patrizia Toia, Salvatore Veca, Nicola Zingaretti

 

Il 7 marzo 2012 a Torino si è costituito, nella sede del Movimento Federalista Europeo, in via Schina 26,  il COMITATO PER LA FEDERAZIONE EUROPEA E PER UN PIANO EUROPEO DI SVILUPPO SOSTENIBILE sulla base dell’allegato documento programmatico.

Nel dibattito è emersa un’ampia convergenza di opinioni circa l’insufficienza dell’attuale assetto istituzionale dell’Unione europea ad affrontare le sfide della crisi e della globalizzazione e l’urgenza  di procedere verso un’Europa democratica, coesa e federale. I partecipanti, constatando con preoccupazione l’attuale fase di stallo dell’Unione, hanno convenuto circa la necessità di dar voce ai cittadini, alle organizzazioni economiche, sociali e politiche ed esercitare una forte pressione sulle istituzioni europee, affinché assumano le proprie responsabilità e rilancino l’economia europea, un’occupazione stabile e di qualità, la ricerca e l’innovazione. Senza sottovalutare le difficoltà rappresentate dall’organizzazione di un’azione europea così complessa, le organizzazioni presenti hanno assunto l’impegno a:

- stabilire tra di loro un rapporto organico e a coordinarsi con gli altri comitati che stanno nascendo ai livelli locali, regionali, nazionali ed europeo

- contribuire ad allargare la rete dei promotori a tutti i livelli privilegiando la dimensione europea e regionale

- avviare un programma di interventi, dibattiti e produzione di documenti sul tema del Piano europeo di sviluppo sostenibile (punti qualificanti, mezzi di finanziamento, tempi e modalità dell’azione) per preparare le condizioni necessarie a lanciare un’ICE e avviare la raccolta del milione di adesioni.

 

Hanno aderito al Comitato le seguenti organizzazioni

Ab-Imis, ACLI, ACMOS, AEDE, AICCRE, ARCI,  CESI, CGIL-Torino-Piemonte, CISLTorino-Piemonte, Federmanager, Forum Associazioni Insegnanti, GFE-To, GFE-Piemonte, Giovani Democratici, Giustizia e Libertà, Gruppo Abele-Libera, FLARE, IDV, Ist. Studi Storici G. Salvemini, Lega-COOP, MFE-Torino-Piemonte, PDL-PPE, SIOI, UDC-giovani, UDC, UIL-Torino-Piemonte.

Altre Organizzazioni si sono riservate di aderire dopo un approfondito dibattito interno

 

 

COMITATO PROMOTORE TORINO

PER LA FEDERAZIONE EUROPEA E PER UN PIANO EUROPEO

DI SVILUPPO SOSTENIBILE

 

Le Associazioni politiche, economiche e sociali riunite a Torino il 7 marzo 2012

consapevoli

che in un mondo caratterizzato da una crescente interdipendenza, nel quale tutti gli Stati sono coinvolti in processi di integrazione, la pace, la libertà, la democrazia  e la giustizia sociale possono essere garantite soltanto da un ordine politico articolato su più livelli di governo, con l’attribuzione di poteri significativi al livello sovranazionale;

che a causa dell’incompiutezza del progetto europeo dei Padri fondatori per un’Europa federale, l’Unione non ha i mezzi per promuovere  lo sviluppo e la competitività, con gravi conseguenze per l’occupazione, i redditi e la coesione sociale;

che, per uscire dalla crisi e affrontare le sfide della globalizzazione, l’Europa ha bisogno di un governo democratico dell’economia, dotato di un bilancio federale di almeno il 2% del PIL costituito da risorse proprie e di una politica estera e di sicurezza che le permetta di parlare con una sola voce nel mondo;

affermano

che dalla gravissima crisi mondiale, che investe l’Europa, non si esce solo con misure di austerità le quali, senza adeguate politiche di sviluppo, sono destinate a produrre recessione e a minare la competitività dell’economia europea;

che è necessario che l’Unione europea promuova un Piano per lo sviluppo ecologicamente e socialmente sostenibile, finanziato da tasse europee sulle transazioni finanziarie e sulle emissioni di CO2 e da euroobbligazioni (euro project bonds) per rilanciare la crescita e l’occupazione;

si impegnano

a contribuire a elaborare e promuovere progetti e iniziative a livello locale, regionale, nazionale, europeo per raggiungere gli obiettivi sopra esposti;

a mobilitare le proprie forze e le reti nazionali ed europee di riferimento, disponibili per orientare l’opinione pubblica e i poteri pubblici verso gli obiettivi istituzionali e politici indicati, in particolare per quanto riguarda il lancio di un Piano europeo di sviluppo sostenibile anche attraverso l’attivazione di un’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE), lo strumento di democrazia partecipativa previsto dal Trattato di Lisbona (art 11.4).

 

IL COMITATO PER LA FEDERAZIONE EUROPEA E PER UN PIANO EUROPEO DI SVILUPPO SOSTENIBILE  SI COSTITUISCE CON QUESTI INTENDIMENTI E CON QUESTI IMPEGNI

 


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