Un governo di solidarietà nazionale

per fronteggiare l'emergenza

Appello al mondo politico italiano

 

L'esigenza di risanare la finanza pubblica è tornata all'ordine del giorno in Italia a causa dell'aggravarsi della crisi del debito e delle richieste dettate dalla Banca centrale europea per la manovra economica. I provvedimenti proposti dal Governo e approvati dal Parlamento non sono sufficienti a rassicurare i mercati né tantomeno a rilanciare la crescita e l'occupazione.

Da una parte, servono misure di carattere strutturale: una riforma del sistema tributario che ridistribuisca in modo equo la pressione fiscale, una razionalizzazione della spesa pubblica all'insegna dell'efficienza e dell'eliminazione degli sprechi, la lotta all'evasione fiscale. D'altra parte, l'obiettivo di stimolare la crescita può essere perseguito solo nei termini di un'articolazione nazionale di un piano europeo. Con un'economia integrata a livello europeo e una moneta unica, qualsiasi piano di sviluppo nazionale risulterebbe inefficace. Mentre il risanamento della finanza pubblica è una responsabilità che incombe al governo italiano – anche perché il “fondo salva-stati” istituito nell'Eurozona non disporrebbe delle risorse necessarie –, il rilancio dello sviluppo economico è una responsabilità prevalente dell'Unione europea, alla quale si devono attribuire non solo le risorse ma anche i poteri necessari.

In mancanza di questi due indirizzi di politica economica, l'Italia è condannata al declino e alla perdita di competitività, all'arretramento sociale, i giovani sono privati della fiducia in un futuro migliore, si alimenta la crisi della democrazia e la sfiducia dei cittadini nelle istituzioni.

Affrontare la politica di austerità e i relativi sacrifici, combattere l'evasione fiscale, la corruzione e la criminalità organizzata, promuovere la riforma dello Stato sono compiti cui si può adempiere solo con il sostegno di un ampio consenso popolare. Nella storia dei popoli ci sono momenti in cui la normale alternanza di governo e opposizione deve essere sospesa per affrontare gravi situazioni di emergenza. La situazione nella quale si trova l'Italia ha queste caratteristiche.

Di conseguenza, il Movimento Federalista Europeo chiede la formazione di un governo di solidarietà nazionale per fronteggiare l'emergenza. Questa è la condizione per fare riconquistare all'Italia il consenso dei cittadini e l'autorità

L’8 settembre il Daily Telegraph aveva diffuso la notizia secondo cui Francia, Germania, Italia, Spagna e Polonia avevano rivolto una richiesta formale alla Signora Ashton per avviare la creazione di un quartier generale comune ('Big five' tell Baroness Ashton to bypass Britain over EU military HQ). Questa notizia era stata commentata lo stesso giorno da un esponente conservatore con un altro articolo, An EU military HQ would undermine Nato, For the EU every crisis is an opportunity che si apriva con questa affermazione: “As the euro crisis unfolds, those pushing for EU fiscal and economic government have now seen another opportunity to take forward the process of European integration using the Lisbon Treaty's "permanent structured co-operation" to fast-track EU defence policy. You cannot get closer to the bone of national sovereignty than our armed forces”.

 

 

Su questa notizia è ritornato oggi Le Monde

“La necessità ci libera dall’imbarazzo della scelta”. Con questa citazione del Marchese di Vauvenargues da parte di una senatrice francese si è chiusa la seduta del Senato sull’approvazione francese delle misure per il salvataggio della Grecia decise il 21 luglio scorso. Si veda in proposito la stesura provvisoria del dibattito:

(http://www.senat.fr/seances/s201109/s20110908/s20110908001.html).

Alcuni passaggi del dibattito, a tratti acceso, meritano di essere citati. Da un lato quello del Rapporteur général della commissione finanze, Philippe Marini (UMP),

Secondo Der Spiegel (Berlin Lays Groundwork for a Two-Speed Europe, http://www.spiegel.de/international/europe/0,1518,784348,00.html), il governo di Angela Merkel avrebbe allo studio un nuovo trattato per i paesi dell’Eurozona: “In addition to the club of 27 nations that primarily manages the common domestic market as it has done until now, Merkel envisions a tight alliance of the 17 euro-zone members -- one which would unify their fiscal, budgetary and social policies. This would create a two-class club, raising questions like: What happens to the European Commission? Will it still be responsible for economic matters in the euro zone, or will there be a new organization? The same questions apply to the European Parliament and the European Court of Justice in Luxembourg. Would all of these institutions have to be duplicated, meaning even more bureaucracy, effort and expense? … New bodies are to be formed to expedite the integration of the Euro Group. Germany and France want to make themselves more independent of the existing structures in the EU and no longer be solely dependent on the resources of the European Commission”.


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