Martedì scorso il Presidente francese Emmanuel Macron ha tenuto un importante discorso di fronte al Parlamento europeo, riunito in seduta plenaria a Strasburgo. Lo ha fatto a due giorni dall’incontro a Berlino con Angela Merkel, in cui i due leader avevano concordato di fare il punto sulle proposte per la riforma dell’Eurozona, che dovranno essere presentate e discusse nel Consiglio europeo di giugno; e lo ha fatto in un momento in cui era consapevole delle difficoltà che incontra il suo progetto per “fare dell’Eurozona una potenza economica globale”. Le conclusioni, rese pubbliche nel corso della conferenza stampa congiunta oggi (giovedì) a Berlino, confermano che l’accordo su questo punto tra i due paesi è ancora lontano.

In questi mesi attraversati da tensioni drammatiche – con la guerra siriana tragicamente in primo piano, la preoccupazione per il possibile avvio di una guerra commerciale, la cronaca che ci racconta la fragilità delle nostre democrazie sfidate dall’uso distorto della rete e dei social media – l’Europa continua a brillare per le sue divisioni e per la sua impotenza.

La Direzione nazionale del Movimento federalista europeo, riunitasi in seduta straordinaria a Milano il 24 marzo, ha discusso e approvato la "lettera aperta" indirizzata ai leader delle forze politiche italiane che qui riproduciamo.


 

MOVIMENTO FEDERALISTA EUROPEO
Sezione italiana dell’Unione Europea dei Federalisti
e del World Federalist Movement
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LETTERA APERTA ALLE FORZE POLITICHE ITALIANE

 

In questo momento importante per il Paese, all’avvio di una nuova legislatura, il Movimento Federalista Europeo, fondato da Altiero Spinelli nel 1943 e da sempre convinto che la linea di divisione tra partiti progressisti e partiti reazionari cade lungo la sostanziale nuovissima linea che separa le forze che si battono a favore o contro la costruzione della Federazione europea, si rivolge, come già fatto nel corso della campagna elettorale, a tutte le forze politiche nazionali per richiamare l’attenzione sulle responsabilità europee dell’Italia.

Le elezioni politiche del 4 marzo.

I  risultati delle elezioni politiche del 4 marzo hanno provocato un vero e proprio terremoto nel panorama politico italiano, di cui non sono ancora chiari gli esiti in termini di formazione di un governo, ma di cui è chiarissimo il significato. Esce sconfitta duramente la classe politica che in questi ultimi sei anni si è impegnata a governare l’Italia, cercando di riportarla sulla rotta europea, oltre che fuori dalla crisi economica. Il voto, che non si può e non si deve leggere come anti-europeo in quanto tale, è stato comunque un mandato dato dalla maggioranza dei cittadini italiani alle forze che non si pongono nel solco della tradizione europea, e tantomeno europeista (basti pensare alla loro collocazione nei gruppi all’interno del Parlamento europeo), ma che fanno riferimento a famiglie politiche estranee alla cultura liberale e socialdemocratica occidentale, e che sono spesso in contrapposizione con i suoi valori; e soprattutto forze che hanno indicato agli elettori scelte di politiche di governo, in tutta una serie di campi, che sono incompatibili con il quadro dell’Unione europea.

In attesa di capire l’evoluzione della situazione nazionale, e di vedere gli effetti – sicuramente pesanti in termini di disponibilità verso forme di maggiore unione e solidarietà – che il voto italiano produrrà negli atteggiamenti dei partner europei, come federalisti abbiamo innanzitutto il dovere di cercare di capire questo voto, per poter preparare la nostra azione nel nuovo contesto.


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