TUTTI A ROMA IL 25 MARZO 2017

PER RIVENDICARE L’EUROPA FEDERALE!

 

Il 12 luglio scorso Guy Verhofstadt ha presentato alla Commissione Affari costituzionali del PE il suo rapporto sulle riforme istituzionali di carattere federale necessarie per garantire il futuro dell’Unione. Si tratta della più avanzata proposta di trasformazione delle istituzioni europee in senso federale presentato nel Parlamento europeo dopo l’iniziativa di Altiero Spinelli durante la prima legislatura europea.

Al Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi

Al Ministro degli Affari Esteri, Paolo Gentiloni

Al Ministro dell’Economia e della Finanza, Pier Carlo Padoan

Al Sotto Segretario di Stato, Sandro Gozi

Signor Presidente, Signori Ministri, Signor Sotto Segretario di Stato

l’incertezza in cui sono precipitate il Regno Unito, l’Unione europea e l’Eurozona dopo il referendum britannico rischia di avere gravissime conseguenze. Si tratta di un'incertezza ulteriormente amplificata da alcune gravi dichiarazioni da parte di diversi esponenti di governo, come il Ministro Schaeuble, e da una preoccupante tendenza a cercare di mantenere lo status quo.

Comunicato del MFE

Il colpo di grazia?

"Si è notato che l'uomo, trovandosi di fronte ad un pericolo incombente, resta di rado al suo livello abituale: si eleva molto al di sopra, o cade al di sotto. La stessa cosa accade ai popoli. I pericoli estremi, in luogo di elevare una nazione, le danno talvolta il colpo di grazia: ne sollevano le passioni senza guidarle e ne turbano l'intelligenza, invece di illuminarla... Ma presso le nazioni come presso gli uomini, è più comune vedere nascere virtù straordinarie dall'imminenza stessa dei pericoli".

Quando ha affermato che l'Europa è nata nelle crisi e si è fatta nelle crisi, Jean Monnet deve aver avuto presente la parte finale di questa famosa considerazione di Tocqueville. Ebbene, gli eventi che hanno preceduto e seguito il referendum britannico sembrano invece preconizzare l'alternativa opposta: il colpo di grazia.

Al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi

26 giugno 2016

Signor Presidente,

come ha Lei stesso ricordato all’indomani dell’esito negativo del referendum britannico, siamo ad un tornante storico, in cui la scelta  non deve essere tra restare o abbandonare la casa europea, ma tra mettersi all’opera per ristrutturarla o lasciarla cadere in pezzi. Per ristrutturarla è indispensabile impostare fin d’ora tutte le politiche necessarie per riconquistare la fiducia dei cittadini e la solidarietà tra i nostri paesi; ma è evidente che queste politiche sarebbero destinate all’insuccesso e non sarebbero credibili, se non venissero subito inquadrate in un progetto coerente di consolidamento dell’unione monetaria in una vera unione politica. È un dato di fatto, ormai sperimentato, che non è possibile alcun serio rilancio delle politiche comuni europee a partire dall’eurozona senza inquadrarle in una riforma delle istituzioni comuni che le renda adeguate ad attuare e governare tali politiche.

Miopia e responsabilità politiche

Bisogna essere ottusi per non capire che una irresponsabile ed irrazionale degenerazione della  lotta di potere nazionale in uno Stato membro ha condotto l'Unione europea sull'orlo dell'abisso: un accordo con uno Stato membro ad di fuori dei Trattati, una perniciosa vittoria dei movimenti populisti ed anti europei, un precedente pericoloso che altri Paesi potrebbero seguire, la stessa possibile disintegrazione di un Regno dopo più di 300 anni di storia comune. Siamo alla resa dei conti: occorre un’accelerazione, e non certo un rallentamento, come taluni sembrerebbero intenzionati a proporre, del processo di consolidamento dell’unione monetaria in una unione politica.

AFTER THE UK VOTE, A RENEWED COMMITMENT TO POLITICAL UNITY
TOWARDS A FEDERAL EUROPE, TO COUNTER POPULISM AND DISINTEGRATION

The Union of European Federalists regrets the outcome of the referendum held on 23rd June 2016 in the United Kingdom. Populists and nationalists have managed to convince the majority of British citizens. In the UK, as in many other countries across Europe, the European Union is failing to gain the hearts and minds of EU citizens with clear solutions to their problems and a clear and convincing project for a better future for Europe.

Nei prossimi mesi l'Unione europea e, in particolare, l'Eurozona ed alcuni Stati membri si troveranno ad affrontare appuntamenti impegnativi e forse persino decisivi: 1) il referendum sulla permanenza o meno del Regno Unito nell'UE; 2) l'esame da parte del Consiglio europeo delle proposte della Commissione in materia di immigrazione, diritto di asilo, libera circolazione prevista dagli accordi di Schengen; 3) la conclusione degli accordi per il terzo salvataggio della Grecia; 4) le nuove elezioni spagnole in seguito all'indisponibilità dei principali partiti a dar vita ad un governo di coalizione; 5) il referendum italiano sulla riforma della Costituzione.


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