AFTER THE UK VOTE, A RENEWED COMMITMENT TO POLITICAL UNITY
TOWARDS A FEDERAL EUROPE, TO COUNTER POPULISM AND DISINTEGRATION

The Union of European Federalists regrets the outcome of the referendum held on 23rd June 2016 in the United Kingdom. Populists and nationalists have managed to convince the majority of British citizens. In the UK, as in many other countries across Europe, the European Union is failing to gain the hearts and minds of EU citizens with clear solutions to their problems and a clear and convincing project for a better future for Europe.

Nei prossimi mesi l'Unione europea e, in particolare, l'Eurozona ed alcuni Stati membri si troveranno ad affrontare appuntamenti impegnativi e forse persino decisivi: 1) il referendum sulla permanenza o meno del Regno Unito nell'UE; 2) l'esame da parte del Consiglio europeo delle proposte della Commissione in materia di immigrazione, diritto di asilo, libera circolazione prevista dagli accordi di Schengen; 3) la conclusione degli accordi per il terzo salvataggio della Grecia; 4) le nuove elezioni spagnole in seguito all'indisponibilità dei principali partiti a dar vita ad un governo di coalizione; 5) il referendum italiano sulla riforma della Costituzione.

Se gli europei oggi sono in difficoltà nell’affrontare e risolvere le varie crisi di fronte alle quali si trovano, la causa è da imputare alla loro divisione politica. Una divisione che essi hanno invano cercato di superare dopo la fine della seconda guerra mondiale senza però riuscire a sciogliere il nodo cruciale della creazione di una sovranità europea, ossia di uno Stato e di un governo federali.

La Gioventù federalista europea ed il Movimento federalista europeo si uniscono al cordoglio per le vittime degli attentati consumatisi questa mattina a Bruxelles. Ancora una volta ad essere stata presa di mira è la vita quotidiana di persone innocenti. Ancora una volta l’Europa tutta è scossa, colpita nella propria capitale, colpita al proprio cuore.

Il Movimento Federalista Europeo saluta con favore il documento proposto dal governo italiano su impulso del Ministero dell’Economia e delle Finanze per una Shared European Policy Strategy for Growth, Jobs, and Stability.
Si tratta di un importante segnale da parte dell’Italia di voler perseguire concretamente ed in tempi certi gli obiettivi dell’unione bancaria, fiscale, economica e politica nella zona euro.

Con l'accordo del 19 febbraio, riconoscendo formalmente al Regno Unito lo status speciale che ha già ora in seno all'Unione europea, si conferma l'autoesclusione di questo Paese da qualsiasi ulteriore possibile approfondimento e rafforzamento dell'unione nell'ambito dell'Eurozona. È questo il significato politico della decisione del Consiglio europeo.

Signor Presidente,

il Presidente della BCE Mario Draghi ed i governatori delle banche centrali francese e tedesca François Villeroy de Galhau e Jens Weidmann hanno recentemente rivolto un accorato appello ai leader politici sottolineando l’urgenza di dare risposte concrete al problema del governo dell’euro e dell’economia. Come hanno ben precisato i due governatori, questo implicherebbe per gli Stati membri della zona euro “acconsentire a condividere sovranità e poteri a livello europeo, con una maggiore responsabilità democratica.


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