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Emmanuel Macron - Ministre de l'Économie, de l'Industrie et du Numérique and Sigmar Gabriel - Bundesminister für Wirtschaft und Energie

Mr Ministers,

on behalf of the Italian section of the Union of the European Federalists (Movimento federalista europeo), let us express our welcome for your article about the need to build a "stronger eurozone as the core of a deepened EU", published on some European newspapers yesterday.

On. Federica Mogherini, Alto Rappresentante dell'UE per la Politica Estera e la Sicurezza

Cara Federica,

desidero esprimerTi il mio più vivo apprezzamento per la lectio magistralis che hai tenuto in occasione della consegna del Premio ISPI. Non ti sei infatti limitata ad illustrare lo “scenario incandescente” ai confini dell'Europa, ma hai anche ben indicato il ruolo che l'Europa potrebbe avere nella creazione di un sempre più necessario ordine mondiale. Le crisi più pericolose sono oggi ai nostri confini perché l'Unione europea non ha saputo riempire il vuoto creato dal progressivo disimpegno degli Stati Uniti. In particolare, hai ben sottolineato che “la sfida è soprattutto interna”, perché “mai come oggi la politica estera e la politica interna sono state legate l'una all'altra.”

A seguito della presentazione da parte del governo italiano del contributo sul futuro dell'Europa (COMPLETING AND STRENGTHENING THE EMU, Italian contribution, May 2015) in vista della presentazione del nuovo rapporto dei Quattro Presidenti, è stato inviato il seguente messaggio al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi, al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Paolo Gentiloni e al Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan.

Signor Presidente, Signori Ministri
desidero esprimerVi l’apprezzamento del MFE per la posizione assunta dall’Italia a proposito del futuro della governance dell’euro.

E' incominciata l'azione FEDERALIST QUESTION TIME promossa dall’UEF e dalla JEF in vista del vertice europeo del 25-26 giugno prossimo. Le sezioni ed i centri regionali del MFE  chiedono ai parlamentari nazionali ed europei di sottoscrivere le risposte del questionario. Bisogna esercitare la massima pressione politica sul governo e sui parlamentari nazionali ed europei affinché si sentano monitorati in questo passaggio delicato in cui si vanno delineando le proposte sia del Parlamento europeo, sia dei governi, sulla riforma della governanace dell'eurozona, sul suo rafforzamento e completamento.

La crisi greca, il futuro dell’euro e quello degli europei

L’assenza di una strategia politica per dotare l’eurozona di istituzioni democratiche ed efficaci per governare l’euro, insieme alle crescenti difficoltà nel concludere i negoziati sul rifinanziamento del debito greco tra il governo di Atene, le istituzioni europee e gli altri governi dell’Eurogruppo, hanno aperto una nuova crisi di fiducia e di credibilità nell’unione monetaria.

È sotto gli occhi di tutti la timidezza, se non la reticenza, con la quale governi, parlamenti nazionali dei paesi dell’Eurozona e lo stesso Parlamento europeo stanno procedendo sulla strada dell’unione fiscale, di quella economica e di quella politica, cioè sulla strada del consolidamento dell’unione monetaria in una vera unione, come chiesto dal rapporto dei Quattro presidenti e dal Blueprint della Commissione nel 2012 (e come ribadito nel febbraio di quest’anno nell’Analytical note presentata ai governi dal Presidente Juncker).

D’altra parte, che in questa fase la classe politica greca non abbia le idee chiare, è riconosciuto anche in Grecia, come ha sottolineato il quotidiano ateniese Kathimerini: “È evidente che un numero notevole di ministri, parlamentari e uomini di partito fanno tutto ciò che è in loro potere per sabotare qualunque svolta verso il realismo e per far deragliare il Paese dal cammino europeo” (Fuori controllo, 23 aprile 2015). Le difficoltà incontrate dallo stesso governo Greco nel coordinare le posizioni della propria squadra di negoziatori a livello europeo, confermano quanto ingarbugliata sia la situazione politica ad Atene.

Al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi - Al Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan - Al Sottosegretario di Stato, Sandro Gozi

Signor Presidente, Signor Ministro, Signor Sottosegretario

il confronto in corso tra i 18 paesi dell’eurozona e la Grecia rischia di far ripiombare l’unione monetaria in una nuova e più profonda crisi di credibilità, con tutto quello che questo implicherebbe in termini di aggravamento della situazione economica e di erosione del consenso politico a livello europeo e nazionale. Bisogna uscire dalla logica da guerra del Peloponneso, che peraltro i greci dovrebbero ben conoscere, che sancirebbe la sconfitta di tutti: accettare le condizioni del governo greco significherebbe sfasciare l’eurozona; imporre alla Grecia la legge del più forte, abbandonandola al suo destino, senza procedere sulla strada dell’unione, significherebbe sprecare quanto fatto sinora per salvare l’euro.


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