E' incominciata l'azione FEDERALIST QUESTION TIME promossa dall’UEF e dalla JEF in vista del vertice europeo del 25-26 giugno prossimo. Le sezioni ed i centri regionali del MFE  chiedono ai parlamentari nazionali ed europei di sottoscrivere le risposte del questionario. Bisogna esercitare la massima pressione politica sul governo e sui parlamentari nazionali ed europei affinché si sentano monitorati in questo passaggio delicato in cui si vanno delineando le proposte sia del Parlamento europeo, sia dei governi, sulla riforma della governanace dell'eurozona, sul suo rafforzamento e completamento.

La crisi greca, il futuro dell’euro e quello degli europei

L’assenza di una strategia politica per dotare l’eurozona di istituzioni democratiche ed efficaci per governare l’euro, insieme alle crescenti difficoltà nel concludere i negoziati sul rifinanziamento del debito greco tra il governo di Atene, le istituzioni europee e gli altri governi dell’Eurogruppo, hanno aperto una nuova crisi di fiducia e di credibilità nell’unione monetaria.

È sotto gli occhi di tutti la timidezza, se non la reticenza, con la quale governi, parlamenti nazionali dei paesi dell’Eurozona e lo stesso Parlamento europeo stanno procedendo sulla strada dell’unione fiscale, di quella economica e di quella politica, cioè sulla strada del consolidamento dell’unione monetaria in una vera unione, come chiesto dal rapporto dei Quattro presidenti e dal Blueprint della Commissione nel 2012 (e come ribadito nel febbraio di quest’anno nell’Analytical note presentata ai governi dal Presidente Juncker).

D’altra parte, che in questa fase la classe politica greca non abbia le idee chiare, è riconosciuto anche in Grecia, come ha sottolineato il quotidiano ateniese Kathimerini: “È evidente che un numero notevole di ministri, parlamentari e uomini di partito fanno tutto ciò che è in loro potere per sabotare qualunque svolta verso il realismo e per far deragliare il Paese dal cammino europeo” (Fuori controllo, 23 aprile 2015). Le difficoltà incontrate dallo stesso governo Greco nel coordinare le posizioni della propria squadra di negoziatori a livello europeo, confermano quanto ingarbugliata sia la situazione politica ad Atene.

Al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi - Al Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan - Al Sottosegretario di Stato, Sandro Gozi

Signor Presidente, Signor Ministro, Signor Sottosegretario

il confronto in corso tra i 18 paesi dell’eurozona e la Grecia rischia di far ripiombare l’unione monetaria in una nuova e più profonda crisi di credibilità, con tutto quello che questo implicherebbe in termini di aggravamento della situazione economica e di erosione del consenso politico a livello europeo e nazionale. Bisogna uscire dalla logica da guerra del Peloponneso, che peraltro i greci dovrebbero ben conoscere, che sancirebbe la sconfitta di tutti: accettare le condizioni del governo greco significherebbe sfasciare l’eurozona; imporre alla Grecia la legge del più forte, abbandonandola al suo destino, senza procedere sulla strada dell’unione, significherebbe sprecare quanto fatto sinora per salvare l’euro.

HOLLANDE, MERKEL, RENZI, RESPONSABILI DELLA POLITICA NAZIONALE ED EUROPEA!

BISOGNA LAVORARE PER RILANCIARE IL PROGETTO DELL'UNIONE POLITICA PER ESSERE CREDIBILI NELL'AFFRONTARE LE GRAVI CRISI

Signor Presidente,

desidero esprimerLe a nome del Movimento federalista europeo le più vive congratulazioni per la Sua elezione a Presidente della Repubblica.

La segreteria nazionale del MFE, nell’invitare il Ministro degli esteri Paolo Gentiloni ad intervenire al prossimo Congresso nazionale di Ancona del 20-22 marzo, gli ha espresso “l’apprezzamento dei federalisti europei per la Sua decisa presa di posizione contro ogni ipotesi di rispondere alla sfida terrorista ed alle tensioni che attraversano le nostre società smantellando il Trattato di Schengen e ripiegando su illusorie e velleitarie soluzioni di chiusura nazionale”. “Proprio perché riteniamo fondamentale il ruolo che l’Italia ha svolto in passato, sta svolgendo e potrà svolgere per promuovere il rilancio dell’Europa, la salvezza dell’euro e la governance dell’unione economica e monetaria nell’ottica di una unione federale” prosegue la lettera al Ministro, “confidiamo che Ella possa accettare questo nostro invito”.


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