Lettera del Presidente dell'Unione Europea dei Federalisti, Sandro Gozi, ai Capi di Stato e di Governo e ai Presidenti Tusk e Juncker in vista della riunione del Consiglio europeo che inizia oggi.

"Signor Presidente,

In vista della prossima riunione del Consiglio Europeo e dell’Eurosummit del 13 e 14 dicembre, desidero condividere con Lei le proposte dell'Unione Europea dei Federalisti (UEF) - di cui sono stato eletto Presidente al recente Congresso europeo a Vienna - sui principali punti all'ordine del giorno del Consiglio europeo..."

L’accordo per la creazione di un bilancio ad hoc per l’Eurozona, reso pubblico venerdì scorso dai Ministri delle Finanze di Francia e Germania, e portato nel Consiglio ECOFIN ieri, lunedì, ha il pregio di sbloccare l’immobilismo tedesco e di non lasciare totalmente inascoltate le proposte della Francia. E’ un piccolo passo (“Baby steps on Eurozone reform”, come titola il Financial Times) che ha il pregio di rompere uno stallo che sembrava destinato a paralizzare ogni ipotesi di riforma e rafforzamento dell’Unione monetaria e della zona Euro.

“L’Italia ha un rapporto debito pubblico/PIL pari al 131,2 % nel 2017; è il secondo più alto dell'Unione europea e tra i più alti al mondo. Nel 2017 rappresentava un onere medio di 37.000 € per abitante. L'elevato stock del debito pubblico priva l'Italia del margine di manovra fiscale necessario per stabilizzare la sua economia in caso di shock macroeconomici e rappresenta un onere intergenerazionale che graverà sul tenore di vita degli italiani del futuro”. Questo è uno dei passaggi della Commissione europea nel comunicato con cui esprime, per la prima volta nella storia dell’Unione nei confronti di uno Stato membro, un parere negativo sul documento programmatico di bilancio presentato dall’Italia. Che gioco sta facendo dunque il governo italiano?

Sabato 13 ottobre 2018 dalle 13:00 alle 14:30

Piazza di San Marco, Firenze - GoogleMap >

Il Movimento Federalista Europeo e la Gioventù Federalista Europea promuovono la mobilitazione paneuropea 13-10 a Firenze per un’Europa più unita e democratica.

Documento approvato daal Direzione nazionale del MFE del 15 giugno 2018

A fine maggio 2019 si terranno le none elezioni europee. Dalle prime del 1979 ad oggi, attraverso vari trattati, il Parlamento europeo ha ottenuto maggiori poteri ed un'accresciuta influenza. Non è però mai divenuto la camera popolare di un autentico sistema federale. Per la semplice ragione che l'Unione europea non è una federazione. Tuttavia, mentre in passato questa prospettiva rimaneva aperta, sebbene rimandata ad un futuro imprecisato, oggi è espressamente negata da un numero non esiguo di Stati membri e da numerosi partiti e movimenti. I nemici dell'unificazione europea sono quindi ben presenti nell'emiciclo di Strasburgo. Sono anzi ben determinati a tentare il colpo grosso in occasione delle prossime elezioni.


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