NO ALLA DISGREGAZIONE DELL’UNIONE ECONOMICA E MONETARIA

SI’ ALLA SUA TRASFORMAZIONE IN UNA UNIONE FEDERALE

Il NO pronunciato dai greci secondo molti mette in dubbio la permanenza della Grecia nell’euro e l’irreversibilità dell’Unione economica e monetaria. Accettare questa logica significherebbe rassegnarsi all’idea che il processo di unificazione europea è giunto al capolinea e illudersi di poter affrontare le sfide del nostro secolo sempre più divisi, mantenendo le nostre piccole sovranità in campo economico e di bilancio, con un’Europa incapace di leadership internazionale e di superare l’ostacolo dello status quo integovernativo, che trasforma ogni atto di governo europeo in un negoziato estenuante tra Stati.

Comunicato

 

LA CRISI CON LA GRECIA IMPONE DI RILANCIARE IL PROGETTO POLITICO EUROPEO

Le responsabilità del governo greco per il precipitare della crisi sono note e innegabili. Sono così gravi da rischiare di offuscare la sostanza del problema che gli europei devono affrontare.

La sostanza del problema è l’Europa: proprio perché nasce come volontà di unire paesi e popoli con storie e tradizioni diverse, attraverso un processo di unificazione complesso e pieno di difficoltà, non può limitarsi a condividere una moneta senza costruire al tempo stesso uno Stato comune europeo. La mancanza di volontà da parte dei governi – di tutti i governi – dei paesi membri di trasferire sovranità e poteri alle istituzioni europee ha creato le contraddizioni che rischiano di fa precipitare la Grecia e l’Europa stessa.

La Direzione nazionale del MFE, riunita a Milano il 27 giugno 2015, sulla base della linea di politica generale decisa dal Congresso e del mandato ricevuto dal Comitato centrale per sviluppare l’azione nell’ambito della Campagna per la federazione europea, adotta le due petizioni allegate, una sui temi economici (con documento d’accompagnamento) l’altra sulla politica estera e di difesa. È con questi strumenti, da utilizzare nell’azione, nella propaganda e nella mobilitazione politica per denunciare l’inerzia e per sostenere il superamento delle sovranità nazionali nei settori cruciali per il futuro dell’Europa, che il MFE intende entrare nel confronto che si è aperto sul futuro del governo dell’Eurozona e dell’Europa.

 

CAMPAGNA PER LA FEDERAZIONE EUROPEA

Il rapporto sul completamento dell’Unione economica e monetaria, scritto dal Presidente Juncker in collaborazione con gli altri quattro Presidenti (Consiglio europeo, Eurogruppo, BCE, Parlamento europeo), è una presa d’atto dell’impasse in cui è bloccato il processo a causa della mancanza di volontà politica e del consenso tra i governi nazionali per procedere a nuove cessioni di sovranità.

Lettera al Direttore del Corriere della Sera e al Dottor Angelo Panebianco

Signor Direttore, Dottor Panebianco,
ho letto con interesse l’articolo su La Politica che manca all’Europa.
Non parliamo pure di Stato europeo e  vediamo di mettere in comune poche cose che servirebbero e di spiegarlo bene agli europei. Ma facciamolo partendo da fatti concreti e attuali.

Signor Ministro

desideriamo esprimerLe l’apprezzamento del MFE per la sua presa di posizione (oggi su La Repubblica) a sostegno di una coraggiosa e ambiziosa azione per dare un governo democratico ed un bilancio all’eurozona, sciogliendo nel contempo il nodo del governo delle riforme strutturali nazionali in un contesto di rilancio delle politiche a sostegno dell’occupazione.

To

Emmanuel Macron - Ministre de l'Économie, de l'Industrie et du Numérique and Sigmar Gabriel - Bundesminister für Wirtschaft und Energie

Mr Ministers,

on behalf of the Italian section of the Union of the European Federalists (Movimento federalista europeo), let us express our welcome for your article about the need to build a "stronger eurozone as the core of a deepened EU", published on some European newspapers yesterday.


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