Nella riunione svoltasi a Strasburgo il 9 settembre, il Gruppo Spinelli ha adottato una decisa presa di posizione a favore del consolidamento dell'unione nell'ambito dell'eurozona, in cui si afferma:

"Greater clarity is required on the key elements of the economic, fiscal and political union ... A fiscal and economic union cannot remain only a set of rules for national economies but should move towards a system of further sovereignty sharing within common and strong institutions.

Al Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi

Signor Presidente,

i fatti Le stanno dando ragione. La crisi greca e le proposte che vengono da Francia e Germania confermano che l’Europa non può limitarsi alla manutenzione dell’esistente.

Signor Presidente,

il Suo discorso alla Humboldt di Berlino l’1 luglio scorso è per i federalisti europei una conferma del fatto che Lei è uno dei pochi leader europei che sente con maggior acutezza la necessità di dare un nuovo impulso al processo di unificazione europea e di far tornare l’Europa alla grande politica ed alle grandi visioni. Un atteggiamento questo che non solo condividiamo ma che, per quanto è in nostro potere, cerchiamo di promuovere ed appoggiare attivamente in Italia ed in Europa.

NO ALLA DISGREGAZIONE DELL’UNIONE ECONOMICA E MONETARIA

SI’ ALLA SUA TRASFORMAZIONE IN UNA UNIONE FEDERALE

Il NO pronunciato dai greci secondo molti mette in dubbio la permanenza della Grecia nell’euro e l’irreversibilità dell’Unione economica e monetaria. Accettare questa logica significherebbe rassegnarsi all’idea che il processo di unificazione europea è giunto al capolinea e illudersi di poter affrontare le sfide del nostro secolo sempre più divisi, mantenendo le nostre piccole sovranità in campo economico e di bilancio, con un’Europa incapace di leadership internazionale e di superare l’ostacolo dello status quo integovernativo, che trasforma ogni atto di governo europeo in un negoziato estenuante tra Stati.


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