Documento approvato dalla Direzione nazionale del MFE del 30 maggio, sul quale nei prossimi giorni verranno raccolte le firme di personalità politiche e di rappresentanti dei mondo produttivo, della cultura e delle organizzazioni sociali.


 

UNA RIPARTENZA PER L’EUROPA

Verso l’Unione federale europea

 

La Commissione europea ha presentato al Parlamento europeo un pacchetto ambizioso per il Recovery Plan for Europe. La Presidente von der Leyen, con un discorso ricco di indicazioni politiche, ha voluto fare appello al profondo valore storico, politico, civile e morale dell’unità degli Europei. L’insieme di strumenti che ha proposto sono pensati per lasciare in eredità alle prossime generazioni una nuova Europa leader globale della nuova economia digitale, verde, solidale, inclusiva e sociale.

Il cambio di passo dell’Unione europea di fronte alla crisi pandemica è evidente. La pressione delle sfide politiche esterne e la drammatica recessione economica, che mette a rischio l’intera Unione a causa del destino intrecciato delle economie nazionali, legate dalla moneta e dal Mercato unici, e ormai strutturate come un sistema produttivo unico, ha reso prioritario il salvataggio e il rilancio di tutta l’Unione. Su queste nuove basi la Germania ha scelto di appoggiare le richieste avanzate da Italia, Francia, Spagna e dagli altri promotori della cosiddetta Lettera dei nove per il rafforzamento e l’evoluzione politica dell’Unione europea, facendo così venir meno l’asse dei cosiddetti Paesi creditori.

Queste proposte coraggiose devono ora essere difese con forza nel Consiglio europeo. Da parte sua, il Parlamento europeo ha già minacciato di bloccare l’approvazione del Quadro finanziario pluriennale se non sarà adeguato alle ambizioni presentate dalla Commissione europea e se non includerà anche una riforma delle risorse proprie. Si tratta di un punto fondamentale anche nel disegno della Commissione europea per garantire l’emissione di debito europeo. Questo ad oggi implica, oltre a misure che rientrano nelle competenze comunitarie – come il Carbon Border Adjustment Mechanism – che gli Stati acconsentano anche ad imporre nuove tasse sui giganti della finanza e del web, e su chi inquina, per trasferirne poi il gettito al bilancio europeo.

Le scelte che verranno fatte nei prossimi mesi, in particolare in merito alla questione delle risorse proprie, influiranno in modo determinante sull’evoluzione dell’Unione europea, e in particolare sulla possibilità che l’Unione europea approdi in tempi ragionevolmente brevi a quell’unione politica federale indicata nel progetto dei Padri fondatori che ora finalmente sta tornando punto di riferimento del dibattito europeo.

Su questa base noi chiediamo al Parlamento europeo, in quanto unica istituzione che rappresenta direttamente i cittadini europei, di porre l’attenzione su tre punti, e di esercitare a tale scopo la sua funzione di indirizzo e di guida:

  1. Vigilare affinché gli accordi intergovernativi sul Quadro finanziario pluriennale e sul Fondo straordinario Next generation EU non sviliscano le nuove ambizioni europee. Chiediamo al Parlamento europeo di non approvare accordi inadeguati e di contribuire con il suo peso politico ad impedire che alcuni paesi riescano ad esercitare un potere di ricatto e di veto, mantenendo così fede al suo impegno.
  1. Battersi affinché le nuove risorse proprie dell’Unione vengano valutate, raccolte e gestite a livello europeo, coerentemente alle priorità politiche e strategiche individuate dalla Commissione. La creazione di una porzione di bilancio federale è una condizione necessaria per rendere strutturale il nuovo approccio europeo. In questo senso è indispensabile che il Parlamento europeo avvii subito il confronto sull’attribuzione di una competenza fiscale all’Unione europea, affinché le risorse proprie europee possano essere decise a maggioranza direttamente dal Parlamento e dal Consiglio, abolendo il passaggio delle ratifiche nazionali (ad oggi indispensabili in quanto gli Stati membri sono gli unici titolari del potere fiscale e quindi gli unici che possono imporre tasse direttamente sui cittadini e sull’economia).
  1. Guidare il processo delle riforme politico-istituzionali necessarie per costruire l’unione politica, rese ancora più urgenti dal nuovo indirizzo impresso al processo europeo. Gli stessi strumenti per la ripresa e il rilancio europeo devono essere iscritti in un quadro che ne garantisca il carattere permanente. In questo senso una revisione dei Trattati e una profonda riforma dell’Unione europea fanno parte della risposta duratura e efficace necessaria per poter uscire dalla crisi.

Riteniamo pertanto necessario che venga avviata al più presto la Conferenza sul futuro dell’Europa durante il semestre di presidenza tedesca del Consiglio dell’Unione europea. Chiediamo al Parlamento europeo di battersi affinché la Conferenza sia mirata a discutere, coinvolgendo i cittadini, un progetto concreto di unione politica. Il Parlamento europeo ha la legittimità democratica e la vocazione istituzionale per imporre una simile agenda in vista della Conferenza. Per questo lo esortiamo a elaborare, discutere e proporre alle altre istituzioni europee un progetto di Costituzione federale europea, analogamente a quanto fece nella prima legislatura sotto la guida di Altiero Spinelli. E’ questo il modo migliore anche per raccogliere il testimone del Club del Coccodrillo, di cui ricorre il 40° anniversario il 9 luglio prossimo.

 

 

Comunicato stampa del Movimento federalista europeo.


 

NEXT GENERATION EU

Nel nome del Fondo straordinario per la ripresa e il rilancio europeo
il programma per costruire l’Unione europea del futuro

 

La Commissione ha presentato ieri al Parlamento europeo le sue proposte per reagire alla crisi del COVID-19. Un pacchetto ambizioso, che raccoglie e supera il piano di Francia e Germania, appellandosi al valore storico, politico, civile e morale dell’unità degli Europei. Un insieme di strumenti pensato per lasciare in eredità alle prossime generazioni un’Europa leader globale della nuova economia digitale, verde, solidale, inclusiva e sociale. 

Il cambio di passo dell’UE è evidente. Nel mezzo di una crisi economica drammatica, il destino intrecciato delle economie nazionali, legate dalla moneta comune e ormai strutturate come un sistema produttivo unico, rende necessario il rilancio economico di tutta l’Unione. I migliori interventi nell’Aula del Parlamento, rispondendo a Ursula von der Leyen, hanno ricordato la possibilità concreta di costruire l’unione politica. Come ha sottolineato martedì Sandro Gozi a nome dell’Unione dei Federalisti Europei, nel corso della riunione della Commissione Affari costituzionali: “Questi strumenti di cui stiamo discutendo devono essere iscritti in un quadro che ne garantisca il carattere permanente”; “in questo senso una revisione dei Trattati e una profonda riforma dell’Unione europea fanno parte della risposta duratura e  efficace all’uscita dalla crisi””. (filmato su Youtube

Non possiamo non accogliere con soddisfazione questo pacchetto di proposte della Commissione europea”, spiega Giorgio Anselmi, Presidente del Movimento Federalista Europeo. “Vedremo a breve sia i dettagli tecnici, sia la reazione dei governi nazionali, ma sicuramente lo spirito che ha animato la Commissione va nella giusta direzione. Come federalisti europei sottolineiamo tre cose. In primo luogo, i governi più conservatori devono essere messi in condizione all’interno del Consiglio di non bloccare l’approvazione del Piano europeo e di non giocare al ribasso sul Quadro finanziario pluriennale: quindi avanti senza farsi bloccare dal veto di chi vuole fermare il cambiamento dell’Unione. In secondo luogo, queste proposte devono essere concepite solo come un passo per affrontare il vero nodo: la riforma delle risorse proprie, così tanto evocate in questo piano e che devono diventare una vera competenza europea, senza più dover passare dalle ratifiche unanimi degli Stati membri. Per questo bisogna accettare di mettere mano quanto prima ai Trattati su questo punto specifico. In terzo luogo, l’inevitabile conclusione delle decisioni che verranno prese non può che essere l’unione politica”. 

Nei prossimi mesi si apre una partita cruciale”, sottolinea Luisa Trumellini, Segretaria nazionale del Movimento Federalista Europeo. “Per promuovere la riforma dell’Unione europea, deve formarsi un’alleanza virtuosa tra le forze politiche pro-europee del Parlamento, i governi nazionali consapevoli che il proprio interesse coincide con il rafforzamento dell’Unione europea e i cittadini e le forze sociali che a loro volta capiscono il valore e i meriti di un’Europa coesa e forte. Anche il governo italiano ha un ruolo importante in questo schema. Infatti, mai è apparso più chiaro che la migliore politica per il nostro Paese è quella portata avanti nel quadro europeo, perché ogni giorno si conferma che il nostro vero interesse nazionale è in un’Europa sempre più capace di politiche sovranazionali efficaci e ambiziose”. 

Pavia, 28 maggio 2020

 

 

I federalisti europei chiedono al Parlamento europeo di proporre una modifica dei Trattati, per riformare il sistema delle risorse proprie dell'UE. E’ necessario dotare l’Unione europea di una competenza fiscale, abolendo il duplice diritto di veto degli Stati in materia di risorse dell’Unione sia all’interno del Consiglio, sia tramite le ratifiche nazionali. Solo in questo modo diventa strutturalmente sostenibile l’emissione di debito europeo.

La creazione di una competenza fiscale dell’Unione europea è anche un passaggio indispensabile per la creazione di una vera unione politica. 

Comunicato stampa del Movimento federalista europeo.

"Riusciranno gli Stati, insieme alle istituzioni europee, spinti dalla necessità di dover affrontare uniti la sfida della pandemia, a fare della crisi, come nel 1950, un’opportunità di crescita, rilanciando il cammino federale? Capiranno che è arrivato il momento di costruire una vera condivisione della sovranità a livello europeo centrata sui valori comuni, per diventare una vera comunità di destino?"


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