L’8 settembre il Daily Telegraph aveva diffuso la notizia secondo cui Francia, Germania, Italia, Spagna e Polonia avevano rivolto una richiesta formale alla Signora Ashton per avviare la creazione di un quartier generale comune ('Big five' tell Baroness Ashton to bypass Britain over EU military HQ). Questa notizia era stata commentata lo stesso giorno da un esponente conservatore con un altro articolo, An EU military HQ would undermine Nato, For the EU every crisis is an opportunity che si apriva con questa affermazione: “As the euro crisis unfolds, those pushing for EU fiscal and economic government have now seen another opportunity to take forward the process of European integration using the Lisbon Treaty's "permanent structured co-operation" to fast-track EU defence policy. You cannot get closer to the bone of national sovereignty than our armed forces”.

 

 

Su questa notizia è ritornato oggi Le Monde

(Défense: France, Allemagne, Italie, Espagne et Pologne demandent la création d'un quartier général commun, 13 settembre 2011), confermando l’irritazione e la contrarietà del governo britannico per l’iniziativa: “L'Union européenne se prépare à des débats houleux. L'intervention en Libye, menée sous la bannière de l'OTAN mais dont l'initiative revient à Paris et à Londres, a montré les carences des Européens et souligné l'intérêt d'une structure unifiée de commandement. Actuellement cinq QG nationaux (France, Royaume-Uni, Allemagne, Italie et Grèce) sont censés piloter les opérations de l'Union. Le Royaume-Uni, même s'il a signé avec Paris un récent traité de coopération militaire, privilégie son rôle au sein de l'OTAN et veut laisser péricliter le principe d'une Europe de la défense".

 

 

L'esito di questo scontro è incerto. Tuttavia il fronte del dibattito sulla necessità di costruire davvero l’unione partendo da un numero ristretto di paesi nei settori chiave da cui dipende il futuro degli europei, si allarga.

 


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