Appello "Una ripartenza per l'Europa"

 

 


 

  

APPELLO DEL MFE E DELLA GFE

UNA RIPARTENZA PER L’EUROPA

Verso l’Unione federale europea

 

La Commissione europea ha presentato al Parlamento europeo un pacchetto ambizioso per il Recovery Plan for Europe. La Presidente von der Leyen, con un discorso ricco di indicazioni politiche, ha voluto fare appello al profondo valore storico, politico, civile e morale dell’unità degli Europei. L’insieme di strumenti che ha proposto sono pensati per lasciare in eredità alle prossime generazioni una nuova Europa leader globale della nuova economia digitale, verde, solidale, inclusiva e sociale.

Il cambio di passo dell’Unione europea di fronte alla crisi pandemica è evidente. La pressione delle sfide politiche esterne e la drammatica recessione economica, che mette a rischio l’intera Unione a causa del destino intrecciato delle economie nazionali, legate dalla moneta e dal Mercato unico, e ormai strutturate come un sistema produttivo unico, ha reso prioritario il salvataggio e il rilancio di tutta l’Unione. Su queste nuove basi la Germania ha scelto di appoggiare le richieste avanzate da Italia, Francia, Spagna e dagli altri promotori della cosiddetta Lettera dei nove per il rafforzamento e l’evoluzione politica dell’Unione europea, facendo così venir meno l’asse dei cosiddetti Paesi creditori.

Queste proposte coraggiose devono ora essere difese con forza nel Consiglio europeo. Da parte sua, il Parlamento europeo ha già minacciato di bloccare l’approvazione del Quadro finanziario pluriennale se non sarà adeguato alle ambizioni presentate dalla Commissione europea e se non includerà anche una riforma delle risorse proprie. Si tratta di un punto fondamentale anche nel disegno della Commissione europea per garantire l’emissione di debito europeo. Questo ad oggi implica, oltre a misure che rientrano nelle competenze comunitarie – come il Carbon Border Adjustment Mechanism – che gli Stati acconsentano anche ad imporre nuove tasse sui giganti della finanza e del web, e su chi inquina, per trasferirne poi il gettito al bilancio europeo.

Le scelte che verranno fatte nei prossimi mesi, in particolare in merito alla questione delle risorse proprie, influiranno in modo determinante sull’evoluzione dell’Unione europea, e in particolare sulla possibilità che l’Unione europea approdi in tempi ragionevolmente brevi a quell’unione politica federale indicata nel progetto dei Padri fondatori che ora finalmente sta tornando punto di riferimento del dibattito europeo.

Su questa base noi chiediamo al Parlamento europeo, in quanto unica istituzione che rappresenta direttamente i cittadini europei, di porre l’attenzione su tre punti, e di esercitare a tale scopo la sua funzione di indirizzo e di guida:

  1. Vigilare affinché gli accordi intergovernativi sul Quadro finanziario pluriennale e sul Fondo straordinario Next Generation EU non sviliscano le nuove ambizioni europee. Chiediamo al Parlamento europeo di non approvare accordi inadeguati e di contribuire con il suo peso politico ad impedire che alcuni paesi riescano ad esercitare un potere di ricatto e di veto, mantenendo così fede al suo impegno.
  1. Battersi affinché le nuove risorse proprie dell’Unione vengano valutate, raccolte e gestite a livello europeo, coerentemente alle priorità politiche e strategiche individuate dalla Commissione. La creazione di una porzione di bilancio federale è una condizione necessaria per rendere strutturale il nuovo approccio europeo. In questo senso è indispensabile che il Parlamento europeo avvii subito il confronto sull’attribuzione di una competenza fiscale all’Unione europea, affinché le risorse proprie europee possano essere decise a maggioranza direttamente dal Parlamento e dal Consiglio, abolendo il passaggio delle ratifiche nazionali (ad oggi indispensabili in quanto gli Stati membri sono gli unici titolari del potere fiscale e quindi gli unici che possono imporre tasse direttamente sui cittadini e sull’economia).
  1. Guidare il processo delle riforme politico-istituzionali necessarie per costruire l’unione politica, rese ancora più urgenti dal nuovo indirizzo impresso al processo europeo. Gli stessi strumenti per la ripresa e il rilancio europeo devono essere iscritti in un quadro che ne garantisca il carattere permanente. In questo senso una revisione dei Trattati e una profonda riforma dell’Unione europea fanno parte della risposta duratura e efficace necessaria per poter uscire dalla crisi.

Riteniamo pertanto necessario che venga avviata al più presto la Conferenza sul futuro dell’Europa durante il semestre di presidenza tedesca del Consiglio dell’Unione europea. Chiediamo al Parlamento europeo di battersi affinché la Conferenza sia mirata a discutere, coinvolgendo i cittadini, un progetto concreto di unione politica. Il Parlamento europeo ha la legittimità democratica e la vocazione istituzionale per imporre una simile agenda in vista della Conferenza. Per questo lo esortiamo a elaborare, discutere e proporre alle altre istituzioni europee un progetto di Costituzione federale europea, analogamente a quanto fece nella prima legislatura sotto la guida di Altiero Spinelli.

E’ questo il modo migliore anche per raccogliere il testimone del Club del Coccodrillo, di cui ricorre il 40° anniversario il 9 luglio prossimo.