Mercoledì 1 febbraio presso la sede MFE di Torino si è tenuta la prima riunione in vista della nascita del Comitato Torino-Piemonte per la Federazione europea e per un Piano europeo di sviluppo sostenibile. All’incontro, organizzato dal MFE di Torino, hanno partecipato esponenti di partiti politici, organizzazioni sindacali, associazioni imprenditoriali, movimenti della società civile e  della Convenzione dei cittadini europei del Piemonte.

Grazia Borgna (Vicepresidente MFE Torino) ha introdotto i lavori, sottolineando che la grave crisi economica-finanziaria mondiale, europea e italiana può essere superata sole se alle politiche di rigore si accompagnano politiche efficaci rivolte alla crescita. La proposta del MFE è di lanciare una Campagna per un Piano europeo di sviluppo socialmente ed ecologicamente sostenibile finalizzato alla crescita, all'occupazione, alla ricerca e all’innovazione. Per raggiungere l’obiettivo i federalisti propongono di utilizzare come strumento l’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE), nuova forma di democrazia partecipativa introdotta dal Trattato di Lisbona, che permette di avviare un’iniziativa legislativa dal basso. Il successo della Campagna dipende dall’attivazione di canali di dialogo e collaborazione non solo a livello nazionale, ma anche a livello locale e regionale, oltre che europeo. L’intenzione è quindi di costituire un Comitato promotore dell’Iniziativa, che condivida l’azione dell’ICE e abbia tra i suoi obiettivi la lotta per la Federazione europea.

Roberto Palea (Presidente del Centro regionale MFE) ha illustrato la proposta federalista, precisando che il risanamento delle finanze pubbliche costituisce una politica necessaria, ma le misure di risanamento tendono a creare una situazione recessiva, per cui occorre un rilancio dello sviluppo. In un contesto internazionale dell’economia non favorevole alla crescita, le misure  rivolte allo sviluppo, se applicate solo a livello nazionale, avrebbero margini di efficienza limitati. È necessario quindi un piano di sviluppo di dimensioni europee, che deve fondarsi sul sostegno della domanda di beni d’investimento e di beni e servizi pubblici. Si tratta di un ‘work in progress’ basato su quattro obiettivi: incentivare i settori innovativi a forte contenuto di ricerca e sviluppo, puntare sul risparmio e l’efficienza energetica attraverso le energie rinnovabili, favorire il riassorbimento della disoccupazione e il lavoro stabile, migliorando le garanzie di tutela sociale, e lanciare un piano di sviluppo per i paesi dell’Africa mediterranea sul modello del Piano Marshall, per promuovere lo sviluppo economico endogeno e raffreddare i flussi migratori verso l’Europa. L’attuazione di questo piano richiede il raddoppio del bilancio europeo, ottenuto attraverso il lancio di un’imposta europea sulle emissioni di CO2, come la Carbon tax, e di una tassazione sulle transazioni finanziarie che consentano l’afflusso di nuove risorse proprie all’UE per almeno 100 miliardi di euro all’anno. Allo stesso tempo occorre una riduzione delle spese in particolare nel settore della difesa e una razionalizzazione (spending rewiew) a livello europeo di molti fattori di spesa.

L’ammontare di risorse che si potrebbero ricavare annualmente consentirebbe di emettere gli Europroject bonds  per circa 500/600 miliardi finalizzati allo stimolo dell’economia, della ricerca, della formazione e dell’innovazione per realizzare uno spazio economico europeo dinamico e competitivo. Il Piano risponde all’esigenza di spezzare la spirale della recessione e di salvare il progetto di Unione europea, aprendo le porte alla Riforma dei Trattati in senso federale. Il progetto è ambizioso e richiede un’amplissima aggregazione di forze politiche, economiche e sociali che possano arricchire la proposta federalista e siano disposte a lavorare assieme per contribuire al suo avanzamento.

Sono intervenuti i rappresentanti di numerose organizzazioni che hanno dichiarato la loro disponibilità a fondare il Comitato per la Federazione europea e per un Piano europeo di sviluppo sostenibile e a condividere l’azione per lanciare un Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) secondo quanto previsto  dal Trattato di Lisbona per lanciare un Piano europeo per lo sviluppo sostenibile, l’occupazione, la ricerca e l’innovazione. Erano presenti le seguenti organizzazioni: CGIL-Torino, ACMOS-libera, UIL-Piemonte, federmanager, ARCI-Torino, LEGA-COOP, AEDE, Forum Associazioni insegnanti, GIOVANI-Democratici, Centro Sereno Regis e Movimento dei Movimenti, Partito PDL e PPE, GFE-Torino, ATTAC-Torino, AICCRE. Hanno fatto pervenire la loro disponibilità la CISL-Piemonte, l’Unione industriale e la Confcommercio.

E’ seguito l’intervento di Domenico Moro (MFE Torino) che ha illustrato gli aspetti formali della presentazione dell’ICE. Per presentare un’ICE alla Commissione europea è necessario seguire quanto prescrive il regolamento di attuazione:

I paesi che intendono raccogliere le adesioni all’ICE devono recepire entro il 1° marzo il regolamento e indicare il soggetto che raccoglierà le firme e chi controllerà la loro regolarità (l’Italia non l’ha ancora approvato);
Si devono raccogliere un milione di adesioni in almeno 7 Paesi dell’UE (sono state fissate quote nazionali in base alla popolazione di ciascun Paese);
Vanno trovate e indicate 7 personalità capofila dell’ICE (es. Delors in Francia);
Si può partire per la raccolta firme entro 12 mesi dall’entrata in vigore del regolamento.

Moro ha richiamato l’attenzione dei presenti sul fatto che è necessario al più presto precisare la strategia da seguire per la raccolta firme, le alleanze  e le modalità per la raccolta online.

A conclusione della riunione Grazia Borgna, auspicando che le Organizzazioni presenti discutano al loro interno la proposta del MFE, ha proposto di ritrovarsi al più presto per vagliare le disponibilità a costituire il Comitato Piemontese per la Federazione europea e per un Piano europeo di sviluppo sostenibile.  Il Comitato, ha concluso, potrà discutere e varare un Programma di iniziative e dibattiti che entrino in modo più specifico nel merito del Piano e individuare i suoi punti qualificanti quali ad esempio il bilancio europeo, le tasse sulle transazioni e sulle emissioni di CO2, l’energia, i rapporti euro-mediterranei, le infrastrutture materiali e immateriali, etc.
Ha proposto per la prossima riunione la data di mercoledì 22 febbraio alle ore 17 nella sede MFE di Torino in via Schina, 26. La proposta è stata accettata.

 


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