Dichiarazione del Movimento federalista europeo dopo la riunione del Consiglio europeo di ieri, culminata con la “non-decisione” in merito al tema cruciale del supporto finanziario agli Stati di demandare all’Eurogruppo l’elaborazione di una proposta.

 
In momenti come questo di grande emotività ed anche di irrazionalità, notizie false, distorsione dei fatti, è opportuno anzitutto far chiarezza su quel che è stato fatto finora dalle Istituzioni europee per rispondere alla doppia crisi, sanitaria ed economica. Senza nascondere qualche errore e soprattutto i limiti imposti dai Trattati all'azione dell'Unione. E' quanto cerca di fare in questo video di 18 minuti Giorgio Anselmi, Presidente del Movimento Federalista Europeo.

 

Il Movimento federalista europeo, nelle persone del Presidente e del Segretario nazionali, ha sottoscritto l'appello promosso da Roberto Castaldi e Daniel Innerarity.
L'appello è stato firmato, già il primo giorno, da oltre 400 personalità europee, tra cui Romano Prodi, Enrico Letta, José Luis Rodríguez Zapatero, Pascal Lamy.
Sul sito del CesUE è possibile sottoscrivere l'appello e consultare la lista aggiornata delle adesioni.

 

A European answer to the Coronavirus threat
to prove that the EU is a true community with a shared future

 

We European citizens understand that Covid-19 is a common threat, that may hurt one country sooner than another, but will eventually hurt us all, and can impact our daily life and economy almost like a war.
We European citizens are worried and scared by this threat; and even more by the cacophony, selfishness and self-destructive short-sightedness of the different, un-coordinated national responses; by the lack of foresight of our national leaders, who pretend not to know that our interdependence requires a single European answer with strict containment measures of the pandemics, and an EU-wide plan to re-start the European economy afterwards.
We European citizens denounce that the current EU is an incomplete Res Publica, thus ill-equipped to face this challenge, with little competences and powers to face the pandemics. We welcome the timely decision by the Commission to provide 25 billion euro and financial flexibility to cope with this threat. Maybe it’s the most it can do, but it is not enough.

We call upon the European Commission and Parliament to propose, and on the national governments to adopt (starting with the Eurogroup meeting of March 16, and a following extraordinary European Council to be called soon after) the following urgent measures, also using the Lisbon Treaty passerelle clause and simplified Treaty revision provisions:

  1. Make public health and contrast to epidemics a concurrent competence of the EU, subject to the ordinary legislative procedure, and provide the Commission with extraordinary powers to coordinate the response to the epidemics, as a federal government should do.
  2. Enlarge the scope of the European Stability Mechanism to finance the immediate strengthening of the European and national health systems to cope with the pandemics, which threatens the lives of European citizens, and thus also the economic and financial stability of the EU.
  3. Abolish the compulsory balanced budget provision for the EU and create a EU Safe Asset to be issued to finance an EU-wide plan to promote the EU economic recovery and social cohesion during and after the emergency.
  4. Move fiscal issues to the ordinary legislative procedure and provide the EU with fiscal powers to adopt new own resources – such as the carbon tax (and carbon tariffs), the digital tax, the financial transaction tax – to finance the EU budget (or the Euro-area Budgetary Instrument, if the decision could be reached only at the Euro-area level).
  5. Immediately approve the next Multiannual Financial Framework increasing the budget to at least 1,3% of the EU GDP, as requested by the European Parliament, on the basis of the current structure of the budget financing; and with the provision to reach 2% with the new own resources, to ensure the provision of crucial EU-wide public goods.
  6. Turn the planned Conference on the future of Europe into a fully-fledged European Convention to draft a new Constitutional Pact among the EU citizens and Member states.

We European citizens believe this is the defining hour for the EU. Social perception of the EU will be shaped for years by its response to this crisis. This is the time to prove the EU is a community of values with a shared destiny, the life-line for its citizens and member states in the face of a turbulent global world with political, economic and health threats. It’s time for bold common steps to overcome fear. It’s time for European unity, not for national division.

 

 

Comunicato del MFE

Il dramma umanitario che si sta consumando in questi giorni al confine tra Grecia e Turchia mette di nuovo gli europei di fronte alla questione irrisolta della (non) gestione dei flussi migratori e alle sue terribili conseguenze.

Cinque anni fa, i governi nazionali europei, incapaci di gestire in modo unitario l’emergenza generata dagli ingenti flussi di rifugiati che dalla Turchia si riversavano in Grecia e lungo la rotta balcanica, hanno sottoscritto un accordo con la Turchia di Erdogan, esternalizzando le pratiche di accoglienza o respingimento dei rifugiati. L’UE e gli Stati membri sono stati disposti a spendere miliardi di euro e a fingere di non vedere la precarietà e le conseguenze di questo accordo, pur di non farsi carico del problema. Questa soluzione ha così concesso alla Turchia un'arma di ricatto nei confronti dell’Unione europea, mettendo a nudo il prezzo che gli Europei pagano, in termini morali e politici, per il fatto che l’Unione continua ad essere ostaggio degli interessi nazionali dei suoi Stati membri.

In questi cinque anni gli Stati membri non sono riusciti a fare neanche un minimo passo per superare questa situazione: né per creare gli strumenti necessari ad affrontare congiuntamente una nuova ondata migratoria, né per porre le basi di una politica estera unica in grado di dare all’Europa la capacità di agire per risolvere le crisi ai suoi confini e di essere un attore globale in grado di affermare concretamente i valori della libertà e dei diritti umani. Proprio perché continua a fondarsi sullo strapotere dei governi nazionali all’interno del Consiglio, l’UE arriva al punto di sconfessare sia i propri Trattati (che affiderebbero all’Unione la facoltà di sviluppare una politica comune in materia di diritto di asilo, norme per l’accoglienza dei richiedenti asilo e protezione sussidiaria - artt. 77-79 del TFUE), sia i propri valori fondativi, alimentando la deriva securitaria e venendo meno al dovere del rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale. Le forze nazionaliste non potrebbero sperare in un regalo migliore.

Chi oggi critica l’Europa, anche in buona fede, chiedendo “che faccia qualcosa”, “ che batta un colpo”, dovrebbe pertanto ricordare che è difficile agire senza avere il potere di decidere, o gli strumenti per intervenire. E’ ora di capire che non serve criticare l’Europa perché non fa, ma serve cambiarla perché possa fare. Questo è il senso della Conferenza sul Futuro dell’Europa che si appresta ad essere varata: dovrà essere l’occasione per aprire una stagione costituente e per dare all’Unione gli strumenti necessari per affrontare con responsabilità quelle sfide a cui oggi assistiamo inermi.

 

 


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