Presentazione del Direttore del nuovo numero con il sommario dell'edizione a stampa e i link ai formati ISSUU e PDF per leggerla online e scaricarla.

 

L'edizione online del N. di marzo-aprile sarà pubblica a breve.

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Sommario dell'edizione a stampa

  • Romano Prodi, Robert Schuman 70 anni dopo, pag. 1
  • Giorgio Anselmi, Il collo di bottiglia, pag. 2
  • La Dichiarazione del 9 maggio 1950, [prima parte], pag. 2
  • Redazionale, A 70 anni dalla Dichiarazione Schuman che fece nascere la CECA, pag. 3
  • Giulia Rossolillo, Il modello della CECA per l’attribuzione di un potere fiscale all’UE, pag. 4
  • Luca Lionello, Dall’emergenza sanitaria a quella economica e finanziaria: Gli strumenti predisposti finora contro la crisi non prevedono nessun vero passaggio di sovranità, pag. 5
  • Stefano Rossi, C’è un banchiere centrale a Francoforte, pag. 6
  • Francesco Ferrero, La crisi. E dopo? Pag. 7
  • Jacopo Di Cocco, I dati per valutare fatti, cause e strumenti per bene operare, pag. 8
  • Lettere al Giornale, Da Takarazuka-Hyogo (Giappone) ci ha scritto Luciano Gianfilippi, pag.8
  • Davide Negri, Il virus 2.0 nuove minacce all’Europa, pag.9
  • Documenti degli organi centrali del MFE pagg. 10-11
    • Per un’Europa comunità di destino: Nell’ora più buia l’Unione europea ritrovi lo spirito dei Padri fondatori, 11,
    • Memorandum in vista del Consiglio europeo del 23 aprile per un’Europa comunità di destino, firmato da Luisa Trumellini, Bruno Tabacci, Tommaso Nannicini e sottoscritto da altri 50 parlamentari
  • Sebastiano Putoto, Democrazia d’eccezione, pag.12
  • Roberto Castaldi, Ungheria e Polonia: democrazia a rischio? pag.13
  • Veronica Conti, Albania e Macedonia del Nord sempre più vicine all’ingresso, pag. 14
  • Piero Angelo Lazzari, L’intelligenza artificiale ai tempi del Covid 19, pag. 15
  • Firmatari vari, Confronto d’idee alla ricerca dell’originalità del federalismo europeo e poi mondiale, pag.  15
  • Marco Zecchinelli, Il virus del nazionalismo è tra di noi, pag. 16
  • da Antonio Longo, Una strategia politica per l’evoluzione federale dell’Unione Europea, pag.16
  • Nota del direttore, alla ricerca dell’originalità del federalismo europeo e poi mondiale, pag. 16
  • Attività delle sezioni MFE, pagg. 17-18
  • Raimondo Cagiano de Azevedo, Indirizzi di economia federalista: Ufficio del dibattito previsto per il 7 e l’8 marzo 2020, rinviato per l’emergenza Coronavirus, pag. 18
  • Rassegna della stampa italiane ed estera, pagg 19-20.
  • La Presidente della Commissione cita il Manifesto di Ventotene nel suo discorso al Parlamento europeo, pag. 19
  • Intervista al Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, sul Recovery Fund (Corriere della Sera) pag.19
  • Fabbrini: Il negoziato europeo tagli fuori la retorica, (Il Sole 24Ore) pag. 20
  • Petizione per il WFM, Federal-democratic global governance and coronavirus, pag.20
  • In Libreria  pag.21
  • Pietro Pierantoni, L’economia oltre il profitto, Firenze 2018, pag. 21
  • Michele Ballerin, Ciò che siamo, ciò che vogliamo: Dalla crisi dei valori all’Europa del diritto, Firenze 2020, pag.21
  • Ufficializzate due edizioni del Giornale del MFE, pag.21
  • Nicola Vallinoto et alii, Infografica sul Papa, che prega per l’UE, Santa Caterina da Siena patrona d’Europa, pag.22
  • Jacopo Di Cocco, Uscire dal giardino per continuare a costruire l’Europa e pacificare il mondo, pag. 22
  • allegate, Considerazioni sugli interventi per l'Europa di Papa Francesco, e La volta celeste sul “giardino”, pag. 23
  • 9 MAGGIO 2020 FESTA DELL’EUROPA, 70° ANNIVERSARIO DELLA DICHIARAZIONE SCHUMAN: LA NUOVA SFIDA PER L’EUROPA, documento congiunto MFE, GFE, ME Italia, AICRE, Piazza telematica: registrazioni e documenti sul sito del MFE: www.mfe.it”, pag. 24

Il Direttore Jacopo di cocco accompagna l'uscita del nuovo numero con questo pezzo di presentazione.
 

Il numero 2 di marzo aprile 2020 si concentra sui 70 anni della Dichiarazione del 9 maggio 1950 pronunciata da Robert Schuman a nome del Governo francese di cui era allora ministro degli esteri che diede origine alla prima comunità europea la Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio proposta alla sconfitta Germania (rappresentata dalla RFG o BRD) e agli Stati che vi volessero aderire (aderirono: Italia, Belgio, Olanda e Lussemburgo), nonostante le limitato ambito economico, che però era quello alla base delle guerre franco tedesche, quindi proposto per consolidare perennemente la pace, l’accordo citava il carattere sovrannazionale del trattato che si proponeva di sottoscrivere e l’obiettivo di essere una via verso la Federazione europea. Iniziò così il percorso comunitario, che è evoluto quando ci sono stati eventi drammatici che hanno obbligato gli Stati membri a far evolvere la Comunità aggiungendone altre, la caduta del muro di Berlino,le ha trasformate nell’Unione . Romano Prodi apre queste riflessioni.
La pandemia da Covid-19 e la conseguente crisi economica e sociale attesa impone all’Unione Europea di assumersi nuove responsabilità e agli Stati membri di aumentare le necessarie competenze, una serie di articoli esaminano diversi aspetti dell’evoluzione auspicata e il ruolo che dovrebbe svolgere l’Italia, uno dei paesi fondatori, ma dove in Parlamento siedono due forti partiti esplicitamente nazionalisti, a cui si affianca il maggiore partito di maggioranza, populista e senza una chiara politica europea, tanto che nel Parlamento europeo non è riuscito a fare gruppo con altri partiti presenti.
Il MFE insieme a altri movimenti europeisti ha attivato una forte campagna per spingere il Governo italiano ad assumere un atteggiamento di potenziamento delle risorse comunitarie e a dare alle istituzioni comunitari maggiori poteri permanenti. Si dà conto delle iniziative assunte a questo fine.
Durante questo periodo papa Francesco ha ripetutamente invitato a mantenere gli obiettivi dei padri fondatori e a sviluppare l’unità dell’Europa (in senso di dimensione culturale e dei diritti umani, attualmente più ampia dell’Unione Europea), ma associandovi esplicitamente l’Unione Europea che ha gli strumenti politici per gestire e far progredire il continente e costituire un salvifico esempio per il mondo contro la “terza guerra mondiale a pezzi”. Anche questa ricercata svolta delle religioni in Europa e quindi nel mondo deve superare le visioni integraliste e formaliste in una visione ecumenica, anche per una migliore comprensione tra i paesi baltici e quelli mediterranei.

Da questo numero L’Unità Europea diviene formalmente un periodico edito su due supporti uno a stampa e uno online registrati internazionalmente presso l’UNESCO con i codici International Standard Serial Number (rispettivamente ISSN 1825-5299 [print] e ISSN 2723-9322 [online] il codice ISSN 1825-5299-L rappresenta il legame [link] tra le due edizioni. Le due edizioni sono previste come permanenti, perseguendo un’osservazione di Umberto Eco, pronunciata a casa del direttore, che le opere a stampa presentano valori di scoperta anche casuale nelle sale periodici delle biblioteche a scaffale aperto e sicurezza di conservazione; cosa che gli archivi digitali non garantiscono anche se offrono opportunità irrinunciabili per cui la doppia edizione rappresenta un servizio accresciuto. Nell’edizione online avremo collegati archivi specifici per potenziare servizi ipertestuali e per archiviare i manoscritti ricevuti anche per mostrare l’evoluzione dei contributi ricevuti dai diversi autori.

L’Unità Europea come bimestrale su doppio supporto si pone in posizione intermedia tra le informazioni web e social diffuse in rete anche giornalmente e le riviste scientifiche, ha un carattere di sintesi del pensiero, della valutazione federalista della realtà europea e mondiale, presenta infine l’azione dei sostenitori dell’unità politica e sociale dell’Unione Europea. Lo fa in modo da consentirne una lettura veloce anche da parte di chi è impegnato in altre attività, ma vuole essere informato perché vive in Europa e vuole viverla.

Ci sono temi di fondo già programmati in quest’anno: nel numero 3 maggio-giugno esamineremo in particolare i progetti di recupero e rilancio dell’economia europea dopo la pandemia e come la Germania si prepari al suo semestre di presidenza (luglio-dicembre 2020); nel numero 4 luglio-agosto ricorderemo i 60 della decolonizzazione dell’Africa, poi della caduta del muro di Berlino e della conseguente ricerca di un nuovo ordine internazionale ancora in piena evoluzione; il numero di settembre-ottobre quando si spera riprenderanno anche le riunioni in presenza ci pare opportuno affrontare il tema del federalismo sia sovra-nazionale sia sub nazionale; infine nel numero di novembre-dicembre, dopo le elezioni americane e la fine del periodo transitorio atteso per la Brexit affronteremo come tema caratterizzante quello dell’Occidente oltre alla valutazione del semestre tedesco e le prospettive della Conferenza sul futuro dell’Europa verso il semestre francese di presidenza.


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