Come cento anni fa nelle parole di Einaudi, il virus del nazionalismo è ancora oggi il peggior nemico della pace mondiale: ma ha saputo mutare per sopravvivere, adattandosi alle condizioni politiche che cambiavano e trovando ospitalità anche in chi crede di esserne immune ed è invece un malato asintomatico, in grado di contagiare altri intorno a lui.