L'Unità Europea N. 2020/4 luglio-agosto

 

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Le vicende politiche del continente africano a partire dalla colonizzazione sono strettamente collegate al quadro internazionale a all'evoluzione dell'ordine mondiale.

Un movimento rivoluzionario ha il compito di alzare lo sguardo dalle contingenze, per individuare i segni del nuovo che sta nascendo invece di concentrarsi sul vecchio che sta morendo, come fa la stragrande maggioranza dei politici e dei commentatori.

Anche l’Africa ha sentito il bisogno di ricercare la via verso l’integrazione economica e politica per superare sia le divisioni generate dai confini disegnati dai colonizzatori, sia il rischio dei contrasti tribali, sia la scarsa interdipendenza dei mercati africani tra loro e quindi la forte dipendenza dei singoli paesi  dai mercati dei paesi terzi.

Negli ultimi decenni l'Africa ha avuto spostamenti sociali rilevanti e, nonostante la natura dei luoghi, i deserti e le ormai antiche urbanizzazioni responsabili delle banlieue miserabili, l'uso dei cellulari fornisce comunicazioni ad africani e africane che ascoltano e, attraverso le diaspore, parlano, mentre gli europei restano sordi.

 

Nel mese di luglio i casi di coronavirus in America Latina non hanno ancora raggiunto il picco, i contagi hanno superato i tre milioni e i morti sono circa 200.000, con il Brasile che purtroppo guida questa triste classifica con quasi la metà dei decessi seguito dal Messico.

Il nuovo Segretario dell'UEF si presenta e illuistra le piorità organizzative e politiche che intende promuovere alla guida dell'organizzazione.

 

 

 

Intervista di Silvia Camisasca in cui Romano Prodi espone le proprie riflessioni sulla situazione politica africana e le prospettive di collaborazione euro-africana. L'intervista è stata pubblicata su L’Osservatore Romano del 28 luglio 2020.

Dopo la sospensione dovuta alla crisi della pandemia, si torna a discutrere della Conferenza sul Futuro dell’Europa anche grazie alla volontà espressa dal governo tedesco di convocarla entro il suo semestre di rpesidenza dell'UE.

La crisi che ha colpito l'Europa negli ultimi mesi l’hanno costretta a far i conti con le proprie contraddizioni e a rafforzare i legami che uniscono gli europei in quella che appare con sempre maggior evidenza una comunità di destino.

 

 

Proponiamo uno dei passaggi più significativi del discorso di Mario Draghi al Meeting di Rimini del 18 agosto 2020: "Non voglio fare oggi una lezione di politica economica ma darvi un messaggio più di natura etica per affrontare insieme le sfide che ci pone la ricostruzione e insieme affermare i valori e gli obiettivi su cui vogliamo ricostruire le nostre società, le nostre economie in Italia e in Europa".