Con questa nota apro una nuova rubrica de L’Unità Europea per aiutare i lettori interessati a trovare dati statistici standardizzati che li aiutino sia a conoscere e giudicare la realtà e valutare quali possano essere le soluzioni percorribili e auspicabili, sia a disporre di validi argomenti da offrire agli interlocutori.

L’invasione di dati sovrabbondanti raccolti da sistemi automatizzati (big data) gestiti da privati senza definizioni univoche e elaborati con criteri diversi e parcellizzati in modo da contare e misurare non solo i singoli individui, come potenziali clienti ed elettori, ma addirittura i diversi accadimenti o addirittura le credenze, ogni volta che vengano espresse, vere o false siano, crea confusione, le sintesi dei dati raccolti spesso non sono liberamente disponibili agli osservati, creando una asimmetria informativa. Altre volte le diverse amministrazioni pubbliche adottano criteri diversi che rendono i dati difficilmente comparabili e quindi difficili per individuare le buone pratiche da seguire. Lo abbiamo visto in occasione della pandemia che ci ha colpiti.  Per questo si preferisce partire da dati elaborati da fonti ufficiali o da centri di ricerca che rendono note le definizioni utilizzate e le metodologie di raccolta e le proseguono nel tempo per consentirne un’analisi storica. Per fare ciò le fonti internazionali ufficiali in accordo tra loro seguono principalmente due vie: 1) la standardizzazione delle definizioni, classificazioni e sistemi statistico economici che i diversi uffici statistici devono seguire, si concordano le metodologie adottate per rilevarli in modo da garantire un livello di affidabilità soddisfacente e consentire alle organizzazioni internazionali di armonizzarli, anche nella presentazione, per rendere i confronti più agevoli e soddisfacenti infine di definiscono gli indicatori e parametri su cui basare le analisi e quindi le azioni volte a correggere per il meglio le politiche per ottenere quanto desiderato, 2) l’aggregazione per vedere i fatti relativi ad insiemi di categorie o territori; questo è uno strumento essenziale per una politica economica e sociale razionale (vedi sotto).

Oggi sono essenziali i primi dati e studi sull’l’efficienza sanitaria e per la ripresa economica.
Seleziono dai siti di tre istituzioni selezionando studi e dati economici e sui sistemi sanitari:

  • L’Eurostat ufficio statistico dell’Unione Europea riporta:
    1. Informazioni e dati rilevanti sugli argomenti in evidenza: segnalo la composizione per funzione della spesa pubblica nei paesi membri e la media comunitaria.
    2. Panoramica sulle informazioni sulla salute: qui.
    3. I dati Le tabelle di dati sulla salute qui
  • Il Consiglio europeo e il consiglio dell’Unione Europea per mostrare le risposte comunitarie sull’emergenza ha diffuso questa pagina web:
  • La biblioteca dei documenti OECD sul Corona virus ha diffuso i seguenti studi:
    1. Situazione sanitaria in Italia;
    2. Principali effetti della pandemia su: economia mondiale, confinamenti, lavoro:
      1. Sulle donne
      2. Protezione delle persone e delle società (benessere sociale);

Segue l’interessante sistema grafico Gapminder per mostrare l’evoluzione di dati che possono essere correlati (farlo scorrere nel tempo con la freccia a sinistra; a destra si possono selezionare i paesi di cui tracciare l’evoluzione,), nel sito vi sono altre interessanti opzioni.  Inseriremo via via altre segnalazioni di fonti di dati e studi ufficiali nell’allegato: Siti interessanti

Dati standard e aggregati per le politiche economiche e sociali a più livelli

John M. Keynes in risposta alla crisi del 1929 propose uno schema macroeconomico incentrato su tre equazioni che rappresentano l’equilibrio che l’economia a posteriori comunque raggiunge e può conseguirlo in crescita o in decrescita, la stazionarietà è una scommessa difficile da raggiungere, anche se può soddisfare i conservatori e tende a ridurre l’occupazione, creando sacche di povertà. Keynes chiese ad un suo collaboratore, Richard Stone di affrontare il punto 1 per mettere nel suo modello dati reali e confrontabili nel tempo e nello spazio, lo fece disegnando il Sistema di Contabilità Nazionale (SNA e nella sua versione UE: ESA o SEC-Regolamento SEC in italiano) .

Il termine contabilità deriva dal fatto di usare come in quella aziendale la partita doppia (dovuta a Luca Pacioli, frate francescano, amico di Leonardo da Vinci, umanista, geometra e teorico della prospettiva, che aveva osservato e teorizzato la pratica dei mercanti veneziani della duplice scrittura), Stone e gli altri pionieri adottarono questa tecnica sia perché gli consentiva di mostrare un dare e un avere in ogni transazione e nel loro insieme, ad ogni flusso reale (ad es da venditore a acquirente) corrisponde un flusso monetario di pagamento (da acquirente a venditore) quindi di rilevare i dati sia presso l’acquirente che presso il venditore e così ridurre meglio gli inevitabili errori statistici, e di mostrare che in ogni transazione entrambi i protagonisti danno e ricevono in base ad un accordo e la concorrenza fa sì che sia pacifico e senza egemonie, dove ogni operatore esercita la sua quota di sovranità, su queste premesse si basa il mercato unico, in un sistema integrato basato sull’interdipendenza. Si ha così un doppio circuito, ruotante in senso inverso, reale e monetario, al centro dell’analisi keynesiana. Riprenderemo l’analisi dello schema.

Anche se i conti keynesiani possono essere articolati territorialmente per regioni e funzionalmente per settori istituzionali (tra cui le amministrazioni pubbliche) restano nascoste le filiere produttive e trascurati gli effetti dell’indotto tra le branche e tra i territori. A colmare la lacuna ha provveduto Wassily Leontief  (premio Nobel 1973) con il modello input output (ispirato allo schema dell’equilibrio economico generale di L. Walras) o delle Tavole entrate ed uscite (Tables input-output: TIO)  per registrare e elaborare le interdipendenze tra operatori e paesi; uno schema che arricchisce, il modello keynesiano parimente usato in C.N. e dall’Eurostat.

Richard Stone nella sua lunga attività accademica e professionale (in particolare con l’OECE prima e l’OCSE) rilevò la necessità di integrare i dati macroeconomici con quelli demografici e del lavoro e sociali, nonché quelli che illustrano la coesistenza di tecnologie tradizionali con quelle innovative e quindi la transizione caratteristica dello sviluppo a questo fine elaborò un modello che integrava i modelli keynesiano e input-output con le realtà demografico-sociali ha definito la Social Accounting Matrix, recepito, ma non pienamente realizzata dall’Eurostat:

La redazione di una SAM dell’Unione resta un problema aperto e l’Eurostat dovrebbe redigere quella classica completa usando i dati già disponibili a partire da quelli su: la salute, la popolazione e le condizioni sociali.