Quale è stato il tuo impegno federalista prima di essere eletta Segretario Generale dell’UEF?

Ho conosciuto i federalisti europei a Bruxelles. Mi sono iscritta alla sezione locale dell’Europa Union Deutschland (EUD) nel 2009 e ne sono diventata una militante attiva. Dal 2011 al 2015 ho fatto parte del suo Board e dal 2013 al 2015 ne sono stata la Vice-Presidente. La sezione di Bruxelles si occupa principalmente di organizzare dibatti su temi politici di attualità. Per esempio dopo ogni riunione del Consiglio europeo organizzavamo dei debriefings con un ambasciatore oppure facevamo diverse attività con gli stagisti. Durante i miei anni a Bruxelles ho anche lavorato fianco a fianco con il Segretariato dell’UEF. Con la sezione EUD di Bruxelles abbiamo organizzato numerosi eventi ed attività congiunte. La mia sezione incoraggiava anche i suoi membri ad unirsi alle loro sezioni locali e regionali una volta terminata la loro esperienza professionale a Bruxelles. Ed è proprio quello che è successo a me.

In seguito al mio ritorno in Germania nel 2015 ho partecipato alle attività della sezione EUD della Saar. La Saarland è un Land che coopera strettamente con gli altri territori della Grand Region. La nostra preoccupazione come UEF Saar è stata allora quella di rafforzare la cooperazione con le altre sezioni regionali e locali dell’UEF di questa zona. Si tratta di un lavoro che sta continuando in questi anni grazie all’organizzazione di azioni ed eventi comuni.

Per quanto riguarda il livello UEF, sono entrata nel Federal Committee dell’UEF a partire dal 2013. Allo scorso congresso europeo di Vienna sono stata eletta nell’Executive Bureau, che ho lasciato lo scorso 4 luglio in seguito alla mia elezione a Segretario Generale.

Come Segretario Generale dell’UEF quali priorità organizzative vorresti portare avanti?

L’UEF ha davanti a sé la sfida del rinnovamento. Non si tratta di una notizia negativa, ma di un processo fisiologico. Ogni organizzazione deve chiedere a sé stessa periodicamente: a che punto siamo? Dove vogliamo andare? Quali dovrebbero essere le nostre priorità per i prossimi anni? Secondo me, gli scorsi eventi legati al recente caso giudiziario che ci ha coinvolti potrebbero aiutarci a trovare delle risposte anche a queste domande. Mi chiarisco meglio.

Il caso giudiziario ha dimostrato l’esistenza di alcune lacune negli Statuti che devono essere aggiustate. A tal fine una task force dovrebbe essere creata per affrontare la possibile revisione degli Statuti. Le sezioni dovrebbero proporre un loro membro e quindi la task force dovrebbe fare delle proposte già al prossimo FC di quest’autunno. L’obiettivo ambizioso che abbiamo davanti è quello di concludere il processo di revisione degli Statuti entro il prossimo congresso UEF di Valencia. Ciò sarà possibile solo se lavoreremo insieme in modo costruttivo.

Inoltre il caso giudiziario ha rivelato alcune problematicità legate all’organizzazione ed alle funzioni dei diversi organi dell’UEF che sarebbe opportuno risolvere nei prossimi anni. Queste questioni dovranno essere affrontate insieme sulla base di un dibattito aperto sul futuro strategico dell’UEF. Il nostro Presidente Sandro Gozi ha già sollecitato a proposito l’ FC all’incontro di Roma e ancora durante la scorsa riunione di luglio.

Un’altra questione da affrontare riguarda il rafforzamento finanziario dell’UEF. In particolare, bisogna mettere al sicuro le risorse proprie dell’organizzazione, far crescere la sua struttura organizzativa – aumentato quindi le sezioni sul territorio -, migliorare le capacita di raccolta fondi e l’uso dei finanziamenti disponibili per i progetti. Il tesoriere è stato già sollecitato ed ha creato una task force a proposito. Abbiamo anche accolto il suggerimento di far partecipare persone che provengono dalle sezioni nazionali dotate di competenze tecniche su questi argomenti. La task force ha già iniziato a lavorare.

Infine tra le priorità organizzative dovrebbe proprio esserci una riforma del Segretariato UEF, sia sotto il profilo amministrativo che del personale. Su quest’ultimo punto con Alejandra Almarcha, una militante già molto attiva nell’UEF e JEF Spagna, abbiamo trovato la nuova Direttrice del Segretariato a partire dallo scorso 1 settembre. Per quanto riguarda invece il ruolo di Project Manager stiamo ancora selezionando i candidati.

Come vorresti sviluppare il rapporto tra l’UEF e le sezioni nazionali?

Dal mio punto di vista la comunicazione interna alla nostra organizzazione deve diventare più efficace. L’UEF dovrebbe continuare a fornire informazioni regolari sull’attività, le posizioni politiche e gli eventi organizzati a livello europeo. Allo stesso tempo, dovrebbe anche cercare  di raccogliere le opinioni, gli interessi e i progetti che le sezioni nazionali stanno portando avanti e cercare di  farle proprie. In concreto questo vuole dire che l’UEF deve iniziare a dialogare in modo permanente con le sezioni. Anche le campagne politiche dovrebbero essere portate avanti  con le sezioni nazionali e locali in un quadro comune. L’UEF è forte solo se lavora insieme con i suoi militanti. Dal punto di vista organizzativo, vorrei avere degli scambi regolari, anche informarli, con i miei colleghi segretari delle altre sezioni.

Secondo te, quali dovrebbero essere le priorità politiche dell’UEF nei prossimi mesi?

Allo scorso FC di Roma abbiamo fissato la nostra priorità politica fondamentale: la conferenza sul futuro dell’Europa. Si tratta di un evento che sembra essere un po' uscito dalla lista delle priorità politiche delle istituzioni europee, evidentemente a causa dell’emergenza sanitaria negli scorsi mesi. In realtà, la pandemia ha proprie dimostrato a tutti le lacune dei meccanismi decisionali dell’Unione e dell’attuale divisione di competenze, il che può aprire una finestra di opportunità per portare avanti la nostra causa federalista. Come UEF dobbiamo approfittare di questo momento ed impegnarci per far si che:

  • l’Unione adotti nuove processi decisionali più democratici e trasparenti (a partire dall’abolizione del diritto di veto);
  • venga riorganizzata la divisione delle competenze tra l’UE e gli Stati membri: dobbiamo decidere quali siano le politiche che possono essere sviluppate meglio a livello europeo e quali a livello nazionale; per esempio la pandemia ha dimostrato che i problemi legati alla salute pubblica non possono essere sempre risolti a livello nazionale;
  • L’Unione deve essere dotata di risorse sufficienti attraverso la creazione di una capacità fiscale europea che permetta al bilancio UE di emanciparsi dalla sua dipendenza dai contributi nazionali.

Non dimenticamici poi che l’UEF dovrebbe anche affrontare questioni politiche importantissime come la tutela dello stato di diritto, i cambiamenti climatici, la gestione dei fenomeni migratori, lo sviluppo di una politica estera e di sicurezza europea, oltre che ovviamente creare una vera politica sociale a livello europeo.

Come vorresti rafforzare la cooperazione dell’UEF con il Parlamento europeo?

È chiaro che il Parlamento europeo sia un partner fondamentale con cui i federalisti europei devono collaborare. Ciò è ancora più vero alla luce dell’appuntamento della Conferenza sul futuro dell’Europa. Come UEF dobbiamo sostenere il Parlamento nel prendere un ruolo di guida per portare avanti l’agenda politica della conferenza.

Fra i partner fondamentali che abbiamo all’interno del Parlamento europeo c’è ovviamente il Gruppo Spinelli. Il Segretariato dell’UEF ha finora svolto il ruolo di segretariato anche del Gruppo Spinelli e sarà felice di continuare a farlo in futuro. Come UEF dovremmo continuare a mantenere e sviluppare ulteriormente un dialogo aperto e regolare con il Parlamento europeo. In vista degli appuntamenti futuri, vorrei organizzare dei confronti periodici tra la Presidenza dell’UEF e i membri del Parlamento europeo per uno scambio di opinioni sulle questioni politiche più urgenti ed importanti. Inoltre sarebbe bene che in futuro coinvolgere quei membri del Parlamento europeo che sono anche militanti attivi delle sezioni nazionali , ma che non fanno ancora parte del Gruppo Spinelli. Non sono pochi. In questo modo possiamo creare una vasta rete di militanti federalisti nel Parlamento europeo e nelle sezioni per portare avanti il nostro obbiettivo della Federazione europea.


Le opinioni espresso in questa intervista sono personali e non rispecchiano necessariamente quelle dell’organizzazione.