Sabato 26 giugno sono riprese, dopo oltre un anno e mezzo di incontri on line, le riunioni del Comitato federale in presenza, a Roma. Hanno partecipato in sala una trentina di membri del FC (34); il collegamento zoom ha permesso inoltre a una trentina di militanti di seguire i lavori on line, anche se solo in modalità passiva, senza possibilità di intervento e di voto.

La riunione è stata introdotta dalle due relazioni del Presidente e della Segretaria. La relazione di Giorgio Anselmi ha sviluppato un’ampia analisi della situazione mondiale per arrivare ad inquadrare le prospettive europee e le responsabilità italiane in questa fase. In particolare si è soffermato ad analizzare le differenti visioni – e in alcuni casi anche la divergenza di interessi – tra gli USA e gli europei, e l’urgenza quindi per l’Europa di individuare una propria linea politica specifica all’interno dell’alleanza atlantica per gestire in primis i rapporti con la Cina e con la Russia. Anselmi ha anche ricordato le sfide specifiche che l’Unione europea deve riuscire a gestire, tra cui i rapporti con i Paesi dell’area mediterranea e di provenienza dei flussi migratori, che continuano ad essere interlocutori indispensabili per gestire il complesso fenomeno delle migrazioni. In questo quadro, è evidente la profonda necessità che la Conferenza diventi l’occasione per promuovere una riforma dei trattati che permetta all’Europa di diventare capace di agire con efficacia sia internamente che esternamente; così come è evidente la responsabilità dell’Italia nella gestione dei fondi del NGEU per togliere gli alibi ai paesi che si oppongono alle riforme in senso federale del bilancio europeo.

Nella sua relazione Luisa Trumellini ha invece richiamato il parallelo tra il periodo in cui Spinelli e il PE hanno lavorato e approvato al Progetto di Trattato e il momento attuale. In particolare, ha ricordato il progetto di riforma istituzionale elaborato dalla Commissione UEF presieduta da Francesco Rossolillo (tra la fine del 1981 e il Congresso europeo del 1982), che aveva ripreso e adattato alle nuove circostanze le Risoluzioni del Comité d'Etudes pour la Constitution européenne (CECE), il Comitato che nel 1952, guidato da Spaak, aveva preparato i lavori dell’Assemblea ad hoc per la costituzione della Comunità politica da affiancare alla CED. Con questo lavoro l’UEF aveva a sua volta coadiuvato il Parlamento europeo dopo che nel luglio 1981 aveva deciso di elaborare un nuovo Progetto di Trattato per riformare la Comunità europea e istituire l’Unione europea. Analogamente ad allora, i tre punti fondanti della strategia federalista continuano ad essere ancora oggi, in vista della Conferenza: la necessità di elaborare un modello istituzionale che fornisca i punti di riferimento per il percorso delle riforme; la questione di individuare il minimo politico-istituzionale che cambia i rapporti di potere tra il livello europeo e i livelli nazionali; il problema della procedura di ratifica. Per quanto riguarda il modello istituzionale, stiamo parlando non di un modello astratto, che disegna la teoria del miglior sistema di governo in assoluto, ma di un sistema istituzionale coerente ma al tempo stesso basato sulla realtà delle caratteristiche dell’Europa sviluppatasi in questi decenni di integrazione; un modello, inoltre, non concepito necessariamente per una realizzazione piena immediata, ma per indicare la meta e i passaggi tramite i quali tale meta può essere raggiunta. Per quanto riguarda il minimo politico-istituzionale che modifica radicalmente i rapporti di potere tra il polo europeo e quello dei Paesi membri, oggi questo si identifica chiaramente con la riforma del bilancio europeo in senso federale, tramite l’attribuzione di un potere diretto di imposizione fiscale al Parlamento europeo. Come abbiamo chiaramente indicato nei nostri documenti e negli approfondimenti che abbiamo sviluppato, la nascita di un bilancio federale tramite l’attribuzione della competenza fiscale all’UE è non solo un passaggio necessario per completare l’unione monetaria, di fatto realizzando l’unione economica, ma è anche il punto di svolta per la nascita di una vera democrazia europea, perché permette di superare definitivamente il sistema intergovernativo e creare un vero governo europeo capace di autodeterminarsi. La questione della procedura di ratifica, infine, è cruciale nel passaggio ad un sistema federale perché sancisce il superamento del vecchio sistema intergovernativo fondato sull’unanimità a favore di quello federale basato sul voto a maggioranza, che deve valere anche per l’entrata in vigore del nuovo trattato. Per questo tra i punti cruciali della battaglia per la riforma federale dell’UE ci sarà quello della scelta della procedura, per superare l’attuale articolo 48 TUE. Sulla base di questa strategia i federalisti, che sono anche rappresentati direttamente nella plenaria della Conferenza tramite l’UEF, devono riuscire a sviluppare anche la loro campagna sul territorio, sfruttando le potenzialità della piattaforma e organizzando sia eventi per discutere e condividere le proposte federaliste, sulla base delle indicazioni che abbiamo condiviso e diffuso (anche a livello europeo, per riuscire a rendere questa campagna veramente europea), sia spronando le altre forze politiche e sociali e le organizzazioni ad attivarsi.

Alle due relazioni iniziali è seguito l’intervento di Claudio Filippi che ha illustrato a nome del team comunicazione il nuovo sito creato appositamente per la campagna per la Conferenza, in cui sono raccolti il materiale, gli aggiornamenti, i documenti necessari per l’azione. Filippi ha anche ricordato alle sezioni di rimettersi al lavoro per il tesseramento del 2021.

Raimondo Cagiano, per l’Ufficio del Dibattito, ha poi fatto un bilancio dell’ottimo lavoro svolto dall’Ufficio in questi due anni, riportando anche i risultati importanti dell’ultimo incontro nazionale a Firenze sulla transizione digitale svoltosi a inizio giugno.

Prima dell’avvio del dibattito Sandro Gozi ha portato il suo saluto di Presidente UEF parlando della Conferenza e degli impegni che aspettano l’UEF e le sue sezioni nazionali e ricordando l’appuntamento del Congresso europeo la settimana successiva.

Nel dibattito sono poi intervenuti 13 membri che hanno ripreso e sviluppato i punti politici delle relazioni, contenuti anche nella mozione che è stata posta in votazione dopo le repliche e approvata senza astensioni e con 1 solo voto contrario (motivato dal dissenso sui riferimenti contenuti nella mozione ai rapporti con la Russia), dopo aver incorporato alcuni emendamenti (Moro, Ufficio di segreteria, Esposito).

Il Comitato federale ha poi ascoltato la presentazione di Enrico Peroni (segretario della sezione MFE di Vicenza) sull’organizzazione del Congresso di ottobre, e ha approvato all’unanimità la convocazione del XXX Congresso nazionale a Vicenza per il 22-24 ottobre, approvando anche il relativo Regolamento, all’unanimità con 1 astensione, dopo aver rafforzato le indicazioni sulle regole per la presentazione di emendamenti alla mozione di politica generale.

E’ stato poi affrontato un punto specifico sull’UEF, in vista del Congresso europeo della settimana successiva, per dare informazioni sia sui nuovi statuti che sarebbero stati proposti al Congresso, sia per aggiornare sui nuovi organi e sulla campagna europea, inclusa la mozione di politica generale che sarebbe stata presentata in Congresso.

Infine, tra le varie ed eventuali, il CF ha discusso una richiesta del direttivo regionale del MFE Puglia per deliberare la rotazione tra Sud/ Centro/Nord delle sedi che ospitano gli eventi nazionali ed i Congressi nazionali e fissare per i consueti e periodici incontri nazionali sedi equamente ubicate a Sud/Centro/Nord Italia e mantenere come modalità operativa alternativa il collegamento ai medesimi incontri e la votazione su piattaforma digitale per consentire la massima partecipazione anche post pandemia. Il CF, dopo un dibattito piuttosto ampio, pur auspicando di riuscire a realizzare la rotazione delle sedi congressuali, ha espresso unanimemente parere sfavorevole, con 1 astensione.  

La seduta si è quindi chiusa alle 17.00.

A questo indirizzo trovate i documenti presentati durante il Comitato federale: https://www.mfe.it/port/index.php/circolari/4828-resoconti-del-comitato-federale-e-del-congresso-dell-uef