Zona rossa. C’era ancora la zona rossa quando abbiamo iniziato a ragionare su come organizzare il Congresso Nazionale del Movimento Federalista Europeo a Vicenza. Era un’idea, un suggerimento, una potenzialità. Ma ci credevamo. Ci abbiamo creduto ogni giorno di più grazie all’impegno di tutte le militanti e tutti i militanti federalisti e al continuo supporto di Giorgio Anselmi, Presidente Nazionale uscente ma soprattutto un esempio per il rigore dell'impegno e per la dedizione. Ci ha stimolato, ci ha consigliato, ci ha guidato.

Il Congresso Nazionale è stata la sublimazione di un percorso iniziato più di 10 anni fa, con la rinascita di una sezione, quella di Vicenza, che, nonostante la sua rilevanza storica e l’importante ruolo giocato nel Movimento fino agli anni ‘80, era rimasta al lumicino.

La sezione nel 2008 aveva ormai meno di dieci iscritti, con un nuovo giovane segretario di sezione che aveva deciso di trasferirsi per ragioni di studio in Canada. E fu in quel contesto che è iniziato il percorso che ci ha portato ad organizzare il congresso nazionale. Quando l’impegno di guidare il progetto federalista localmente è stato assunto da Fabio Pietribiasi. Dalla zona rossa al XXX Congresso Nazionale del Mfe a Vicenza Fabio ha curato il Mfe per oltre un decennio. Con calma, meticolosa attenzione ha ripreso il filo. La sua pacata e serena caparbietà ha ricostruito rapporti con le istituzioni e le realtà politiche e sociali più importanti.

La riflessione ideologica della sezione si è sviluppata anche grazie a due fattori sempre molto importanti nella (ri)costruzione delle sezioni: giovani appassionati e la rete di movimenti e associazioni europeiste.

Una generazione di giovani del Liceo Quadri, tutti nati tra il 1991 e il 1995, ha ridato slancio alla sezione nel periodo che è coinciso con il loro passaggio dalla scuola superiore agli studi universitari. Quel momento sublime dove si conquista la libertà e si sperimenta ciò che più piace, si studia ciò a cui più si anela, si approfondisce senza la preoccupazione di una vita professionale e di una famiglia da costruire. È in quella fascia generazionale, in chi ha tra 17 e 22 anni, che una sezione deve sempre trovare la propria linfa vitale. Vicenza ha avuto la fortuna di avere un gruppo coeso e innovativo di giovani federalisti che ancora oggi sono l’ossatura della parte più giovane della sezione.

Alla sezione è stata ed è fondamentale anche la passione di donne e uomini di organizzazioni europeiste che hanno scelto Vicenza come casa madre. Penso prima di tutto ad ALDA e in particolare ad Antonella Valmorbida, ma anche a tante altre associazioni e tanti altri movimenti che, con il loro impegno, rendono Vicenza una città pienamente europea.

Il percorso ha portato ad un rilevante aumento di iscritti - stabilmente sopra i 30 - e all’organizzazione di 3-4 convegni all’anno per tutto il decennio precedente all’arrivo del COVID-19. Sembra poco? In realtà è stato il motore che ha tenuto in piedi relazioni e amicizie con le realtà che maggiormente contano (e che sono nostre alleate) a livello locale, a livello istituzionale e sociale.

Il percorso iniziato con la mia segreteria, a inizio 2020, è stato stravolto dalla pandemia.
Ciònonostante il numero di iscritti è cresciuto di quasi 20 unità, anche e soprattutto grazie a una serie di convegni online durante il primo lockdown.

I punti cardine del mio impegno, sulla scia di quello di Fabio, erano e sono fondamentalmente tre: aprirsi maggiormente a tutto il meglio che Vicenza possa offrire (istituzioni scolastiche, municipi, associazioni e organizzazioni di categoria), far conoscere meglio i valori del progetto federalista e aumentare il numero di soci.

Questo approccio è diventato parte del percorso che ha portato al Congresso nazionale in terra vicentina, nella città gioiello per molti versi incapace per secoli di valorizzare quanto Palladio aveva lasciato, nella terra che vive di export e che ha dato i natali al primo uomo che ha compiuto il giro del mondo (Antonio Pigafetta). Una città pienamente integrata nella catena di valore della globalizzazione economica e allo stesso tempo così scettica di tutto ciò che viene da fuori. In fin dei conti, ci diciamo spesso che il pensiero federalista è proprio fondamentale a Vicenza e ai vicentini che si battono per una città aperta e pienamente europea. Nella nostra amatissima e orgogliosamente provinciale “urbicula suavis”, così citata dal Petrarca, serve sempre ricordare che il benessere è arrivato alzando lo sguardo e guardando oltre l’orizzonte.

Ma al di là dei particolarismi, la nostra sezione deve essere uno strumento per spiegare l’Unione Europea di oggi, il suo modello di integrazione funzionalista, i vantaggi del processo di integrazione europea, i drammatici problemi creati dal sistema istituzionale europeo attuale e dalla mancanza di politiche europee comuni. E, ovviamente, le possibili soluzioni offerte dal pensiero federalista. Lo dobbiamo fare con la forza della nostra ideologia, la più degna e la più chiara alternativa al ritorno dei nazionalismi ma soprattutto la più completa per offrire soluzioni alle storture dell’Europa degli Stati di oggi.

Per questo abbiamo aperto un dialogo con movimenti diversi, accomunati dall’impegno civile altissimo e spettacolare di chi si batte per delle idee senza cercare il potere politico: il mondo ambientalista, quello per i diritti civili, le associazioni cattoliche per la promozione sociale e culturale, associazioni e istituti che si occupano di momenti storici fondamentali della storia europea, a partire dalla resistenza.

Per questo, inoltre, abbiamo iniziato un percorso importante con gli enti locali, in primis il Comune di Vicenza. Senza un soggetto che faccia comprendere alle comunità locali, anche le più piccole, i vantaggi e la necessità storica del processo di integrazione europea, sarà difficile arrivare agli Stati Uniti d’Europa.

Tutto questo impegno è passato per un Congresso andato molto bene. Era il XXX (trentesimo), con 80 anni di storia, 200 delegati da tutta Italia in rappresentanza di 3600 iscritti, 3 giorni di lavori, 15 ore di dibattito.

Più di 20 attivisti della sezione di Vicenza e di quella di Verona - insieme allo splendido lavoro degli attivisti nazionali - hanno consentito di organizzare il Congresso. Èopportuno, per questo, ringraziare Alberto, Amos, Andrea, Antonio, Davide, Elisabetta, Emily, Enrico, Federico, Franco, Gabriele, Gianluca, Mattia…

L’insegnamento del Congresso, quindi, è che per ogni sezione serve un percorso lungo e stabile capace di attirare giovani, di attivare alleanze a cerchi concentrici con il mondo europeista locale, con associazioni e istituzioni amiche ma soprattutto di aumentare iscritti e spazi di dibattito aperti alla cittadinanza. Da Vicenza vogliamo continuare così. Viva l'Europa Federale, Sovrana e Democratica. Viva Vicenza, città europea.