Di fronte all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia nessuno in Europa si illuda di potersi permettere di far mancare il proprio sostegno, con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione, alla libertà dell’Ucraina. La vera posta in gioco in questo momento, insieme al destino del popolo ucraino, è la nostra unità e libertà di Europei.
Il processo di unificazione europeo è nato dalle ceneri di una guerra terribile. Il ritorno della guerra ci ammonisce che non si può più aspettare a portarlo a compimento. Gli Europei si rafforzino in questo momento drammatico avviando subito la nascita dell’unione politica federale.

 

Le bombe russe sulle città ucraine, che fanno seguito alle dichiarazioni di Putin che negano il diritto dell’Ucraina a esistere, disegnano uno scenario che coglie soprattutto noi Europei impreparati. Nulla nella nostra Unione europea è pensato e strutturato per far fronte ad una vera minaccia indirizzata a noi. Nulla è pensato e strutturato per agire e reagire in un mondo in cui la guerra torna nelle nostre case. Per questo il pugno di Putin, inauditamente violento, preparato mentre ci prendeva in giro fingendo di prestarsi alle negoziazioni diplomatiche, colpisce direttamente noi insieme al popolo ucraino: mira a distruggere la nostra stabilità e la nostra libertà.

In situazioni di emergenza di questo tipo bisogna innanzitutto intervenire con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione – senza tentennamenti, nella consapevolezza di un destino comune e di un inevitabile prezzo comune, altissimo, da pagare, anche se asimmetrico, perché le nostre vite saranno risparmiate, mentre quelle dei fratelli ucraini no – ma bisogna anche puntellare la propria casa, perché resista ai colpi del nemico.

Per questo, la lezione più urgente che gli Europei debbono trarre da questa situazione drammatica, è che il tempo della debolezza e della irresolutezza europea deve finire, subito; e che è indispensabile cementare subito la nostra Unione con un salto politico federale, per resistere alle spinte disgregative che questa guerra innescherà e per poter iniziare a pensare da Europei con una vera testa (un governo) europei. Solo così potremo resistere e vincere questa guerra.

La Conferenza sul futuro dell’Europa diventi allora l’occasione per avviare subito le riforme dei Trattati necessarie per far nascere l’unione politica federale.

I federalisti europei si appellano alla Conferenza e agli esponenti istituzionali al suo interno perché sappiano essere all’altezza di questo momento drammatico e accettino di misurarsi con questa sfida che deve portare alla creazione di una vera sovranità europea democratica.

Pavia-Firenze 24 febbraio 2022