L'Unità Europea N. 2020/6 novembre-dicembre

 

Leggi gli articoli on-line >>
 

Edizione a stampa

Sommario >>
Leggilo on-line con
Scaricalo e leggilo in PDF

 

 

 

 

L'ultima presidenza USA ha rappresentato un severo test per la tenuta dei rapporti transatlantici.
Quattro anni di menzogne, provocazioni, inganni, raggiri, irrisioni sono giunti al temine, lasciando sul campo molte macerie. Ora è il tempo della ricostruzione.

La pandemia di Covid-19 ha colpito duramente i sistemi sanitari di tutto il mondo e ha portato a una pesante crisi economica. Lasciando da parte in particolare le profonde difficoltà iniziali, questa pandemia rappresenta anche un momento importante per compiere ulteriori, decisivi passi verso la Federazione Europea e per tracciare il percorso verso una governance mondiale che a questo punto è una comunità di destino.

Tre anni dopo il discorso tenuto alla Sorbona, Macron è tornato ancora una volta a parlare della sua visione politica e dell’Europa. Lo ha fatto in un contesto europeo e mondiale molto diverso rispetto al settembre 2017, tracciando implicitamente anche un bilancio di quanto conseguito in questi tre anni, e soprattutto con l’obiettivo di lanciare un grido di allarme in merito al passaggio epocale che stiamo vivendo e alla distanza che ancora separa l’Europa dall’aver raggiunto la capacità di essere all’altezza della sfida.

Il progetto di trattato bilaterale tra Francia e Italia rappresenta una novità e un potenziale salto di qualità per l'Italia. Si tratta di un'iniziativa politica volta a ricucire un rapporto politico profondamente scosso negli ultimi decenni. Contiene anche una serie di meccanismi di convergenza istituzionale che hanno dimostrato la loro qualità e resistenza nel contesto del rapporto tra Francia e Germania. Ma soprattutto offre la possibilità di avviare un nuovo ciclo per il posizionamento europeo dell'Italia, utilizzando il rafforzamento delle relazioni bilaterali come chiave per una maggiore convergenza europea.

Il contributo dell’economista scomparso dieci anni fa rimane inestimabile.

 

 

Che la crisi da Covid-19 non sarebbe stata come le altre in Europa lo abbiamo capito da tempo. Non solo per il protrarsi delle misure di contenimento da parte dei governi, ma anche per l’accelerazione nel processo di integrazione europea che la pandemia sta producendo.

Lo spirito filoeuropeo di De Gasperi non può essere compreso senza inserirlo nel contesto della complessa storia della sua personalità. Innanzitutto in quella cultura politica cosmopolita in cui si immergono, tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo, giovani che aspirano ad agire sulla scena pubblica. In secondo luogo bisogna tenere conto della sua esperienza prima nell'Impero asburgico e poi nell'Europa post-1918 con tutti i problemi legati alla Mitteleuropa. Infine la sua intuizione che il futuro delle relazioni internazionali dopo il 1945 avrebbe ruotato intorno al rapporto dell'Europa con gli Stati Uniti piuttosto che con il Regno Unito. Tutto ciò ci dà la possibilità di riflettere sulla storia nel lungo periodo, dato che oggi stiamo assistendo alla manifestazione di molte evoluzioni che De Gasperi aveva già potuto prevedere.

L’Italia si trova oggi di fronte a scelte difficili, ma proprio il carattere europeo del Next Generation EU può ridare slancio al processo di modernizzazione della sua società. In questo riveste una particolare importanza l’avvio della Conferenza sul futuro dell’Europa, per coinvolgere le forze produttive e l’opinione pubblica nella discussione sulle grandi sfide che i Paesi europei si trovano ad affrontare e sugli strumenti da mettere in campo per vincerle.

Il convegno nazionale (link qui: https://bit.ly/2Wun3Xw) con la partecipazione di membri del parlamento europeo e italiano, nonché di esponenti del governo italiano, rappresenta un momento di riflessione all’interno dell’azione #ItalyxCoFedEU lanciata dal MFE e dalla GFE (link qui: https://bit.ly/2KqwNPU).

Il 2 dicembre è scomparso Valéry Giscard d’Estaing (in breve VGE), ventesimo presidente della Repubblica francese e presidente della Convenzione che ha portato all'elaborazione del Trattato che adotta una Costituzione per l’Europa.

Con il suo nuovo piano quinquennale, la Cina affronta la sfida dello sviluppo interno e del rafforzamento dei consumi interni in una nuova fase della sua storia. Nel frattempo, Pechino e Bruxelles stanno lavorando alla definizione dell'accordo commerciale destinato a regolare gli scambi commerciali tra loro nei prossimi anni.

Lo scorso mese di ottobre, il gruppo di lavoro della SpD (Sozialdemokratische Partei Deutschlands) al Bundestag che si occupa di politica di sicurezza e difesa ha diffuso un documento[1] in cui si propone la costituzione di quello che chiama il 28° esercito: un esercito europeo in aggiunta a quelli nazionali, posto sotto il controllo delle istituzioni europee. Con questa proposta, il dibattito per dotare l’Ue di un esercito autonomo fa un passo avanti, più di quanto abbiano fatto le parole del presidente Macron, al quale il documento non risparmia critiche.

Il compromesso raggiunto sul tema del rispetto dello Stato di Diritto ha consentito di superare il veto di Polonia e Ungheria che impediva l’approvazione del bilancio e, di conseguenza, la indispensabile erogazione dei fondi legati al Recovery Fund. Si tratta di un contrasto che mette in evidenza una profonda diversità sulla visione dell’Unione e sul suo futuro.

Con l’elezione di Joe Biden a Presidente degli USA, l’Europa spera ritrovare il suo partner tradizionale e lasciarsi così alle spalle il ripiego nazionalista dell’era Trump. La cooperazione tra UE e USA per essere proficua ha però bisogno che i due partner dialoguino alla pari.  Fin quando l’UE non sarà un vero e proprio centro di potere dotato di potere decisionale autonomo, il dialogo alla pari e quindi un’effettiva cooperazione resteranno un’utopia.

Il referendum consultivo sul mandato costituente al Parlamento Europeo, svoltosi in Italia in coincidenza con le elezioni europee del 18 giugno 1989 e che ha ottenuto l’88,03% dei favorevoli, è stato un evento di grandissima importanza politica. Georg Kreis ha scritto la prima ricostruzione storica della vicenda. Si tratta di una ricostruzione sintetica, ma chiara e rigorosa.

Martedì 2 Dicembre 2020 si è svolta la Lecture Altiero Spinelli 2020, la conferenza annuale del Centro Studi sul Federalismo. Sergio Fabbrini, Presidente del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università LUISS Guido Carli di Roma e Pierre Keller Professor alla Kennedy School dell’Università di Harvard, è stato l’ospite di questa edizione.