L’Italia e la buona battaglia per l’Europa

 

Il Movimento Federalista Europeo saluta con favore il documento proposto dal governo italiano su impulso del Ministero dell’Economia e delle Finanze per una Shared European Policy Strategy for Growth, Jobs, and Stability.

Si tratta di un importante segnale da parte dell’Italia di voler perseguire concretamente ed in tempi certi gli obiettivi dell’unione bancaria, fiscale, economica e politica nella zona euro.

Si sottolinea in particolare la formalizzazione dell’impegno dell’Italia in questo documento di sostenere la creazione di “forti istituzioni comuni” per far sì che:

-   il Meccanismo europeo di Stabilità svolga le funzioni di un effettivo Fondo monetario europeo;

Il Movimento Federalista Europeo saluta con favore il documento proposto dal governo italiano su impulso del Ministero dell’Economia e delle Finanze per una Shared European Policy Strategy for Growth, Jobs, and Stability. Si tratta di un importante segnale da parte dell’Italia di voler perseguire concretamente ed in tempi certi gli obiettivi dell’unione bancaria, fiscale, economica e politica nella zona euro.

-   vengano istituiti meccanismi europei di stabilizzazione e risoluzione dei fenomeni di disoccupazione che si accentuano nei momenti di crisi;

-   vengano reperite risorse e mezzi per un governo comune delle frontiere esterne per governare il sistema di libera circolazione di Schengen;

-   l’unione monetaria sia dotata di una capacità di bilancio autonoma, che faccia riferimento ad un Ministro delle finanze dell’eurozona, responsabile di fronte al Parlamento europeo

L’accordo raggiunto al Vertice europeo del 18-19 febbraio tra il governo britannico e gli altri ventisette governi, mettendo fine agli equivoci di un’Unione che non poteva unirsi sempre di più né essere governata più democraticamente senza definire e istituzionalizzare i rapporti fra i Paesi «in» e i Paesi «out» dell’unione monetaria, ha aperto nuove opportunità per compiere quel coraggioso salto istituzionale a livello europeo rivendicato ripetutamente per esempio dal Presidente della BCE Mario Draghi, con un nuovo Trattato o riformando quelli esistenti, come chiesto dai federalisti europei. In questa ottica la proposta dell’Italia potrà, se sarà adeguatamente perseguita e sostenuta politicamente, convergere ed eventualmente rafforzare analoghe iniziative che, come annunciato dalla Cancelliera Merkel, assumeranno la Francia e la Germania all’indomani del referendum britannico, insieme a quelle che sono già in corso di maturazione in seno al Parlamento europeo.

Mai come ora combattere la buona battaglia per l’Europa diventa necessario e possibile.

 

22 febbraio 2016

 

 

 

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